Economia

Gli alberi che cadono e i bandi per il verde a Roma bloccati

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A Roma gli alberi cadono per tragiche fatalità, ovvero esattamente per lo stesso motivo per cui si parcheggia in doppia fila. No, non è un paragone assurdo perché pochi giorni fa è stato annullato per la sesta volta il bando rimozioni che il MoVimento 5 Stelle tenta di varare ormai da anni trovandosi sempre costretto ad annullarlo perché contiene errori, vizi formali o, come nell’ultimo caso, a causa di “violazione dei principi e delle regole dei contratti pubblici a garantire la tutela della concorrenza”. E il fatto che tutto ciò non costituisca una casualità è confermato dal bando per la manutenzione del verde orizzontale e verticale di cui racconta oggi Il Messaggero: un rapporto di Confartigianato Imprese di Roma – su tutte le gare bandite dal Campidoglio in questo settore negli ultimi due anni tra dipartimento ambiente, centrale unica e Municipi – commissionato allo studio legale AdLaw dimostra che sono bloccati sette milioni di euro già stanziati per la difficoltà a formare le commissioni aggiudicatrici:

All’occhio balzano immediatamente i due grandi appalti bloccati, quelli che dovrebbero assicurare una reale – e programmata – manutenzione del verde cittadino. In primis quello che riguarda il «servizio per interventi di manutenzione delle alberature»: una procedura aperta dal valore di 4.085.060 euro, è stato bandito ad aprile del 2017. Stessa data in cui era stata lanciata la gara per i «servizi di manutenzione del verde orizzontale» – ossia giardini, aiuole e altre aree simili – per un valore di 3.268.478 euro.

Quasi sette milioni e mezzo fermi, insomma, da un anno e mezzo. Il motivo? «Le commissioni di gara sono bloccate perché tanti funzionari le schivano, c’è gente che si dà malata», sottolinea Mauro Mannocchi, presidente romano di Confartigianato Imprese. Una situazione che potrebbe portare anche alla nomina di un commissario ad acta, anche da parte della Regione, che porti avanti le gare principali.

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Nel frattempo, sono state lanciate altre 42 mini-gare da qualche centinaio di migliaia di euro,di cui 35 regolarmente assegnate, per tamponare la situazione soprattutto nelle aree verdi delle scuole e nelle altre aree pubbliche molto frequentate.

Ma nel loro parere di legittimità richiesto, la professoressa Elisa Scotti e l’avvocato Carlo Contaldi La Grotteria puntano il dito anche contro le procedure scelte, che secondo i legali presenterebbero «una serie di profili di illegittimità, con conseguente lesione degli interessi degli operatori economici del settore e dei cittadini che, a valle, ricevono l’erogazione di un servizio qualitativamente scarso».

 

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