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Marco Travaglio e il complotto delle scale mobili a Roma

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Fra qualche anno arriverà il momento in cui gli storici del futuro inizieranno a chiedersi quando Marco Travaglio ha iniziato a trasformarsi nell’avvocato d’ufficio del governo del cambiamento. Ci permettiamo di suggerire la puntata de Non è l’Arena andata in onda il 31 marzo 2019 su La 7. Parlando dell’operato della giunta Raggi, della quale a breve festeggeremo i tre anni alla guida della Capitale, il direttore del Fatto Quotidiano ha spiegato come veramente stanno le cose. I flambus? Le scale mobili della Metro che si rompono? Le stazioni della Metro che vengono chiuse per settimane e per mesi? È tutto un complotto.

Marco Travaglio e i complotti contro il M5S a Roma

Travaglio non si risparmia e racconta che a Roma «c’è un sistema criminale talmente diffuso che minaccia chi vorrebbe partecipare alle gare, al fine di mandarle a vuoto e sperare che quindi si crei una emergenza, tornando così agli affidamenti diretti», dimenticando però che di gare la Raggi ne ha fatte davvero poche. Dal 2016 ad oggi l’amministrazione capitolina si è dimostrata incapace di scrivere e pubblicare un bando a regola d’arte. E anche se davvero ci fosse un disegno criminale per tornare agli affidamenti diretti la legge prevede un limite massimo per gli importi. Certo, si potrebbe fare come hanno fatto i 5 Stelle in un municipio romano, spacchettando i bandi, ma è difficile farlo su larga scala per ATAC e AMA.

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Travaglio però ha un’altra versione dei fatti e chiede a Giletti: «Ti pare normale che prendano fuoco per autocombustione tutti gli impianti di smaltimento dei rifiuti a Roma? Ti pare normale che prendano fuoco gli autobus con quella costanza? Ti pare normale che si guastino quasi tutte insieme le scale mobili della metropolitana?». Ovviamente no, non è normale. Secondo Travaglio è tutta colpa del «sistema criminale spaventoso che evidentemente sta reagendo perché non è più padrone della situazione, come in passato».

Il Fatto Quotidiano e Virginia Raggi “sotto attacco”

Naturalmente è facile raccontare dell’esistenza di un sistema criminale senza fornirne uno straccio di prova. Ad esempio sappiamo che gli autobus vanno a fuoco perché sono vecchi e non viene fatta un’adeguata manutenzione. È lo stesso motivo per cui, in modo forse meno eclatante ma con una costanza impressionante i mezzi di ATAC si rompono per strada. Quando va bene perché spesso e volentieri non riescono nemmeno ad uscire dal deposito. Allo stesso modo sappiamo che le scale mobili si rompono perché qualcuno non si occupa di verificare che funzionino a dovere. Nel MoVimento 5 Stelle provano a parlare di fenomeni fantasiosi. La Raggi ad esempio diede la colpa ai tifosi del CSKA. Ma venne smentita dall’ATAC.

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Fonte: Il Fatto Quotidiano del 02/04/2019

E proprio l’ATAC aveva messo nero su bianco di essere a conoscenza dell’esistenza di un deficit manutentivo sulle scale mobili fin dal 2016. E lo sa anche il M5S tant’è che ha deciso di stanziare 11 milioni di euro necessari per la manutenzione e sostituzione di scale mobili e ascensori delle metropolitaneLa possibile causa di tutti questi guasti? Una commessa milionaria, vinta con un ribasso del 49% rispetto alla base d’astaOggi sul Fatto si dà ampio spazio ad un’intervista alla sindaca Raggi (definita “sotto attacco”) che segue la linea dettata da travaglio tre giorni fa da Giletti. I cassonetti che vanno a fuoco? La sindaca spiega che «si trovano per la maggior parte nel X e nel VII municipio, quelli dei clan Spada e Casamonica». Ecco che dopo il complotto dei frigoriferi abbandonati (da quelli del PD) e il continuo negare l’esistenza di un’emergenza rifiuti (lo fecero sia Muraro che Montanari) ora salta fuori che Roma è piena di immondizia per colpa degli Spada e dei Casamonica. Eppure qualche settimana fa la sindaca da Bruno Vespa rivendicava di aver “sgominato i Casamonica”. Come è possibile? Mistero. Come è un mistero il complotto dietro al rogo del TMB Salario. Travaglio e la Raggi non lo dicono ma i Vigili del Fuoco non hanno trovato inneschi. Certo è ancora presto per giungere a conclusioni visto che le indagini non sono ancora terminate ma prima di gridare al complotto sarebbe il caso di riflettere sulla straordinaria strategia della giunta Raggi sulla raccolta dei rifiuti. Come dite? Non esiste una strategia? Esatto.

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