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Giuseppe Conte, la Xylella e la faccia di palta del M5S

giuseppe conte

Attenzione, è Emergenza Xylella. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è infatti accorto che «Questa tragedia che si è diffusa andava estirpata, andava aggredita prima». E ancora: «Con questo governo – continua – adesso abbiamo un decreto legge e in sede di conversione ho assicurato loro che raccoglieremo tutte le loro istanze. Oggi ne hanno formalizzate alcune. Siamo disponibili a potenziare le misure già adottate, gli stanziamenti giù adottati che sono 30 milioni diventeranno 150milioni nel 2020, altri 150 milioni nel 2021. Chiederemo anche altre risorse all’Ue. Non è però solo un problema di risorse», ha detto Conte.

La Xylella e la faccia di palta di Conte e del M5S

E chissà se il fatto che non sia solo un problema di risorse abbia fatto capire a Conte che è un problema di politica. Ovvero di politici. Ovvero di quei politici che hanno invece fatto la guerra alle eradicazioni consentendo alla Xylella di espandersi fino a gran parte della Puglia. E si tratta di politici soprattutto del MoVimento 5 Stelle.

Sembrano passati secoli da quando il MoVimento 5 Stelle festeggiava la sospensione del piano di abbattimenti predisposto dal Commissario governativo Silletti. Invece era poco più di tre anni fa quando sul suo sito ufficiale il M5S Puglia accoglieva il sequestro della Procura di Lecce che bloccava le eradicazioni sostenendo che «le argomentazioni sostenute dai magistrati sono esattamente le stesse sulle quali si incardinava la mozione M5S». Mozione con la quale i pentastellati eletti al Consiglio regionale chiedevano di bloccare le eradicazioni degli ulivi infetti.

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Per la cronaca le argomentazioni su cui si basava l’inchiesta della Procura di Lecce erano totalmente anti-scientifiche e complottiste. Al punto che nella famosa ordinanza della Procura si incolpavano i ricercatori  dell’Università di Bari, dell’Istituto agronomico del Mediterraneo (Iam) di Valenzano e il Centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione in Agricoltura Basile Caramia, sospettati di essere i principali responsabili dell’introduzione del batterio della Xylella Fastidiosa in Italia. Per mesi i ricercatori indagati sono stati considerati dalla popolazione gli untori che hanno portato la Xylella in Puglia.

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Cristian Casili (capogruppo M5S) quando definiva “inutili” le misure di eradicazione

Nell’ordinanza si parlava anche di presunti “conflitti d’interesse” dell’Istituto Agronomico del Mediterraneo (IAM) dal momento che stavano lavorando alla creazione di una varietà di ulivo (detta lecciana) della quale però all’epoca non si sapeva se fosse resistente alla Xylella o meno. Ma l’aspetto principale dell’ordinanza – le cui argomentazini sono esattamente le stesse del M5S – è che la Xylella non era la causa del CoDiRo. Ovviamente è stato ampiamente dimostrato che la Procura si sbagliava. E così anche il MoVimento.

Quando il MoVimento 5 Stelle era contro le eradicazioni e gli abbattimenti

Ci sono sia sul sito ufficiale del M5S Puglia che sul Blog delle Stelle numerosi articoli a firma di esponenti pentastellati dove si chiede di fermare l’eradicazione degli ulivi per non sottostare ai diktat europei. Nel febbraio del 2016 il sito ufficiale del MoVimento 5 Stelle pubblicò un articolo dove la Xylella veniva definita una truffa e dove veniva dato credito alle tesi strampalate della Procura di Lecce. Nell’ottobre del 2016 l’eurodeputata pugliese Rosa D’Amato spiegava invece, sempre sul Blog delle Stelle, che l’eradicazione degli ulivi era illegittima 

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Curiosamente Rosa D’Amato è citata proprio nell’ordinanza di sequestro che ha fermato il piano di eradicazione e contenimento della diffusione della Xylella. La D’Amato infatti ha inventato di sana pianta una frase attribuita ad Alexander Purcell (il massimo esperto di Xylella a livello mondiale) che invitava l’Italia a non procedere con eradicazioni e abbattimenti. La frase completamente inventata è stata smentita più volte da Purcell ma dimostra quanto il MoVimento 5 Stelle sia stato organico alla creazione delle accuse e alla diffusione di informazioni false sulla procedura da seguire per contenere la diffusione del CoDiRo (la D’Amato non ha mai chiesto scusa).

Il salto carpiato del MoVimento 5 Stelle sulla Xylella

Come se non bastasse dopo il sequestro degli ulivi e la sospensione del piano Silletti il MoVimento 5 Stelle si era anche fatto promotore di una mozione di sfiducia al Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina quale responsabile ultimo del piano di eradicazione e abbattimenti degli ulivi infetti sconfessato dalle teorie di Cataldo Motta e del team della Procura di Lecce. Venerdì il MoVimento 5 Stelle Puglia in una conferenza stampa ha presentato i “dieci punti del MoVimento 5 Stelle per la gestione e il controllo di Xylella Fastidiosa”.

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Il M5S ora, dopo anni passati a prendersela con gli scienziati, scopre il valore della ricerca scientifica, la stessa ricerca sulla quale si basa il decreto che prevede il ricorso a pesticidi. E lo fa dicendo che dopo quattro anni sono emerse nuove evidenze. Anzi, le linee guida proposte sono state concepite «Alla luce delle evidenze di campo e della ricerca scientifica dal momento del ritrovamento del batterio sul territorio pugliese». L’aspetto interessante è che quelle evidenze scientifiche siano state sempre a disposizione di politici, magistrati e amministratori locali. Solo che per quattro lunghi anni il M5S ha scientemente deciso di non tenerne conto e preferisce oggi far credere che ci siano nuove evidenze scientifiche in base alle quali ha cambiato idea. Non è così.

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Quando Cristian Casili (capogruppo M5S) scriveva di non credere alla Xylella come causa principale dei disseccamenti

Ma oggi non solo i pentastellati  chiedono di procedere più rapidamente con le eradicazioni (e danno la colpa a Martina) ma anche chiedono il reimpianto nella zona infetta di «cultivar ritenute idonee che manifestano tolleranza/resistenza al batterio, incentivando lo studio e la ricerca sul germoplasma autoctono e l’individuazione di semenzali locali che manifestino resistenza/tolleranza al disseccamento». Proprio quelle cultivar che secondo la Procura di Lecce (che ricordiamo faceva leva esattamente sulle stesse argomentazioni  dei pentastellati) venivano prodotte dallo IAM di Bari e che erano il sintomo del conflitto d’interessi (e lasciamo perdere per ora i complotti sugli ulivi israeliani). Senza dimenticare che c’è stato un tempo in cui il capogruppo pentastellato Cristian Casili se la prendeva proprio con “l’autismo corale” di chi proponeva di ricorrere a cultivar resistenti al batterio temendo che avrebbero finito per favorire le grandi imprese. In tempi più recenti la battaglia contro le eradicazioni si è ampliata: M5S, FdI, Forza Italia e LeU hanno formato una coalizione dei senatori volenterosi contro il complotto della Xylella mentre il senatore Ciampolillo, che ne ha raccolto idealmente il testimone, è stato di recente espulso dal M5S.

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