Opinioni

Davide Barillari: il consigliere M5S che non capisce neanche le figure (ma poi almeno si scusa…)

Troppa foga, consigliere Barillari. Nell’ansia di ristabilire la verità e in mancanza di fesserie il consigliere in Regione Lazio se la prende con neXtquotidiano perché a suo dire invece che occuparsi dei guai giudiziari di Tiziano Renzi e del Ministro Luca Lotti, coinvolti nell’inchiesta sugli appalti della Consip che ha portato all’arresto di Alfredo Romeo ci continuiamo ad accanire sulla povera Virginia Raggi e su Salvatore Romeo. Con un dettaglio: l’articolo in questione si occupa proprio di Alfredo Romeo, c’è una foto dell’imprenditore napoletano e il nome è specificato nel titolo.
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Barillari, che già in passato aveva annunciato che i pennivendoli di regime – colpevoli di occuparsi dei guai giudiziari di Paola Muraro (che – ops – successivamente è stata iscritta nel registro degli indagati per reati ambientali e si è dovuta dimettere) – l’avrebbero pagata cara, ci chiede di occuparci anche “dell’altro Romeo, l’amicone di Renzi e Zingaretti. O preferite accanirvi ancora sulla Raggi?”. Curiosamente è proprio dell’altro Romeo che ci occupiamo nell’articolo dal titolo “La querela di Alfredo Romeo a Virginia Raggi” dove in copertina è ben visibile la foto “dell’altro Romeo”.
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Invece che scusarsi per l’errore e lo scambio di persona – sono cose che capitano a chi legge di fretta – Barillari persevera ad offendere accusando questo quotidiano di non fare informazione INDIPENDENTE e di non raccontare le vicende in maniera oggettiva e super partes chiedendoci “vi interessa Consip”? Ora, posto che nell’articolo in questione si parla di una semplice querela per diffamazione nei confronti della Sindaca di Roma (reato che in più occasioni i Cinque Stelle hanno proposto di voler abolire salvo poi smentirsi nei fatti) cerchiamo di stabilire la verità ovvero il modo in cui neXtquotidiano ha affrontato e trattato in numerosi articoli l’argomento degli appalti della Consip truccati. Per amore della corretta informazione INDIPENDENTE segnaliamo quindi al consigliere Barillari che il 23 dicembre 2016 abbiamo dato la notizia che l’indagine sugli appalti della centrale degli acquisti della Pubblica Amministrazione (la Consip appunto) aveva coinvolto l’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti. A Lotti e all’indagine abbiamo poi dedicato un articolo cinque giorni dopo, il 28 dicembre. Il 17 febbraio abbiamo dato la notizia dell’indagine a carico di Tiziano Renzi e qualche giorno prima, il 9 febbraio, parlavamo dei “colloqui fluviali” tra Alfredo Romeo e Italo Bocchino con tanto di pizzini sui nomi dei personaggi da corrompere. Nello stesso articolo davamo conto del fatto che Alfredo Romeo aveva finanziato – in maniera lecita – con 60 mila euro la Fondazione Open di Matteo Renzi. Fatto quest’ultimo che Luigi Di Maio scopriva solo il 17 febbraio (guarda caso pure di questo davamo notizia) chiedendo a Renzi se fosse vero che Alfredo Romeo avesse finanziato Fondazione Open. In quel pezzo dicevamo che sì, era vero. Mi permetto di citare quello che ho scritto per dimostrare che non solo la cosa è pubblica (è sul sito di Fondazione Open) ma anche si sapeva da molto perché diversi giornali (quelli che Di Maio e Barillari forse non hanno letto) ne avevano parlato in tempi non sospetti:

Per questa risposta non serve chiedere a Matteo Renzi di “confessare” perché è noto che ci sono stati (ecco alcuni articoli di giornale che ne hanno parlato in tempi non sospetti) e sono alla luce del sole direttamente sul sito di Fondazione Open dal quale si evince che Romeo ha donato a Open 60.000 euro tramite Isvafim s.p.a. Ma Renzi non è stato l’unico uomo politico che ha ricevuto finanziamenti (leciti e regolari) da Romeo che in passato ha contribuito alla campagna elettorale di Rutelli, a quella di Nicola Zingaretti per la candidatura a Presidente della Provincia di Roma e a Nomisma la società di studi economici fondata da Romano Prodi.

E sì, ho scritto anche che Alfredo Romeo ha finanziato la campagna elettorale di Nicola Zingaretti a Presidente della Provincia di Roma. Ma andiamo avanti: abbiamo scritto a inizio marzo un dettagliato articolo che riassume tutta la questione dei rapporti tra Alfredo Romeo e la politica spiegando il coinvolgimento di Luca Lotti e Tiziano Renzi.
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La questione sta diventando imbarazzante, e sinceramente non credo che il lavoro di un giornalista dovrebbe essere quello di fare la parafrasi di un articolo ad un consigliere regionale. E nemmeno sostituirsi alla comoda funzione “cerca” presente sul nostro sito dove si possono trovare numerosi articoli su Alfredo Romeo (l’ultimo articolo su Salvatore Romeo risale invece al 17 febbraio). Solo alla fine di un lungo dialogo e al netto di tutte queste evidenze il consigliere Barillari finisce per scusarsi.
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