Cultura e scienze

Chi sono quelli che hanno aiutato Corvelva a diffondere la sua propaganda antivaccinista

loris mazzorato striscione vaccini corvelva - 1

La BBC ha pubblicato oggi un reportage sul mondo dei genitori italiani che si oppongono alle vaccinazioni pediatriche obbligatorie. Uno spazio lo ha conquistato anche l’associazione veneta Corvelva, che di recente ha organizzato un convegno con Andrew Wakefield, il medico radiato dall’albo che ha inventato la bufala della correlazione tra vaccino MPR e autismo. Nell’intervista una delle responsabili di Corvelva ha dichiarato che il problema sono i giornali e i media che perseguono un’agenda politica ben precisa per silenziare i dubbi dei genitori riguardo i vaccini.

Così Corvelva scappa di fronte alle sue responsabilità

Il problema è che i giornali (non tutti per la verità) dicono cose che non piacciono ai free-vax e ai no-vax. Come quando ricordano loro che non ci sono evidenze scientifiche a supporto di quanto affermano. Naturalmente è più facile attaccare i giornalisti che provare dal punto di vista scientifico la veridicità delle loro teorie. Così come è più facile ideare una campagna a base di manifesti shock per scoraggiare i genitori dal vaccinare i propri figli che produrre uno studio epidemiologico che dimostri che effettivamente i vaccini sono pericolosi.

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Non si tratta di una questione di poco conto. Perché la capillare opera di disinformazione di Corvelva (il cui presidente Ferdinando Donolato è uno che sostiene che i vaccini abbiano  causato un aumento del 40% degli alunni disabili) ha anche dei risvolti negativi sulla salute pubblica. Ed è proprio Corvelva a finire sui giornali a causa di un recente caso di cronaca. Nel veronese una bambina di dieci anni, mai vaccinata, ha contratto il tetano (infezione per cui esiste un vaccino). Al momento le condizioni della piccola sono serie: è ricoverata in rianimazione e i medici non hanno sciolto la prognosi.

Quando Corvelva metteva in guardia sulla pericolosità dell’antitetanica

Si è scoperto che i genitori della bambina sono convintamente contrari alle vaccinazioni. Il portavoce di Corvelva, che in Veneto è una delle associazioni “free vax” più importanti e seguite, però rifiuta  di assumersi alcuna responsabilità. «Noi non abbiamo mai sconsigliato di vaccinare i bambini — ha dichiarato Mattia Marchi al Corriere del Veneto — ognuno è libero di procedere come crede. Non conosciamo la famiglia della bimba ricoverata e prima di esprimerci aspettiamo la conferma della diagnosi di tetano». Secondo il dottor Roberto Burioni invece loro sono quelli «che con le loro bugie inducono i genitori a non vaccinare i figli, quelli che hanno sulla coscienza la bambina in fin di vita a causa del tetano». E proprio tra qualche giorno Corvelva terrà una conferenza stampa a Montecitorio sulla “libertà di scelta terapeutica”.

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Chissà se in quell’occasione qualcuno potrà chiedergli conto delle campagne pubblicitarie contro i vaccini a base di messaggi allarmanti e ambigui. La lotta contro il vaccino esavalente (che comprende anche l’antitetanica) è uno dei punti centrali della battaglia “free-vax” del Corvelva. In un articolo pubblicato sul sito dell’associazione si mette in dubbio l’efficacia dell’antitetanica in relazione alla sua presunta pericolosità sottolineando come nel caso del Clostridium tetani non si possa nemmeno parlare di immunità di gregge.

corvelva tetano verona burioni - 2In altri post su Facebook si dà grande risalto a casi in cui il vaccino non avrebbe funzionato oppure a studi comparativi sulla mortalità del vaccino pentavalente contro quello tetano-difterite-pertosse. Molti genitori hanno creduto (si sono fidati?) alla propaganda antivaccinista e a pagarne le conseguenze sono i figli. Del resto lo striscione sui bimbi morti post-vaccino esavalente era di quelli che ti metteva addosso una certa inquietudine.

Quando Gianluigi Paragone lisciava il pelo ai novax

Ma sarebbe sbagliato addossare solo alle associazioni free-vax la responsabilità di aver diffuso disinformazione e misinformazione sui vaccini. Perché sono stati in molti a soffiare sul fuoco dell’antiscienza. Ad esempio c’è stato il Tempo che ha dato ampio spazio alle “analisi” commissionate dal Corvelva sui vaccini pediatrici. Oppure c’è gente come il senatore Gianluigi Paragone che dal palco di Pesaro nel 2017 aizzava le folle novax contro i medici come Burioni. Paragone difendeva il diritto dei genitori a dubitare dei vaccini adombrando l’ipotesi che i politici venissero pagati dai soliti poteri forti

Ci sono stati servizi di Report confezionati in modo assolutamente fazioso e senza alcun rispetto per la verità dei fatti. Ci sono stati comizi di parlamentari come Paola Taverna che spiegavano che le malattie esantematiche erano una passeggiata e che il vaccino non era poi così importante. C’è stato chi come Matteo Salvini ha lodato esponenti della variegata comunità “free-vax” al grido dieci vaccini mi sembran troppi. E con lui si schierò il Fatto Quotidiano e il suo direttore Marco Travaglio. A tutti costoro sarebbe da chiedere come mai hanno dato fiato alla grancassa free/no/boh/vax, come mai hanno dato spazio sui loro siti, blog, giornali alle opinioni antiscientifiche di una pericolosa minoranza? E se vi chiedete chi durante questa legislatura abbia portato i “free vax” in Parlamento la risposta è semplice: il MoVimento 5 Stelle.

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