Economia

Tutto quello che Virginia Raggi non dice sui Flambus di Atac

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Virginia Raggi è fiduciosa, vede i disastri di Roma ma crede nella remuntada. A due anni dalla sua elezione la Sindaca di Roma vede una città in ripresa e il bicchiere mezzo pieno. Mentre i cittadini romani vedono strade invase dai rifiuti e autobus che vanno a fuoco la sindaca si sente speranzosa. In un’intervista pubblicata oggi dal Messaggero ribadisce che la sua Amministrazione sta rimettendo in ordine tutto. Ma non rinuncia a dare la colpa alle precedenti amministrazioni, il grande alibi dei pentastellati: «Io parlo da sindaco del M5S che lavora per mettere in carreggiata una macchina che mi è stata consegnata senza manubrio, ruote, chiavi». E forse il problema è tutto lì, la sindaca cerca un manubrio dove dovrebbe esserci un volante.

I numeri di Virginia Raggi sugli autobus di Atac

I mezzi di trasporto, soprattutto quelli del trasporto pubblico locale, sono uno dei “dossier” caldi sul tavolo della giunta capitolina. Dopo i due flambus dei giorni scorsi la Raggi un autobus della linea 46 ha preso fuoco in Piazza Venezia. Fortunatamente non ci sono stati feriti e il principio di incendio è stato rapidamente spento grazie al rapido intervento del conducente con l’estintore. La vettura fa parte dello stesso lotto di quella andata a fuoco in Via del Tritone. Sale così a undici il conto dei flambus alla romana dall’inizio dell’anno. Atac e la sindaca avevano dichiarato nei giorni scorsi che gli episodi di incendio si erano ridotti del 25% ma nello stesso periodo del 2017 furono otto i mezzi di Atac incendiati a causa di un guasto.

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L’autobus che ha preso fuoco in Piazza Venezia [Fonte]
Oggi sul Messaggero Virginia Raggi invece si è preoccupata di smentire le parole della sua assessora alla Mobilità. Linda Meleo aveva dichiarato che il Comune aveva iniziato a sostituire gli autobus vecchi «presto ne arriveranno 600 nuovi proprio perché l’amministrazione ha messo sul banco 167 milioni per acquistare nuovi bus», un annuncio dato già a gennaio 2018. Nell’intervista la sindaca invece spiega che il finanziamento da 167 milioni di euro verrà approvato oggi in giunta. Manca quindi ancora il bando di gara. Senza contare che i nuovi autobus prenderanno servizio da qui a tre anni. E non è la prima volta che l’amministrazione a 5 Stelle promette autobus in arrivo che poi non arrivano. Sarà per rispettare i cronici ritardi degli autobus di Atac?

Cosa ha pensato quando ha visto le immagini dell’autobus in balia delle fiamme in pieno centro?
«Mi sono promessa di avere un approccio pragmatico: domani (oggi-ndr) approveremo in giunta il finanziamento di 167 milioni di euro per 600 nuovi autobus. Purtroppo il problema della flotta troppo vecchia, non lo scopriamo ora».
Ma in due di governo non si vedono miglioramenti.
«Non sono d’accordo: siamo passati da meno di mille autobus circolanti al giorno a circa 1.350».
A dire il vero i numeri ufficiali parlano di circa 1.100.
«A me non risulta».

C’è poi un altro punto dove la sindaca non racconta tutta la verità; quando rivendica uno dei successi della sua amministrazione: l’aumento degli autobus circolanti. Secondo la Raggi oggi ogni giorno escono dalle rimesse ed entrano in servizio 1.350 mezzi contro i “meno di mille” di prima.

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Credits: Mercurio Psi via Twitter.com

In realtà – come spiega MercurioPsi su Twitter – quelle 1.350 vetture sono il numero di autobus necessari per garantire il numero programmato di corse e chilometri. Nel 2017 la produzione media è stata dell’84,3%, quindi significa che è stato effettuato il 16% di corse in meno rispetto a quanto stabilito dal contratto. Dai dati elaborati da MercurioPsi il picco dei mezzi circolanti è di circa 1.100 autobus: «Nell’arco della giornata rientrano almeno 300 bus (guasti?) e ne escono altri 200. Aggiungiamo qualche notturno, totale nel giorno: ~1.350 vetture diverse uscite». Insomma si tratterebbe, al massimo, di un semplice gioco delle tre carte. Ad esempio oggi alle ore 8 la situazione del trasporto pubblico a Roma rilevata da @MercurioPsi tramite l’analisi dei dati RSM indica che Atac aveva in servizio (circolanti ) meno di 1.000 bus (servizio al 75%) e 45 tram (servizio al 64%) mentre RomaTPL 300 bus (servizio al 80%).

Il servizio delle Iene sui flambus di Atac

Anche le Iene si sono interessate dei Flambus e lo hanno fatto intervistando la leader del sindacato grillino CambiaMenti Micaela Quintavalle. La Quintavalle ha ribadito le accuse fatte nelle ore immediatamente successive all’incendio dell’autobus in Via del Tritone. La colpa non è tanto dei mezzi vecchi, ma del fatto che non viene fatta un’adeguata manutenzione perché non ci sono i pezzi di ricambio. Secondo al Quintavalle la responsabilità degli incendi va cercata nelle officine e nelle rimesse dove spesso le riparazioni vengono eseguite “sulla carta” tramite semplici procedure di reset della centralina in modo da eliminare il messaggio d’errore.

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La sindacalista – che è una conducente Atac – punta quindi il dito contro i meccanici delle officine che farebbero uscire autobus che non sono in grado di prendere servizio e che si fermano dopo poche centinaia di metri o qualche chilometro perché “per l’operaio basta che l’autobus superi la sbarra [della rimessa]”.

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Secondo la Quintavalle ci sarebbe anche, da parte dell’azienda, un atteggiamento punitivo (addirittura ci sarebbe una black list) nei confronti di coloro che segnalano i guasti, motivo per cui le avarie non vengono riportate sulla scheda del mezzo al momento del rientro in deposito o a fine turno. Su Facebook la Quintavalle ci tiene però a precisare che anche i meccanici “stanno eseguendo gli ordini” e che quindi tutti i dipendenti sono vittime di questa situazione.

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Foto di Micaela Quintavalle via Facebook.com

A soffrire della scarsa manutenzione non sono solo gli autobus vecchi con diverse centinaia di chilometri sulle spalle ma anche quelli più nuovi. Ieri la Quintavalle ha postato su Facebook la foto di un autobus della “serie rossa” (o serie Roma), uno di quelli più recenti. “Il pannello posteriore – scrive – è tenuto da tre file di scotch a destra e tre a sinistra” una riparazione – se così la si può chiamare – che consente al mezzo di prendere servizio ma che rischia di compromettere la sicurezza della circolazione (ad esempio qualora il pannello si staccasse e cadesse su una macchina o un motociclista). La sindaca però ha evitato accuratamente di parlare dei problemi della manutenzione, un po’ perché non ci sono i soldi per pagare i fornitori dei ricambi, un po’ perché Linda Meleo ed Enrico Stefàno hanno smesso di fare i “blitz” nelle rimesse.

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