Economia

Chi è Christine Lagarde e perché fa così paura ai populisti

Vi ricordate di quando il dinamico duo Salvini&Morisi ci raccontava della grande vittoria della Lega in Europa? Il ministro dell’Interno era diventato addirittura il leader dell’Europa dei Popoli e il Tg2 ci spiegava, numeri alla mano, il successo elettorale della Lega. L’alleato di governo Luigi Di Maio intanto evitava accuratamente di affrontare la sconfitta delle europee e lo schianto della sua “coalizione” accozzaglia preferendo invece la vittoria “record” su Rousseau.

Così la vittoria di Salvini alle europee ci regala Christine Lagarde alla BCE

Chissà, nel frattempo mentre in Italia Salvini continuava a illudere i suoi elettori che ora sì che le cose sarebbero cambiate e il M5S non riusciva nemmeno ad entrare a far parte di un gruppo all’Europarlamento le cose si sono messe in moto per il cambio della guardia al vertice delle istituzioni europee. Il dato di partenza era questo: l’Italia esprimeva il Presidente del Parlamento europeo (che al momento della sua elezione non era espressione della maggioranza parlamentare in Italia), l’Alto Commissario UE e il Presidente della Banca Centrale Europea.

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Oggi l’Italia potrebbe forse avere il Commissario alla Concorrenza (ricordiamo che di commissari per consuetudine ce ne deve essere uno per ogni Paese membro) e il Presidente del Parlamento. Che però è David Sassoli, eletto con il Partito Democratico. Fra due anni e mezzo il mandato di Sassoli scadrà e difficilmente a rimpiazzarlo sarà un altro italiano.

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Ipse dixit

Salvini come al solito non l’ha presa benissimo. Da vero leader dell’Europa (dei popoli, che deve essere una specie di campionato minore inventato appositamente per lui) ha dichiarato che l’elezione di Sassoli non è rispettoso del voto degli italiani e degli europei. Restiamo in attesa che il ministro dell’Interno ci spieghi come sarebbe stato potuto eleggere un suo candidato (a proposito, chi?) unicamente con i voti della Lega al Parlamento Europeo. A succedere a Mario Draghi sarà invece la francese Christine Lagarde, già direttore del Fondo Monetario Internazionale.

Come hanno preso Di Maio e Salvini la nomina di Christine Lagarde

Luigi Di Maio a proposito della nomina della Lagarde ha scritto su Facebook: «se qualcuno pensa di farci chinare la testa nominando la Lagarde alla Bce, prende un abbaglio. Noi andiamo avanti per la nostra strada. Abbiamo rispetto di tutti. Chi investe in Italia deve sapere che è il benvenuto, che supportiamo il business, ma nel massimo rispetto degli interessi nazionali». Al vicepremier pentastellato «non  fa impazzire che Germania e Francia l’abbiano vinta ancora una volta», ma cosa ci vuoi fare, l’importante è aver evitato la procedura d’infrazione. Procedura che è stata scongiurata non certo perché Conte si è appellato alla “clemenza” della Commissione. Come spiega Moscovici: «avevamo posto tre condizioni: dovevamo compensare lo scarto per il 2018, quello del 2019 da 0,3 e ottenere garanzie sul bilancio 2020. Il Governo ha approvato un pacchetto che risponde alle nostre tre condizioni». In poche parole il governo ha fatto quello che chiedeva la UE.

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Fonte: Riccardo Puglisi via Twitter.com

La Lagarde non è ancora la Presidente della BCE, ma ha accettato la nomina da parte del Consiglio Europeo. Nel frattempo ha annunciato su Twitter di aver rimesso temporaneamente il suo mandato in qualità di direttore operativo del FMI. Nel frattempo sono già spuntati alcuni screenshot imbarazzanti come quello qui sopra di Claudio Borghi (che oggi invece non sembra affatto preoccupato dalla nomina). Nemmeno il presidente della Commissione Finanze del Senato Alberto Bagnai sarà entusiasta, visto che qualche mese fa diceva che la Lagarde non avrebbe dovuto essere nemmeno al vertice del Fondo Monetario Internazionale. Secondo l’eurodeputato Antonio Rinaldi invece «una Lagarde significa ripercorrere il passato e non la discontinuità che vogliamo».

Chi è Christine Lagarde

Nata nel 1956, con un passato nella nazionale francese di nuoto sincronizzato a lungo la Lagarde ha esercitato la professione di avvocato. Fino a quando nel 2005 non entrò a far parte del governo de Villepin (sotto la presidenza Chirac) e successivamente del governo Fillon (con Sarkozy, cui scrisse una appassionata lettera che venne pubblicata sui giornali). La critiche principali alla nomina della Lagarde riguardano proprio il fatto che non è un’economista.

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Christine Lagarde è in effetti laureata in Giurisprudenza e in passato ha ricoperto l’incarico di Ministro dell’Economia, di Ministro dell’Agricoltura e di Ministro del Commercio Estero in tre diversi governi francesi (di centrodestra). È arrivata ai vertici del FMI dopo lo scandalo che travolse un altro francese: Domique Strauss-Kahn. Al di là delle competenze il dubbio è che il fatto che molti politici abbiano assunto posizioni di vertice all’interno della BCE possa in qualche modo mettere a repentaglio l’indipendenza della Banca Centrale. Come spiega Ferdinando Giugliano su Bloomberg la Lagarde però dalla sua ha senza dubbio la capacità di sapersi imporre politicamente sui governi nazionali. A chi mette in dubbio che per statuto la Lagarde non possa per statuto ricoprire il ruolo di presidente della BCE perché manca dell’esperienza nella gestione di questioni bancarie e monetarie ha replicato René Smits, già membro del direttivo della banca centrale olandese ed esperto in questioni legali relative alle banche centrali. Smits spiega che in quanto ex ministro dell’Economia e capo di quella che viene riconosciuta come un’istituzione monetaria ha le qualifiche necessarie per poter diventare presidente della Banca Centrale Europea.

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E non c’è dubbio che il ruolo della BCE sia anche politico. Il fatto che non sia un vero e proprio “tecnico” da un lato ne mina l’autorevolezza dall’altro però potrebbe consentirle di prendere decisioni più “politiche” come quella riguardante la creazione di una sorta di “fondo monetario europeo”. Chissà se la Lagarde, che quando si trattò di affrontare la crisi del debito della Grecia non brillò per capacità di comprensione e flessibilità sarà in grado di farlo.

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Ad esempio durante un’intervista al Guardian dichiarò: «penso più ai bambini di una scuola in un piccolo villaggio in Niger … Che devono condividere una sedia in tre. Perché penso che abbiano più bisogno di aiuto loro della gente di Atene». Ma ai greci lei ci pensava, soprattutto «a quelle persone che cercano di evadere le tasse. A tutte quelle persone che in Grecia tentano di evadere le tasse». Immaginate la gioia dei sovranisti italiani che i neri gli vogliono aiutare a casa loro (in euro) e che per gli italiani immaginano di stampare minibot. Durante la crisi greca però la Lagarde fu anche colei che mise a disposizione dello stato ellenico una lista di grandi evasori dai quali recuperare le somme dovute. Forse potrebbe dare una mano a Salvini?

I guai giudiziari e le fake news su Christine Lagarde

Mente c’è chi la dipinge già come “wonder woman” c’è chi invece si concentra su un’intervista “hot” rilasciata ad Elle nell’aprile scorso. Intervista dalla quale emerge che è tutto sommato una persona normale. Ma gli avversari della Lagarde sicuramente tireranno fuori le curiose vicende giudiziarie che la riguardano. Si tratta dell’indagine per abuso d’ufficio che si concluse con una non-condanna per negligenza nell’affare Bernard Tapie. In pratica la Lagarde è stata riconosciuta colpevole di non aver vigilato su un arbitrato che tramite quella che secondo i giudici fu una truffa (uno dei membri del collegio arbitrale era vicino al finanziere e imprenditore) consentì a Tapie di incassare un enorme risarcimento dallo Stato Francese.

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Se la Lagarde (all’epoca ministro dell’Economia) avesse vigilato allora – è la tesi dei giudici – sarebbe stato semplice scoprire l’inghippo. In questo senso quindi la negligenza dell’allora ministro finì per favorire economicamente Tapie (che una volta scoperto dovette restituire il denaro). Nonostante il verdetto di colpevolezza però alla Lagarde non venne comminata alcuna condanna.

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Un’altra accusa che sicuramente verrà mossa alla Lagarde dai populisti riguarda una frase che circola già in queste ore che fa più o meno “gli anziani vivono troppo e questo è un danno per l’economia mondiale”. Per chi condivide questa “notizia” significa che la Lagarde ha detto in sostanza “dovete morire prima“. In realtà la Lagarde disse «se la vita media nel 2050 si allungherà di 3 anni in più, il costo dell’invecchiamento della popolazione aumenterebbe del 50%» e che quindi i governi dovevano tenerne conto per tenere in ordine i bilanci soprattutto dal punto di vista della spesa pensionistica.

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Il problema dell’invecchiamento della popolazione europea è noto, così come il progressivo aumento del peso di una popolazione sempre più anziana (con un indice di natalità bassissimo) ha sui conti pubblici. Questo però non significa che la direttrice del FMI avesse detto di eliminare i vecchi. Sotto questo aspetto un Paese come il nostro che sogna di abolire la Legge Fornero potrebbe avere qualche problema con la Lagarde alla BCE.

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Una ventata d’aria fresca (si fa per dire) dopo anni in cui abbiamo letto delle presunte accuse a Juncker “ubriacone” la portano quelli che la paragonano a Crudelia De Mon. In virtù di una somiglianza tra la cattiva de La carica dei 101 e la direttrice del FMI c’è chi è pronto a giurare che le cose si metteranno male per l’Italia. Sarà, a noi sembra che abbia lo stesso taglio di capelli di Rinadi. E se le somiglianze significano qualcosa anche questo dato non può certo passare inosservato.

 

Foto copertina via Twitter.com

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