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Le scale mobili a Repubblica, Barberini e Spagna chiuse e l’appalto con il 50% di ribasso

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Virginia Raggi annuncia in diretta a Non è l’Arena che ha chiesto all‘amministratore di ATAC Paolo Simioni di rescindere il contratto con la ditta che si occupa della manutenzione delle scale mobili dopo la chiusura contemporanea di Repubblica, Barberini e Spagna, tre fermate del Centro di Roma.

Metro, le scale mobili a Repubblica, Barberini e Spagna

La notizia ha dell’incredibile perché se davvero c’è un problema con le manutenzioni Simioni avrebbe dovuto cacciare la ditta tempo fa visto che è più di un anno e mezzo che siede sulla poltrona di ATAC. Se è la sindaca che deve consigliargli come dirigere l’azienda, allora tanto vale non pagargli il sontuoso (rispetto alle condizioni dei trasporti in città) stipendio che percepisce, come direbbe Beppe Grillo se al governo a Roma non ci fosse il M5S.

Ma come mai la manutenzione delle scale mobili a Roma non funziona? Il Messaggero oggi ha intervistato Giorgio Del Vecchio, il titolare della ditta di Napoliche, in asse con un’impresa romana, nel 2017 si è aggiudicata l’appalto della manutenzione sulle metro A e B della Capitale. Una commessa milionaria, vinta con un ribasso del 49% rispetto alla base d’asta: forse un elemento per comprendere come mai la manutenzione non dia risultati è proprio questo.

C’è chi dice che se un appalto si aggiudica con quasi il 50% di ribasso, si risparmia troppo, magari anche sui ricambi…
«Ma non è assolutamente vero. Noi ce lo siamo aggiudicati con il 49% di ribasso, ma prima era stato aggiudicato con il 55%, forse sono troppo alti i prezzi della base di gara. E con noi i guasti sono diminuiti, rispetto al vecchio gestore: erano 1.200 al mese, noi siamo scesi a 800».

Se Atac annullerà il contratto d’appalto, come ha detto sabato, farete causa?
«Sicuramente. Noi abbiamo 40-50 persone a lavorare su Roma. Ma abbiamo avuto tanti problemi, questo appalto è stato osteggiato fin dall’inizio. Siamo noi che non vediamo l’ora di andar via».

Intanto la procura ha messo nero su bianco un’ipotesi di lavoro inquietante nell’indagine aperta per il crollo delle scale mobili della metropolitana a Repubblica.

La manutenzione crea gli incidenti alle scale mobili della metropolitana di Roma

L’ipotesi è che gli interventi di riparazione non correttamente eseguiti – scrive la procura nel decreto con cui ha disposto il sequestro della stazione potrebbero aver inciso in senso negativo sul corretto funzionamento degli impianti». Gli inquirenti hanno aperto un fascicolo per frode nelle pubbliche forniture, lesioni colpose e disastro colposo – stanno valutando anche l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio- e hanno già iscritto sul registro degli indagati i nomi di 12 persone: quelli di cinque dirigenti dell’Atac, del legale rappresentate del consorzio che si occupa delle manutenzioni e di vari dipendenti. La procura non ha dubbi: «Vi è fondato pericolo che la libera disponibilità degli indagati, o di altre persone agli stessi collegate,di tutte le scale mobili della stazione Barberini possa aggravare o protrarre le conseguenze dei reati contestati, o agevolare la commissione di altri reati», continua il decreto.

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I numeri della metropolitana a Roma (Il Messaggero, 25 marzo 2019)

Nel frattempo il centro resta off limits, con le tre stazioni di punta inaccessibili. Mentre si corre il rischio di altre chiusure a catena e conseguente paralisi della città. Nonostante la procura, il 23 novembre, a un mese di distanza dal crollo dei gradini, abbia disposto che le altre scale non coinvolte dal guasto nella fermata Repubblica potessero essere riattivate, la stazione è rimasta sempre chiusa: riaprirà a metà maggio.

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