Opinioni

È finita con lui “vittima” e lei accusata di essere una “sfasciafamiglie”. L’evitabilissima caduta di stile di Totti

@Lorenzo Tosa|

totti

Premesso che a me, come a 60 milioni di italiani (meno cinque persone e poco più), del divorzio tra “Totti e Ilary” (scritto ovunque rigorosamente così, come se lei non avesse un cognome…) non dovrebbe sostanzialmente importare nulla, meno che mai siamo in grado di distribuire torti e ragioni senza sapere NULLA delle vite altrui.

C’è solo una cosa – sono sincero – che mi ha provocato disagio fisico in queste ultime ore. E non ha a che fare col gossip (ci mancherebbe) né con questa vicenda in senso stretto.

Ciò che proprio non riesco a sopportare è che, a un certo punto, un uomo ricco, famoso, con un’enorme influenza e un seguito quasi religioso da parte di milioni di persone, sentendosi messo alle strette, se ne esca con dichiarazioni pubbliche in cui dà consapevolmente in pasto alla stampa e all’opinione pubblica una donna che per 20 anni è stata la sua compagna di vita – una donna, punto – accusandola di tradimenti, di messaggi trovati sul telefono, addirittura di essere una ladra e, in sostanza, scaricando su di lei la colpa unica e assoluta della fine di un matrimonio.

Lo stesso uomo ricco e famoso che, ancora pochi mesi fa, aveva giurato e spergiurato che l’unica cosa che gli interessava fosse proteggere i figli. E che oggi getta la sua ex moglie e la loro madre in pasto al tribunale social, dove nel giro di poche ore diventa, come sempre, la “colpevole”, quella facile, la sfasciafamiglie, la “zocc***” (sì, le hanno vomitato addosso anche questo).

A prescindere da torti o ragioni, alla fine finisce sempre così, con migliaia di uomini (e anche donne purtroppo) che vengono in soccorso dell’uomo nell’attimo in cui esercita il suo potere di maschio in una società tragicamente maschilista, disposta – senza nulla sapere – a decidere di accettare una versione semplicemente perché aderisce a uno stereotipo che loro stessi alimentano, in un circolo vizioso senza fine.

Non mi permetterò mai di discettare su torti e ragioni (che non conosco).
La verità è che, più rileggo quelle parole scagliate come pietre, più mi convinco che siano una clamorosa ed evitabile caduta di stile. Che mettono gratuitamente alla gogna una donna (che, con stile, ha evitato di ripagarlo con la stessa moneta) e di sicuro non proteggono i figli.

E per questo – a prescindere da tutto – a Ilary Blasi va la mia spontanea e umana solidarietà. Per quello che vale.