Cultura e scienze

Cos'è la Dieta mima Digiuno

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Nadia Toffa e le Iene continuano il loro viaggio nel mondo delle diete che promettono di vivere a lungo. Dopo la visita ai centenari di Okinawa e la delirante puntata sui brethariani e le paleodiete (andata in onda su Openspace) ieri sera è stata la volta della dieta del digiuno (altrimenti nota come dieta mima digiuno già oggetto di un servizio di Presa Diretta a inizio anno) che la Toffa e il suo operatore hanno anche sperimentato in prima persona. Anche questa dieta, intesa come regime alimentare, non ha lo scopo di far dimagrire ma quello di impedire o rallentare l’insorgere di malattie croniche e che potrebbero far diminuire la nostra speranza di vita. Insomma anche la dieta mima digiuno è una delle tante ricette (assieme alla Sardinian Diet alla Ikarian Diet e alla dieta di Okinawa) che promettono di allungare la vita.

La ricetta della longevità (dei topi)

La Dieta del Digiuno è un’invenzione del professor Valter Longo, ricercatore presso l’University of Southern California (Usc) e responsabile del programma di ricerca “Oncologia & Longevità” all’IFOM (Istituto FIRC di Oncologia Molecolare) di Milano che studiando l’anomalia dei Laron, una popolazione ecuadoregna affetta da nanismo dove  non esistono tumori o diabete. Il motivo di questa particolare condizione è da ricercarsi nel DNA degli abitanti ma Longo sostiene di essere riuscito a riprodurre e a simulare tramite una particolare forma di regime alimentare controllato gli effetti del gene che inibendo il recettore dell’ormone della crescita sembra essere in grado di fermare l’avanzata del cancro bloccando il fattore di crescita insulino-simile o IGF-1. Longo ha scoperto che nei topi da laboratorio nei quali viene inibito il recettore dell’ormone della crescita si registra una longevità superiore del 50% rispetto ai topi normali ed anche una riduzione nell’incidenza delle neoplasie. Non si tratta di un’ipotesi la cui veridicità è stata provata sull’uomo, e qualche tempo fa Ezio Ghigo, endocrinologo dell’università di Torino esprimeva tutto il suo scetticismo ricordando che i dati non dimostrano che ormone della crescita e IGF-1 facciano venire il cancro. Inoltre mentre qualche anno fa Longo dichiarava di voler realizzare un farmaco in grado di mimare le mutazioni genetiche dei Laron, ma al momento ha inventato invece una dieta che, mimando il digiuno, riesce in qualche modo a “resettare” il nostro organismo bloccando lo sviluppo delle cellule malate ed in un certo senso “purificando” il nostro organismo. Per questo motivo ha pubblicato da poco un libro (dal titolo evocativo “La dieta della longevità”) in cui spiega come funziona la sua idea di dieta e ha dato vita ad una società, la L-Nutra, che commercializzerà (a breve anche in Italia) il kit della sua dieta da meno di 1000 calorie per 5 giorni consecutivi.
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Le virtù della restrizione calorica

Longo spiega e ribadisce che non si tratta di una dieta per dimagrire e che, per chi non volesse usare il kit, è necessario farsi seguire da un medico (che potrà basarsi sulle pubblicazioni di Longo) perché si tratta di un regime alimentare molto particolare che non è adatto a tutti. Non possono farlo ad esempio le persone al di sotto dei vent’anni, coloro che soffrono di diabete, obesità o anoressia o che sono affette da altre malattie per le quali il sottoporsi ad un’alimentazione del genere (seppure per un periodo breve) potrebbe essere nocivo. Per tutti gli altri la dieta è abbastanza semplice, nell’arco di cinque giorni si segue una dieta prevalentemente vegetariana, senza grassi o proteine di origine animale che mira a diminuire progressivamente l’apporto calorico per “rallentare” l’invecchiamento e la degenerazione delle cellule. Si tratta di un regime alimentare che prevede l’assunzione controllata di proteine (11-14%), carboidrati (42-43%) e grassi (46%), per una riduzione calorica complessiva compresa tra il 34% e il 54% rispetto al normale. Va detto che questa dieta si è dimostrata al momento efficace unicamente negli animali da laboratorio, essendo il campione di umani che l’hanno seguita ancora decisamente troppo ridotto per fare qualche valutazione scientifica in merito. Sul Fatto Alimentare Enzo Spisni, ricercatore nutrizionista dell’Università di Bologna, fa notare che quelli che sono gli effetti positivi riscontrati nelle ricerche di laboratorio potrebbero non avere un riscontro rilevante sugli esseri umani ed inoltre un simile tipo di dieta potrebbe creare problemi per coloro che conducono una vita particolarmente attiva. Anche la dottoressa Elena Dogliotti, biologa nutrizionista della Fondazione Veronesi sottolinea l’assoluta necessità di farsi seguire da un medico esperto qualora si volesse intraprendere il percorso dei cinque giorni della Dieta mima digiuno (che per le persone sane non dovrebbe essere ripetuto più di 3 -4 volte all’anno). In definitiva che la riduzione dell’apporto calorico possa essere utile per contrastare l’invecchiamento delle cellule e l’insorgere di malattie croniche è qualcosa che sembra essere assodato, anche se non provato in modo definitivo. Riguardo all’efficacia della Dieta mima digiuno per gli esseri umani sembrano esserci ancora diversi dubbi perché i trial clinici – benché promettenti – sono ancora all’inizio. Attualmente infatti le persone sui quali la dieta di Longo è stata testata sono poco meno di un centinaio (tra loro anche lo stesso Longo), si tratta di un campione troppo piccolo e di un periodo di osservazione ancora troppo breve per essere statisticamente rilevante. Non sfugge poi l’aspetto commerciale di tutta la faccenda (il kit e il libro) molto simile a tante altre proposte “miracolose” arrivate sugli scaffali di librerie e farmacie in questi anni. L’unico aspetto positivo è che Longo è uno dei pochi a consigliare vivamente di non darsi al fai da te ma di farsi monitorare durante lo svolgimento del digiuno controllato. Una cosa importante da tenere conto è che la dieta messa a punto da Longo non è in nessun modo sostitutiva delle terapie per combattere le neoplaise: la dieta mima digiuno non cura il cancro semmai ci sono probabilità che ne prevenga l’insorgere.