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«Luca Lotti indagato nell'inchiesta Consip»

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Luca Lotti sarebbe indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio nell’inchiesta della Procura di Napoli sulla Consip. A scriverlo è Marco Lillo sul Fatto Quotidiano: il ministro dello sport sostiene di non saperne nulla. Il fascicolo su Lotti sarebbe stato inviato a Roma mentre il filone principale sulla corruzione che vede indagati Alfredo Romeo e il dirigente della Consip Marco Gasparri rimane a Napoli.

«Luca Lotti indagato nell’indagine Consip»

Sulle eventuali responsabilità di Luca Lotti indagherà il procuratore Giuseppe Pignatone. Le indagini su Lotti partono dalle dichiarazioni di Luigi Marroni, amico del sottosegretario di Renzi, diventato capo della Consip, che ha parlato anche del generale dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia, anche lui indagato per le stesse ipotesi di reato. Lillo aveva raccontato ieri dell’indagine sulla Consip:

 Al centro degli accertamenti dei pm c’è l’appalto cosiddetto FM4, la mega-gara di facility management, bandita nel 2014 e suddivisa in molti lotti, tre dei quali potrebbero essere aggiudicati alla società di Alfredo Romeo insieme ad altre.Le forniture pluriennali di tutti gli uffici delle pubbliche amministrazioni e delle università italiane valgono 2,7 miliardi di euro, pari a più dell’11 per cento della spesa pubblica nel settore. Il 16 dicembre, i pm sentono Gasparri alla presenza del suo avvocato Alessandro Diddi. Il funzionario spiega i suoi rapporti con Romeo e parla dell’influenza della politica su nomine e appalti.
I carabinieri del Noe e i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli, martedì entrano nell’ufficio dell’amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni, nominato dal governo Renzi nel 2015. Subito dopo quella visita, i palazzi del potere entrano in fibrillazione. Tutti si agitano per capire cosa sta accadendo. Il Fatto, dopo avere sentito più fonti, oggi è in grado di ricostruire il perché di tanta ansia: l’amministratore delegato (non indagato) di Consip ha ‘cantato ’, come si diceva una volta. Non su Gasparri o Romeo, ma su nomi più rilevanti. I pm hanno sentito Marroni sulla soffiata che stava schiantando le indagini più segrete della Procura di Napoli.

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Anche per questo i pm martedì sentono Marroni  e alla fine l’amministratore di Consip – che sa di essere stato ascoltato – su domanda specifica risponde: “È stato il presidente della Consip Luigi Ferrara a dirmi che lo aveva messo in guardia il Comandante generale dei Carabinieri Tullio Del Sette”. Il comandante generale dei carabinieri è indagato per favoreggiamento e rivelazione del segreto istruttorio.

Spie, microspie e bonifiche

Insomma, una fuga di notizie come quella che avrebbe portato Virginia Raggi sul tetto del Campidoglio dopo la rivelazione di un’indagine fatta da Raffaele Marra. Il fascicolo sulla fuga di notizie è stato stralciato dal quello principale ed è approdato a Roma.

A FAR PARTIRE gli accertamenti che hanno portato a indagare tre persone, oltre a Lotti e Saltalamacchia c’è anche il comandante generale dell’Arma dei carabinieri Tullio Del Sette, è stata una bonifica contro le microspie. L’amministratore della Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana,Luigi Marroni,poche settimane fa incarica una società di rimuovere eventuali cimici dai suoi uffici. La caccia va a segno. Le microspie vengono rimosse, Marroni e compagni azionano mentalmente il rewind, cercano di pensare a discorsi, incontri e parole dette.
Martedì i carabinieri del Noe e i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Napoli entrano in via Isonzo per acquisire i documenti in Consip per l’inchiesta relativa al più grande appalto in corso in Europa, il facility management 4, una torta enorme da 2,7 miliardi di euro divisa in lotti, tre dei quali prossimi a finire anche alle società di Alfredo Romeo. Lo stesso giorno i pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano ed Enrica Parascandolo sentono a sommarie informazioni anche l’ad Marroni: all’ini zio minimizza, ma quando intuisce che ipm potrebbero avere elementi precisi, grazie a pedinamenti e intercettazioni ambientali, fa i nomi.

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EDIT: Luca Lotti su Facebook si difende così:

Dopo settimane di lavoro molto intenso tra referendum, crisi di governo e primi passi del nuovo impegno come ministro mi ero preso un giorno di ferie per la prima recita di Gherardo, mio figlio.
Oggi però un giornale scrive che sarei indagato per rivelazioni di segreto d’ufficio in una inchiesta che vedrebbe indagato persino il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri. È una cosa che semplicemente non esiste. Inutile stare a fare dietrologie o polemiche.
Sto comunque tornando a Roma per sapere se la notizia corrisponde al vero e, in tal caso, per chiedere di essere sentito oggi stesso. È una cosa che non esiste e non ho voglia di lasciarla sospesa.
Noi non scappiamo dalle indagini: siamo a totale disposizione di ogni chiarimento da parte dell’autorità giudiziaria.
La verità – del resto – è più forte di qualsiasi polemica mediatica e non vedo l’ora di dimostrarlo.
Buon Natale a tutti.

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