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Come procede la Trattativa Stato-M5S sulla legge di bilancio 2020

Poor Giuseppi è stato chiarissimo a Eurochocolate mandando segnali ben precisi proprio al MoVimento 5 Stelle: “Il piano anti-evasione non può essere smantellato. Ho iniziato con un MoVimento che gridava ‘Onestà’, ‘Onestà’… dobbiamo fare squadra e chi non la pensa così è fuori dal governo”

conte m5s manovra bilancio evasione - 1

Dopo la rivolta nel MoVimento 5 Stelle contro Di Maio per la guerra a Giuseppe Conte annunciata dalla testa di cavallo fatta ritrovare nel letto del premier sotto forma di post sul Blog delle Stelle, la Trattativa Stato-M5S sulla legge di bilancio 2020 entra nel vivo.

Come procede la Trattativa Stato-M5S sulla legge di bilancio 2020

Ieri infatti Luigi Di Maio e i grillini hanno cercato, come fa spesso Salvini, di attribuire ai media il tentativo di dividerli dal Povero Giuseppi, secondo uno schema lungamente riprovevole in allenamento (come diceva la Gialappa’s Band) e al quale ormai credono soltanto quelli che lavorano negli Uffici Stampa & Propaganda dei grillini e i fans più sfegatati.

sondaggi intenzioni di voto
Sondaggi: le intenzioni di voto IPSOS (Corriere della Sera, 20 ottobre 2019)

Dal canto suo il Poor Giuseppi è stato chiarissimo a Eurochocolate mandando segnali ben precisi proprio al MoVimento 5 Stelle: “Il piano anti-evasione non può essere smantellato. Ho iniziato con un MoVimento che gridava ‘Onestà’, ‘Onestà’… dobbiamo fare squadra e chi non la pensa così è fuori dal governo”. Chissà se oggi uscirà un post sul Blog delle Stelle per dire che quello è un imitatore di Conte pagato dalla stampa.

Sul Corriere della Sera intanto Monica Guerzoni fa sapere che Conte sa bene che il suo esecutivo non ha i numeri per rinunciare a nessuna delle tre forze che lo sostengono, ma sa anche che né Renzi, né Di Maio sono in condizioni di sfiduciarlo in Aula per poi contarsi nelle urne.

Per scongiurare il collasso della sua litigiosa maggioranza, il premier ha segnato in agenda per domani un vertice chiarificatore, in cui sfiderà Renzi (e Di Maio) al rispetto degli accordi assunti davanti ai cittadini.

Dal Capo Politico il premier vuole «piena fiducia» e l’impegno a non toccare il suo piano anti-evasione. È una prova di forza, in cui però Conte concede a Di Maio una foglia di fico da offrire alla sua base. L’aliquota della flat tax al 15% per i redditi fino a 65 mila euro non sarà toccata e poi, quando il piano anti-evasione comincerà a dare i frutti sperati, si potrà abbassare anche tra i 66 mila e i 100 mila. Purché nessuno pensi che la manovra possa tornare sul tavolo del Cdm.

Il miliardesimo incontro chiarificatore del governo Conte

Lunedì quindi avremo chiaro tutto? Ma proprio per niente. Perché è evidente a tutti che il MoVimento 5 Stelle è nel pieno del gioco politico che consiste nel recitare il ruolo che era di Salvini nel governo Conte One, un ruolo che tenta di contendergli Matteo Renzi, mentre la scelta di lasciare il ministero dell’Economia al Partito Democratico serviva esattamente a questo: a fare proposte bislacche pretendendo poi dagli altri i soldi per le coperture. Spiega Tommaso Ciriaco su Repubblica che a questo piano però fa da contraltare quell’ostacolo su cui spesso vanno a sbattere i politici, la realtà:

La verità è che la guerriglia è appena cominiciata. E Conte conosce bene paludi e trappole lungo il cammino. Sa che a nessuno converrebbe votare, neanche al Pd che evoca le urne. Sa anche che nessuno, neanche il Quirinale, vedrebbe di buon grado elezioni anticipate prima di aver completato con l’eventuale referendum l’iter costituzionale del taglio dei parlamentari. Ma sa anche, il premier, che molto dipende dal dato caratteriale dei protagonisti.

«Renzi ha voglia di tornare a Palazzo Chigi», sostiene da settimane. «E Luigi ha un problema, quello di tenere compatto il Movimento». In effetti, i gruppi 5S soffrono violente battaglie correntizie, ma sempre più parlamentari si schierano con il premier e la stabilità della legislatura. E non sono gli unici.

grandi e piccoli evasori fiscali 2
La propensione a evadere (La Repubblica, 19 ottobre 2019)

Così come è evidente nei numeri che la distinzione tra piccoli e grandi evasori è da sciocchi, numeri alla mano, o meglio: da furbetti che vogliono lisciare il pelo all’elettorato di riferimento. E mentre Conte regala l’ennesimo cambiamento delle norme sulla flat tax per le partite IVA per tenersi buona almeno una parte della sua maggioranza, si capisce benissimo che il miliardesimo incontro chiarificatore tra le forze di governo non risolverà nulla finché non sarà conclusa la propaganda grillina, o finché Di Maio non riceverà una bella batosta dai suoi parlamentari. Le parole di Carla Ruocco al Mattino oggi sono particolarmente interessanti in questa ottica:

Per l’appunto i rumors di palazzo riferiscono di una quarantina di parlamentari schierati con Di Maio e il resto con Conte. Lei da che parte sta?
«Io penso che questo governo e lo sforzo del presidente Conte vadano sostenuti con fiducia e passione e, magari, anche un costruttivo spirito critico, perché è veramente l’ultimo treno per il rilancio del Paese».

E intanto sempre Repubblica fa balenare un’altra possibile soluzione ai traballamenti:

Appena necessario, i “responsabili” forzisti si uniranno: Mara Carfagna, Renato Brunetta, Gianfranco Rotondi, molti parlamentari meridionali di FI si schiereranno anche in Aula contro Salvini. Non è detto che serva subito un gruppo parlamentare, quello arriverà solo in caso di necessità. Ma è chiaro che la direzione è quella: «Segnamoci questa data, 19 ottobre 2019 – ragiona Rotondi, che rivede in Conte il tocco magico della sinistra Dc – In piazza San Giovanni è nato il “Pdl per Salvini”. Forza Italia non si presenterà alle Politiche. Silvio può chiederci tutto, ma non di firmare una cambiale per il leghista. Noi faremo una scelta diversa».

Ovvero quella di far durare la legislatura il più possibile. Conti quel che Conte.

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