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Chi c’è dietro la “Bestiolina” social di Giorgia Meloni

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Al giorno d’oggi non puoi fare politica se non hai una “Bestia” che ti faccia spiccare il volo sui social. Quella originale è senza dubbio quella di Luca Morisi, lo spin doctor di Matteo Salvini. Che cosa sia la Bestia in realtà nessuno l’ha mai capito, c’è chi parla di troll, di bot e di hacker russi. Ma è sostanzialmente un metodo di analisi delle interazioni sui social che punta a creare un alto livello di engagement (la parola che definisce la capacità di coinvolgere il proprio pubblico) sui canali social del Capitano.

A cosa serve “la bestia” dei politici

Salvini è stato tra i primi a capire che agli italiani la politica annoia terribilmente. Eppure un politico oltre a raccontare una visione e a fare promesse deve anche spiegare ai cittadini i numeri, le leggi, i bilanci. Come fare tutto ciò senza allontanare gli elettori? Semplice: basta mettere un contenuto “noioso” ogni tanto. E per il resto invece dedicarsi a quello che se le pagine dei politici fossero testate giornalistiche si chiamerebbe clickbaiting. Il Segretario della Lega è un maestro nella creazione di questo genere di contenuti: post di gattini e cani abbandonati, foto di pranzi, merende e colazioni. E naturalmente poi ci sono i post mirati: quelli sui crimini degli immigrati oppure quelli contro i “sinistri” a cui manda bacioni e abbraccioni.

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Ma Salvini, appunto, non è l’unico a tentare di giocare quella che un tempo si sarebbe chiamata “carta simpatia” ma che in realtà è solo un modo per saturare i canali di comunicazione anche quando non c’è nulla da comunicare. Nel suo piccolo ci prova anche Giorgia Meloni, che ieri ha pubblicato una foto scattata in un corridoio d’albergo negli USA dove si è recata per la convention del mondo conservatore. La leader di Fratelli d’Italia gioca con il riferimento culturale alla famosa scena delle due gemelle di Shining (anche se la costruzione dell’inquadratura e i colori della tappezzeria e della moquette non hanno praticamente nulla a che fare con il film di Kubrick).

Come Giorgia Meloni copia Matteo Salvini

Tra un post sulla Libia e uno sul complotto Franco CFA Giorgia Meloni segue alla lettera gli insegnamenti salviniani. Che siano i ricci di mare a Bari o il pecorino e il pane carasau in Sardegna o le crostate preparate per la festa all’asilo della figlia anche la deputata di Fratelli d’Italia non perde occasione per coinvolgerei suoi fan e spingerli a commentare, cliccare mi piace, condividere. Pensate ad esempio che il post della crostata ha ottenuto più condivisioni di quello sulle domande di Fazio a Macron sul franco CFA e il neocolonialismo francese.

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Qualche tempo addietro la Meloni aveva fatto ancora di più con la creazione di un personaggio immaginario, Meloni-chan, e parecchie sortite sovraniste alle convention dei fumetti con tanto di foto su bestie fantastiche. Che alla Meloni piaccia il fantasy – sia inteso come genere letterario che come complotti stile Piano Kalergi – è cosa nota. Ad esempio la convention di FdI Atreju prende il nome dal protagonista de La Storia Infinita, cui la Meloni ha dedicato un post in occasione dei quarant’anni dalla pubblicazione.

Anche Giorgia Meloni ha la sua bestiolina da social

Tra gli artefici della strategia social della Meloni c’è sicuramente Tommaso Longobardi, noto ai più come creatore di meme sovranisti. Da qualche tempo Longobardi è vicino a Fratelli d’Italia e accompagna la Meloni. Che Longobardi collabori con FdI non lo dimostrano solo i contenuti dei post condivisi ma anche il video – girato durante la campagna elettorale dello scorso anno – della visita della Meloni allo stabilimento Amazon di Passo Corese dove Longobardi viene inquadrato in diversi fotogrammi tra le persone al seguito della leader di Fratelli d’Italia.

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Longobardi alla manifestazione di FdI del 12 dicembre a Montecitorio

In sostanza quindi Longobardi – che appartiene alla generazione dei Donadel e dei Montevecchi – è il Morisi di Meloni. Lui si definisce “web influencer” o più prosaicamente social media manager ed è autore del libro “Comunicazione politica nell’era digitale”. In diverse interviste spiega l’importanza dei social per la comunicazione politica, una scoperta fondamentale. Longobardi è diventato “famoso” su Internet per un video dove brucia una copia della sua tesi di laurea (classe 1991 ha una laurea in scienze e tecniche psicologiche e un master in gestione e sviluppo delle risorse umane). Longobardi ha partecipato a molte iniziative del fronte sovranista italiano, dai convegni alla Camera di Nazione Futura a quelli di Gioventù Nazionale il movimento giovanile di Fratelli d’Italia. La sua vicinanza alle posizione sovraniste non è certo un mistero, lo è un po’ di più la sua partecipazione alle attività della pagina della Meloni sulle quali poco si sa se non per una certa cifra stilistica che lo contraddistingue.

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Longobardi con i genitori di Alfie Evans ad Atreju 2018

Rimane una domanda: come mai a differenza di Morisi o Casalino i rapporti tra Longobardi e Fratelli d’Italia sono meno espliciti? Probabilmente la causa è da ricercare nell’attività di mematore di Longobardi che spesso sul suo profilo e sulla sua pagina personale pubblica post e meme al limite del politically correct. E anche una politica a caccia dei voti dei giovani cattivisti come la Meloni non si può permettere un SMM che pubblica cose simpaticisime come questa o questa. Insomma potrebbe essere imbarazzante se venisse fuori che lo stratega dei social della Meloni è uno che crea meme che finiscono su pagine come Sinistra Cazzate e Libertà. Su una cosa però va dato atto a Longobardi: spesso è in anticipo sui tempi. Già a giugno 2018 chiedeva di chiudere i porti e riaprire le case chiuse. Salvini lo ha fatto solo la settimana scorsa.

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