Attualità

Le contraddizioni di Nadia Toffa e Giulio Golia: ovvero quando le Iene parlano di medicina

Giovanni Drogo|

giulio golia stamina le iene alberto longo - 5

Ieri sera alle Iene sono successe due cose interessanti che ci fanno capire come il programma di Italia Uno sia ormai agli sgoccioli e che forse sono venuti meno i presupposti per la sua messa in onda. Ammesso e non concesso che lo scopo delle Iene sia mai stato quello di fare informazione (e non intrattenimento a buon mercato) ieri su Italia Uno abbiamo visto Nadia Toffa tentare disperatamente i spremere le ultime gocce di LOL dalla vicenda di Gabriella Mereu, la dottoressa che nonostante le numerose denunce della Toffa è ancora iscritta all’ordine dei medici. Abbiamo poi visto Giulio Golia, costretto probabilmente dai poteri forti a rinnegare il suo passato attaccando addirittura un medico che vende una cura miracolosa per coloro che hanno subito una lesione alla spina dorsale.

Gabriella Mereu a Le Iene di next-quotidiano

Gabriella Mereu e le Iene, una storia infinita?

Qualche tempo fa le Iene hanno scoperto, proprio grazie ai servizi di Nadia Toffa l’esistenza di Gabriella Mereu, una donna famosa da qualche anno sull’Internet per le sue cure a base di fiori di bach, omeopatia e medagliette della madonna nella vagina. La Mereu può vantare un discreto numero di seguaci (principalmente donne) un esercito di aspiranti guaritrici e maghe che non esiste solo nel famosissimo gruppo degli Amici di Gabriella Mereu ma che ha una sua propria concretezza reale. Da anni la Mereu infatti batte in lungo e in largo la penisola esponendo il suo metodo di psicomagia in affollate conferenza da Nord a Sud. È in questi incontri faccia a faccia – e non su Internet – che la dottoressa cagliaritana ha costruito la sua fama di guaritrice miracolosa ed è durante una di queste conferenze nel vicentino (correva l’anno 2012) che emerse per la prima volta la storia del rito della medaglietta. La Toffa, quando la Mereu tornò famosa per aver detto che gli epilettici sono degli esibizionisti, non ha fatto altro che ripercorrere le tappe di quella storia con il solito metodo delle Iene, un metodo che è sempre lo stesso ed è fatto di: appostamenti, irruzioni alle conferenze e complici che si fingono pazienti con addosso la telecamera nascosta. La Mereu, contrariamente a come si potrebbe pensare, non è una scema. E ci ha messo molto a disinnescare le imboscate della Toffa, i suoi servizi televisivi e soprattutto a smascherare i complici della trasmissione (un po’ troppo ripetitivi nelle domande). Un po’ perché quello che dice è oggetto di fede (e quindi razionalmente difficile da confutare) un po’ perché la Toffa più che andare a interrompere le conferenze della dottoressa per farle venire un travaso di bile non è mai riuscita a fare. È divertente infatti vedere la Mereu che si incazza (non quanto vederla recitare formule magiche per aggiustare la ventola del cesso) ma serve solo a ridere di lei, cosa che non fa altro che rinfocolare la fede dei suoi seguaci. E ieri sono stati proprio gli adepti della Mereu a fronteggiare l’inviata del programma Mediaset “difendendo” di fatto la dottoressa dalla Toffa. Da parte sua invece la Mereu, forse dietro consiglio dei suoi avvocati, ha evitato accuratamente di rispondere lasciando la Toffa nella scomoda posizione del Gabriele Paolini di turno (o in alternativa
Davvero Golia è stessa persona che
e che quando le cose si misero male disse che lui e le Iene non dovevano vergognarsi di nulla, che non avevano mai fatto, nei sette servizi in cui venivano “certificati” i miglioramenti dei pazienti che seguivano la cura Stamina, propaganda a favore del metodo inventato da Vannoni e sconfessato da tutta la comunità scientifica. La stessa persona che si fece difendere da Davide Parenti in una lettera pubblicata sulla Stampa dove si spiegava che l’unica colpa delle Iene era quella di essersi affezionate troppo alle vicende familiari dei piccoli malati.
giulio golia stamina le iene alberto longo - 4
Che senso ha difendere i malati dando ragione ad un ciarlatano e difendere i malati dando torto ad un ciarlatano? Quello che il pubblico capisce è che si va a simpatia. Ah, se non ci fossero le Iene che pensano ai bambini! Ah se non ci fossero loro che difendono i diritti dei malati in base a dove tira l’audience!