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M5S, FdI, Forza Italia e LeU: la coalizione dei senatori volenterosi contro il complotto della Xylella

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Ieri il ministro dell’agricoltura Gian Marco Centinaio era in Salento, dove ha visitato le zone colpite dalla Xylella. Il ministro ha detto che il governo sta valutando assieme all’Unione Europea «la richiesta di un decreto con il quale la Regione Puglia, come ci chiede, possa procedere immediatamente all’abbattimento di ulivi infetti nella zona cuscinetto una volta individuato il contagio. Quello che posso dire è che farò di tutto per tutelare la salute pubblica e gli agricoltori». Centinaio ha raccolto le preoccupazioni dei vivaisti e degli agricoltori pugliesi che temono di non poter esportare all’estero i loro prodotti perché la Puglia non è considerata una zona Xylella-free.

Il ministro e il governo vogliono gli abbattimenti per fermare la Xylella

Centinaio è convinto «la maggioranza di questo Governo debba prendere una decisione per evitare che questa malattia prosegua e vada oltre le zone di contenimento e avviare la ricerca anche in altre zone della Puglia come lo si sta facendo già qua in Salento». In realtà non è chiaro cosa pensi il governo sugli abbattimenti. Almeno, il MoVimento 5 Stelle ha sempre sostenuto che l’eradicazione andasse fermata. Qualche tempo fa il presidente della Puglia Michele Emiliano aveva improvvisamente abbandonato i toni complottardi per chiedere al governo di fare presto e di procedere con gli abbattimenti. Addirittura anche il MoVimento 5 Stelle pugliese – dopo anni di battaglia a fianco della Procura di Lecce – ha riconosciuto che l’unica soluzione è quella di procedere con il piano di eradicazione e ha chiesto di procedere con “abbattimenti chirurgici”.

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In ogni caso il nuovo piano di contrasto alla Xylella (sia Emiliano che Centinaio danno per assodato che sia il batterio il responsabile del CoDiRO) non sarà pronto prima di settembre o ottobre. L’obiettivo è quello di fermare l’avanzata verso nord della malattia causata dal batterio Xylella Fastidiosa. Non tutti però in Parlamento sono d’accordo. Il 17 luglio è stata depositata in Senato una mozione sulla Xylella firmata da un nutrito gruppo di senatori. Ne fanno parte i senatori Carlo Martielli e Maurizio Buccarellla (due degli impresentabili eletti con il M5S); Loredana De Petris (LEU); Giancarlo Serafini, Donatella Conzatti, Elena Testor e Barbara Masini (FI); Alberto Balboni (FdI) e Paola Nugnes (M5S).

Cosa hanno capito i senatori della Xylella e degli ulivi pugliesi

I senatori – che seguono lo spunto dato sul Fatto Quotidiano da Pietro Perrino – chiedono di abrogare nel più breve tempo possibile il decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali del 13 febbraio 2018, recante “Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione di Xylella fastidiosa nel territorio della Repubblica italiana” (decreto Martina. Secondo la pattuglia di senatori infatti non ci sono evidenze scientifiche che il Complesso del disseccamento rapido dell’olivo che da anni sta flagellando gli ulivi del Salento e che minaccia di estendersi anche a Nord della cosiddetta zona cuscinetto. Nella mozione si legge infatti che

le pubblicazioni scientifiche disponibili e recenti stabiliscono che: 1) non è possibile stabilire se la Xylella fastidiosa sia o meno l’agente causale del disseccamento delle piante di olivo (Krugner e altri, 2014); 2) il disseccamento rapido dell’olivo può essere associato a differenti specie di funghi patogeni (Nigro et al., 2013; Carlucci et al., 2013, 2015; Giannozzi, 2013, Commissione europea 2014); 3) i sintomi della malattia potrebbero non essere attribuiti alla Xylella fastidiosa: nei test di patogenicità condotti in serra, così come a seguito di inoculazione artificiale di Xylella fastidiosa in olivi sani, si è avuta infatti trasmissione dell’infezione agli alberi, senza produzione dei sintomi del disseccamento (Krugner e altri, 2014); 4) non esiste al momento alcuna evidenza scientifica che comprovi l’indicazione che alcuni funghi, piuttosto che il batterio Xylella fastidiosa, siano la causa primaria della sindrome del disseccamento rapido degli ulivi osservata in Puglia e nel Sud dell’Italia, quindi per ottenere un’evidenza scientifica che porti alla soluzione del problema è necessario un maggior studio della biologia dei patogeni coinvolti nel disseccamento rapido, accanto a una buona analisi dell’influenza dei fattori pedoclimatici sulla malattia (EFSA);

In realtà le cose stanno diversamente. Perché le pubblicazioni scientifiche disponibili e recenti hanno invece dimostrato che la Xylella è la causa principale del CoDiRO. Lo ha detto a partire dal marzo 2016  la European Food Safety Authority (Efsa) pubblicando un report del CNR che conferma il rapporto causa-effetto tra Xylella e la malattia degli ulivi pugliesi. Ad agosto del 2016 gli esperti dell’EFSA conclusero che allo stato attuale non vi sono evidenze scientifiche che indichino la presenza di più tipi di X. fastidiosa in Puglia, vale a dire che c’è un solo ceppo (subsp. pauca ceppo ST53). Nel dicembre 2017 un altro studio del CNR conferma la correlazione causale tra Xylella e CoDiRO. Senza contare che pure per la Procura di Lecce la malattia è causata dalla Xylella (solo che i magistrati ritengono sia stata importata dagli scienziati del CNR).

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Rispetto invece alla responsabilità da parte di funghi patogeni l’EFSA ha effettivamente dichiarato che «non esiste al momento alcuna evidenza scientifica che comprovi l’indicazione che alcuni funghi, piuttosto che il batterio Xylella fastidiosa, siano la causa primaria della sindrome del disseccamento rapido degli ulivi osservata in Puglia, nel sud dell’Italia». Frase riportata anche nella mozione (al punto 4) che però contraddice quanto scritto al punto 2 dove i senatori scrivono che «il disseccamento rapido dell’olivo può essere associato a differenti specie di funghi patogeni». Anzi: gli studi esaminati dall’EFSA «rilevano che i funghi tracheomicotici sono spesso associati all’avvizzimento dell’olivo e potrebbero essere coinvolti nella sindrome del disseccamento rapido dell’ulivo». La ricerca, tuttavia, non stabilisce né dimostra che tali funghi siano la causa primaria del declino degli ulivi. A sostenerlo era una ricerca della Ong Peacelink che riteneva che la Xylella fosse un elemento endogeno, non attivo e meno aggressivo dei funghi. Ipotesi rigettata dalla Commissione Europea per mancanza di prove scientifiche. Allo stesso tempo l’EFSA ha detto che non ci sono evidenze scientifiche un contenimento delle malattie fungine possa ridurre il diffondersi della malattia. C’è poi la richiesta di bloccare i trattamenti a base di pesticidi. Ma come ha spiegato su Wired Rosario Centonze, presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali della provincia di Lecce «stiamo parlando di trattamenti registrati sull’olivo e sul vettore di xylella, che vengono eseguiti rispettando le dosi in etichetta e le prescrizioni in materia di sicurezza ambientale». Insomma se si rispettano i dosaggi i pesticidi non sono né più né meno pericolosi di altri.

I senatori continuano a citare a sproposito un pezzo di una frase dell’esperto di Xylella

Infine il tocco di genio. Nella mozione si legge che «in analoghe situazioni, ogni tentativo di eradicazione del batterio mediante eliminazione delle piante ospiti e dell’insetto vettore si è rivelato inefficace (come per la malattia di Pierce sulla vite in California)». Una frase anche lascia intendere che l’eradicazione non serva a nulla. Ma chi ha detto quella frase? A pronunciarla è stato il professor Alexander Purcell, vittima suo malgrado di un maldestro tentativo di manipolazione da parte dell’europarlamentare M5S Rosa D’Amato. Frase poi finita anche dentro l’ordinanza della Procura di Lecce. La frase però è estrapolata da una una lettera che Alexander Purcell scrisse al Foglio. Purcell scrisse anche altro:

Le strategie di lotta che funzionano in una determinata regione o su di una specifica coltura possono non essere  altrettanto efficaci su altre colture, o sulla medesima coltura ma in condizioni pedoclimatiche differenti. Ad esempio, la tempestiva eliminazione delle viti colpite dalla malattia di Pierce non ha sortito effetti degni di nota in California, mentre la stessa operazione condotta Brasile sugli agrumi  è risultata essenziale per contenere gli attacchi di “clorosi variegata”, una malattia anch’essa indotta da X. fastidiosa. Inoltre, in tre differenti aree californiane vengono adottati tre diversi metodi di lotta contro la malattia di Pierce. Ciò a causa della presenza e attività di differenti insetti vettori e delle condizioni climatiche locali.

Purcell è “solo” il più grande esperto al Mondo di Xylella, e in un’intervista a Italia Unita per la Scienza spiegò che

Se il batterio si muove principalmente da olivo ad olivo, la rimozione degli alberi può rallentare la diffusione della malattia. La distribuzione spaziale e il tasso di diffusione della malattia (CoDiRO), sono coerenti con una diffusione esponenziale (logaritmica). La rimozione delle piante malate sembra essere efficace in Brasile per una malattia degli aranci provocata da Xylella (CVC). La diffusione del CoDiRO in Salento sembra simile a quella del CVC in Brasile, ma non simile a quella della malattia di Pierce della vite nella California settentrionale. Ci sono ragioni complesse – principalmente climatiche – per cui questo [la rimozione delle piante infette, NDT] non funziona con il morbo di Pierce nella California settentrionale.

Curiosamente tutto questo i senatori  Martielli,  Buccarellla, De Petris, Serafini, Conzatti, TestorMasini, Balboni e Nugnes non lo scrivono affatto nella mozione. Come non scrivono quali soluzioni si dovrebbero adottare per contenere la diffusione della malattia.

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