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Il Tg2 “dimentica” di parlare dell’inchiesta di BuzzFeed su Lega e Russia

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La notizia del giorno di ieri era l’articolo di Alberto Nardelli su BuzzFeed dove si raccontava di un incontro tra l’ex collaboratore di Roberto Maroni e Matteo Salvini Gianluca Savoini e alcuni non meglio identificati “russi” a proposito di un accordo per finanziare la campagna elettorale per le europee. Non si sa se quei finanziamenti siano stati fatti (e no, non emergerebbero dai bilanci della Lega), ma quello che è importante è che una persona molto vicina al vicepremier e alla Lega è tra i protagonisti della vicenda. Si vedrà in seguito se Savoini ha agito per suo tornaconto personale o per conto di qualcun altro. Lui ad esempio dice di non essere quello dell’audio.

Come il Tg2 e il Tg1 hanno “censurato” l’inchiesta di BuzzFeed

Naturalmente si può scegliere se credere a BuzzFeed (o all’Espresso, che aveva pubblicato un’inchiesta analoga a febbraio), a Salvini che ha dichiarato di «non aver mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka di finanziamento dalla Russia» (ma nessuno ha detto che Salvini si sarebbe intascato del denaro) oppure a Savoini che invece sostiene che quella voce non sia la sua e che l’audio sia stato manipolato. Quello che è indubbio è che si tratti di una notizia. Non si capisce quindi la scelta del Tg2 di dare solo la smentita di Matteo Salvini senza spiegare che cosa stesse smentendo il vicepremier.

A segnalare questo strano caso di censura è il deputato PD Michele Anzaldi che fa notare come il Tg2 delle 13 abbia evitato accuratamente di dare la notizia mentre quello delle 20:30 si sia limitato a dare conto dei commenti politici riguardo “le polemiche sollevate da un sito americano che ipotizza finanziamenti dalla Russia al Carroccio”. Mettetevi per un attimo nei panni di uno spettatore che sente parlare di “polemiche” e di un “sito americano” che non viene nemmeno menzionato (si sa mai che qualcuno si vada a leggere l’articolo). Che cosa potrà mai capire? Che ci sono delle non meglio precisate accuse, basate su non si sa cosa perché non viene citata la registrazione audio né viene fatto il nome di Savoini o spiegati i suoi rapporti con la Lega. Non si chiede certo al Tg2 di fare un fact-cecking del contenuto dell’articolo di BuzzFeed (del resto è in inglese) e nemmeno di di mandare in onda gli spezzoni audio, ma almeno spiegare i contorni della vicenda sarebbe stato servizio pubblico.

Al Senato non si parla dei “pettegolezzi giornalistici” sui rapporti tra Lega e Russia

Non va meglio sugli altri Telegiornali Rai. All’ora di pranzo il Tg1 e il Tg2 non ne hanno parlato (eppure l’articolo era online dalla mattina) e il Tg3 ci dedica pochi secondi. Anzaldi parla apertamente di “TeleSalvini” ma non è la prima volta che le reti Rai si distinguono per avere un occhio di riguardo nei confronti del Governo. Quando esplose lo scandalo del vicencacelliere austriaco Strache il Giornale radio della RAI evitò accuratamente di menzionare che il FPÖ era uno dei partiti “amici” della Lega di Salvini. Anche in quel caso erano coinvolti i russi, si scoprì poi che Strache era finito in una trappola, che non c’erano oligarchi russi pronti a dare denaro al suo partito. Ma le promesse di dare una mano sugli appalti furono sufficienti.

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Ma non è solo la televisione di Stato a non voler parlare dell’inchiesta di BuzzFeed. Oggi al Senato è andata in scena un battibecco tra il senatore Dem Alan Ferrari, vicepresidente del gruppo, che ha chiesto al presidente un chiarimento (“un definitivo ed essenziale chiarimento a tutela di questa Camera”) su tre interrogazioni presentate dal Pd tra febbraio e maggio sui legami tra persone vicine alla Lega e a Matteo Salvini e dirigenti russi legati al partito del presidente Putin e che non sono mai state pubblicate. Le interrogazioni in questione non sono state pubblicate perché non ammesse.

Secondo la Presidente del Senato Elisabetta Casellati «È inammissibile che noi possiamo ridurre questa Assemblea alta a discorsi che emergono da cosiddette inchieste giornalistiche. Le interrogazioni, le vostre interrogazioni usano sempre – perché le ho lette tutte, una per una – il condizionale: dove “sembrerebbe” fa riferimento a fatti che non hanno avuto alcuna giustificazione. Per me ciò rimane inammissibile». Secondo la presidente del Senato «il Senato non può essere il luogo del dibattito che riguarda pettegolezzi giornalistici». Il che senz’altro è un intento nobile, se non fosse che al Senato (come alla Camera) si è sempre dato ampio spazio ad interrogazioni e dibattiti fondati su detti “pettegolezzi”. Ma evidentemente quelli sui rapporti tra Lega e Russia sono meno meritevoli.

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