Economia

Roma Multiservizi: cosa succede quando Virginia Raggi prepara i bandi seguendo le procedure di legge

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Chi va piano va sano e va lontano, questo sembra essere il motto che illumina l’accidentato percorso del MoVimento 5 Stelle alla guida di Roma Capitale. O meglio, usando le parole della Sindaca Virginia Raggi: «seguire le procedure di legge richiede tempo» e che i tempi lunghi ci sono sì, ma «perché facciamo le gare. Resistiamo alle minacce». Preparare i bandi insomma affinché siano all’altezza dello standard pentastellato richiede parecchio tempo. E ai 5 Stelle romani non piace l’idea di improvvisare soluzioni d’emergenza e pasticciati. Le cose si fanno secondo le regole, e serve tempo.

La gara d’appalto Multiservizi bocciata dall’Antitrust

Il risultato è che i bandi non ci sono. Ma non perché non sono pronti o non sono stati pubblicati, il Comune si è messo d’impegno ed è riuscito a pubblicarne alcuni. Uno era la famosa – e corposa – maxigara dall’importo di 475 milioni di euro bandita dal Dipartimento Scuola del Comune di Roma. Gara sospesa dal Comune dopo la bocciatura da parte dell’Antitrust il 18 ottobre. Attualmente a gestire i servizi di manutenzione e gestione, di guardiania e pulizia delle scuole e del verde pubblico è la società Roma Multiservizi. Una società partecipata dal Comune di Roma (51% Ama Spa e 49% Manutencoop) che Marino voleva dismettere. La Raggi (con Frongia, De Vito e Stefàno) quando era all’opposizione invece si oppose ad una eventuale dismissione dell’azienda auspicando una internalizzazione dei dipendenti.

Ed è grazie a quella battaglia che i 5 Stelle si sono garantiti un bacino elettorale. Solo che come sempre, come per i tassisti o per i dipendenti di ATAC questo significa che il M5S deve ora restituire quella “cambiale”  elettorale. Il problema di Roma Multiservizi è che mano a mano che i contratti vanno a scadenza la società ha difficoltà a mantenere in servizio tutti i dipendenti. Quando ad agosto 2016 finì il contratto per la pulizia dei mezzi di ATAC la Raggi procedette con un affidamento diretto a Roma Multiservizi che però non riuscì ad aggiudicarsi tutti i lotti (ne vinse uno su otto) della successiva gara d’appalto indetta a fine 2016. Il 6 giugno 2017 la Raggi ha pensato di risolvere il problema con la “gara a doppio oggetto“. In pratica l’idea era quella di dare vita ad una nuova società inizialmente pubblica dove far confluire Roma Multiservizi. Successivamente la nuova società si sarebbe aperta alla partecipazione (minoritaria, tra il 30% e il 49%) di partner privati. Secondo la Raggi si trattava della “soluzione tecnicamente e giuridicamente migliore”.

Il Comune ritira il bando Multiservizi

Dopo la bocciatura dell’Antitrust il bando è stato sospeso. Nel frattempo per Confartigianato Roma ha presentato un esposto all’ANAC e diverse associazioni di categoria, in rappresentanza delle Pmi romane hanno fatto ricorso al Tar contro il bando da quasi cinquecento milioni di euro. Secondo i ricorrenti la gara predisposta dall’Amministrazione pentastellata viola i principi della libera concorrenza e di fatto avrebbe l’effetto di consolidare un monopolio milionario, quello di Roma Multiservizi che da anni ha in mano la gestione dei servizi capitolini.
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Se è giusto salvare i lavoratori a rischio licenziamento non bisogna però dimenticare che dall’altra parte ci sono gli altrettanto numerosi (se non di più) dipendenti delle aziende che finirebbero escluse dalla gara a doppio oggetto). Cosa succederà ora? Il Comune riscriverà la gara secondo le indicazioni dell’Antitrust (ovvero secondo le regole) e lo ripubblicherà nella speranza di concludere la vicenda entro la fine del 2018. Perché si sa, per fare le cose bene ci vuole tempo. E poco importa se stiamo parlando di una situazione che si trascina da anni e che non è certo esplosa durante il mandato della Raggi. Nel frattempo il Comune dovrà mettere mano ad altri bandi che riguardano altre commesse in scadenza di Roma Multiservizi: ad esempio quello per la rimozione dei veicoli.

Il bando per la manutenzione del verde pubblico ritirato a giugno

Non è la prima volta che la Raggi ha un problema con i bandi. Ad esempio un altro bando – anzi i bandi – per la manutenzione del verde pubblico a Roma. Ad aprile l’assessora Pinuccia Montanari dava notizia dell’apertura di due bandi di gara europei per la manutenzione del verde pubblico a Roma. Si tratta di due bandi attesi da tempo che però nel 2016 l’assessorato guidato all’epoca da Paola Muraro non aveva approntato.
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Accade però che in seguito alla modifica del degli appalti (avvenuta circa una settimana prima della pubblicazione del bando) il Comune abbia dovuto rimettersi al lavoro per adeguare la gara d’appalto. Risultato: quel bando al quale l’amministrazione capitolina aveva lavorato “per bene” per oltre otto mesi è stato sospeso “a data da destinarsi”. Cose che capitano, in fondo la burocrazia italiana è un coacervo di norme che accavallano una sull’altra. In fondo i 5 Stelle sono “nuovi” (anche se dopo un anno di amministrazione la scusa non tiene più) e devono mettere mano agli errori delle “precedenti amministrazioni”.