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Lagarde e Van der Leyen: i grandi risultati della diplomazia di Giuseppe Conte in Europa

christine lagarde ursula von der leyen

C’è un trionfatore indiscusso nella partita delle nomine della Commissione Europea e della Banca Centrale: si tratta di quel gran genio di Giuseppe Conte. Con la raffinatissima strategia di dire di no a Timmermans per obbedire agli ordini di Salvini che obbediva agli ordini di Visegrad, l’Italia si ritrova con una tedesca pro-austerity alla guida della Commissione Europea, una francese alla Banca Centrale Europea, un amico di Macron al Consiglio e uno del Pd (Sassoli) al Parlamento Europeo.

I grandi risultati della diplomazia di Giuseppe Conte

Si tratta di risultati clamorosi, che non possono non gettare una luce nuova sulle abilità del Sor Giuseppe. Che punta alla Concorrenza, che coinciderà con la vicepresidenza della Commissione, che andrà alla Lega. Spiega Carmelo Lo Papa su Repubblica che Conte ha fatto un figurone:

Il fatto è che fonti diplomatiche europee che hanno assistito ai lavori raccontano come in realtà il presidente italiano avrebbe parlato coi colleghi del portafogli economico pesante solo in qualche capannello a margine del Consiglio, durante la giornata campale di ieri. Le certezze vacillano, fanno notare le stesse fonti, se si considera che per l’attuale vicepresidente della Commissione, la danese Vestager, i liberali già rivendicano la conferma non solo al ruolo di vice, ma anche alla delega della concorrenza.

Conte ad ogni modo non si sofferma sulle incognite, sostiene che il partito di Salvini «non avrà difficoltà a trovare una persona da proporre come commissario». E nonostante le smentite del diretto interessato ancora ieri sera («Sono fuori, in Europa non ci vado»), sembra che sia proprio il nome di Giancarlo Giorgetti quello sulla quale il segretario leghista avrebbe intenzione di puntare.

conte diplomazia

La cosa divertente è che invece Di Maio e Salvini hanno mangiato la foglia:

«Mah, a me sembra che abbia vinto la Merkel», sarebbe stato il commento di Matteo Salvini tra un tavolo e l’altro del ricevimento dell’ambasciata americana a Villa Taverna. Nel suo commento ai risultati di Bruxelles non si complimenta, non a caso, con il premier Conte e non augura alle future presidentesse “buon lavoro”. Luigi Di Maio, anche lui nella residenza (ma i due non si incrociano nemmeno), racconta ai suoi come i nomi anche per loro “non sono digeribili”.

Al voto nell’Europarlamento M5S e Lega si asterranno o voteranno addirittura contro. Sarà anche per questo che Conte — il quale ha appena sentito entrambi — alle 20 lascia il palazzo di Justus Lipsius in evidente stato di stress e nervosismo. «Sì che ho sentito Salvini, lei lo ha sentito? Mi dica lei cosa ne pensa — rivolto al cronista — Ho sentito anche Di Maio, certo. Se approvano le scelte? Mi auguro di sì». Si infila velocemente in auto e rientra subito a Roma.

Come Conte nasconde il flop sulle nomine europee

Si tratta di una sconfitta mascherata da vittoria, come spesso capita all’ufficio stampa e propaganda di grillini e leghisti. Spiega Amedeo La Mattina su La Stampa:

La nuova presidente tedesca Von der Leyden è probabile che non sarà tenera nei confronti dell’Italia per quanto riguarda il controllo dei conti pubblici. E questo nonostante Conte l’abbia “promossa” perché si è occupata di questioni sociali. Il premier annuncia soddisfatto, «è cambiato il vento nelle politiche economiche». Salvini, però, ci crede poco e resta molto diffidente sull’atteggiamento che la nuova Commissione avrà nei confronti di Roma.

conte lagarde vander leyen

Tuttavia nella Lega fanno osservare che di più non era possibile ottenere: «Abbiamo spezzato l’asse Popolari-Socialisti, costretto la Merkel ad astenersi sui nuovi incarichi per non litigare con i suoi alleati della Spd. Ora si tratterà di far valere le nostre posizioni e incassare la nomina di un commissario economico di peso». Sarà quello alla Concorrenza, assicura Conte, che ha convinto Salvini della bontà della soluzione. Contentini? Il ministro dell’Interno vuole vedere cosa cambierà di concreto nelle politiche economiche dell’Europa. E più realisticamente crede che gli verrà concessa l’Industria.

E se gli fregano anche la concorrenza che succede?

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