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«Danneggiati gravi da vaccino»: il nuovo capitolo del terrorismo di Corvelva sui vaccini

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In attesa della pronuncia della Corte Costituzionale sulla legge che ha introdotto l’obbligo vaccinale per l’iscrizione a scuola Corvelva continua con la sua “campagna informativa” a base di cartelloni shock. Secondo l’associazione veneta si tratta di una “campagna di denuncia forte, sopra le righe” con lo scopo di far aprire gli occhi alla gente sui pericoli dei vaccini. Una campagna che usa foto di bambini, neonati e non danneggiati, per dire che “lo Stato abbandona i danneggiati da vaccino”.

Corvelva dà i numeri per spaventare i genitori

Il primo “episodio” di questa serie di messaggi antivax è stato quello della storia di Emiliano Rapposelli. Un bambino deceduto nel 2003 a cui è stato riconosciuto il danno da vaccino dalla Commissione Medica Ospedaliera (secondo la legge 210/1992) ma per il quale – al contrario di quanto vuol far credere Corvelva – non è stato stabilita in seguito ad un processo in tribunale una correlazione tra vaccinazione e decesso. In questi giorni tocca invece a tutti gli altri “dimenticati”. Ma c’è un problema: i numeri. Come spesso accade le associazioni antivax giocano con i dati per raccontare una realtà diversa. Ad esempio sostiene che AIFA abbia tenuto segreti i dati sulle segnalazioni di sospette reazioni avverse degli anni 2014, 2015 e 2016. Questo però è il racconto del Codacons.

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Quanto sono reali i numeri di Corvelva?

Nella realtà dei fatti AIFA ha reso pubblici i dati del Rapporto sorveglianza post-marketing dei vaccini 2014-2015 (quindi il 2016 non è compreso). Il rapporto infatti contiene segnalazioni a vaccini con data di insorgenza nel periodo 01/01/2014 – 31/12/2015 e inserite nella Rete Nazionale Farmacovigilanza fino al 31/12/2016. C’è poi una questione di proporzioni, sono tante ventimila segnalazioni? Considerando tutti i vaccini il tasso di segnalazione medio annuale in Italia è dell’ordine di alcune decine di segnalazioni ogni 100.000 dosi (in media 18-25 su 100.000 dosi negli ultimi anni).
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Fonte: AIFA.gov

Alla data del 31 dicembre 2016 le segnalazioni di reazioni avverse ai vaccini, con insorgenza nel 2014, sono state 8.873 (18% del totale delle segnalazioni a farmaci e vaccini) mentre le segnalazioni relative al 2015 sono state 3.772 (9% del totale). Scrive AIFA che “nel 2014 le segnalazioni sono state 8.873, corrispondenti a un tasso di 48,9 segnalazioni per 100.000 dosi, mentre nel 2015 sono state 3.772, con un tasso di 18,8 per 100.000 dosi”.
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Un cartellone 6×3 di Corvelva a Verona

Anche i numeri sulle segnalazioni di reazioni avverse all’esavalente non sono esatte visto che sono state 1808 nel 2014 e 983 nel 2015 (totale 2791). Le temute “reazioni gravi”, se si va a leggere il rapporto, riguardano sostanzialmente segnalazioni di febbre alta (iperpiressia) cefalea e prurito. Certo, un genitore leggendo “reazioni gravi” potrebbe pensare che il bambino è rimasto paralizzato o che magari è diventato autistico. Ma non è così. La faccenda dei decessi è ancora più interessante visto che per tutti i 5 casi di decessi avvenuti in età pediatrica successivamente alla somministrazione di un vaccino è stato determinata l’insussistenza di una correlazione tra i vaccini e la morte dei bambini.

Chi paga la campagna antivax di Corvelva?

Che a Corvelva piaccia fare terrorismo è noto. A a fine maggio Ferdinando Donolato – naturopata e presidente di Corvelva – ci raccontava di madri che hanno abortito dopo l’approvazione del decreto pur di non dover essere costrette a vaccinare il proprio figlio. Successivamente durante un’intervista alla Zanzara di Radio 24 Donolato ha ribadito il concetto spiegando che l’aumento del 40% degli alunni disabili è dovuto alle vaccinazioni.
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L’associazione Veneta questa volta fa sul serio. Dopo aver comprato una pagina del Gazzettino qualche tempo fa ora vuole fare le cose in grande e ha piazzato cartelloni 6×3 e camion vela nei punti strategici del Veneto. A quanto pare il budget avrebbe dovuto coprire tutta la regione ma purtroppo ci sono stati degli intoppi e i cartelloni sono usciti solo a Verona mentre i camion vela si sono visti solo a Treviso e a Padova.
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A quanto pare gli eroi che usano foto di bambini (vi ricordate lo slogan “giù le mani dai nostri bambini”?) per far passare messaggi fuorvianti e senza fondamento hanno incontrato alcune resistenze da parte degli uffici e delle agenzie pubblicitarie titolari degli spazi per le affissioni.
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Questo però accade all’interno del gruppo chiuso Corvelva. Fuori, su Facebook, Corvelva risponde in un altro modo alle obiezioni di Alice Pignatti, fondatrice della pagina Io Vaccino.
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Secondo Corvelva i fondi sono sufficienti per “coprire il Veneto per i prossimi 12 anni da quanti siamo”. La realtà però è diversa, nonostante i fondi (ogni socio paga 26 euro di quota associativa all’anno) Corvelva è riuscita piazzare meno di una decina di cartelloni e camion vela. Forse la grandiosa strategia di avvicinamento al 21 novembre non è stata pianificata così bene. Ma non dobbiamo disperarci troppi per questi tentativi di influenzare l’opinione pubblica. Al di là del contenuto del messaggio sono la prova che anche i free/anti&novax fanno attività di lobbying. Solo che evidentemente la loro lobby è “buona” quella degli altri è cattiva a priori. Perché se sono i “provax” a utilizzare l’immagine di Bebe Vio “è uno scandalo” ed è “di cattivo gusto” se invece le associazioni antivax utilizzano la foto di un anonimo neonato allora stanno facendo un servizio alla comunità.
 
Foto copertina via Facebook.com credits No alle pseudoscienze