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Chi è Gianluca Savoini, l’uomo degli audio di BuzzFeed al Metropol di Mosca

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Diciassette ottobre 2018, il ministro dell’Interno Matteo Salvini vola a Mosca: «parteciperò all’assemblea di Confindustria Russia per incontrare imprenditori italiani che portano alto il nome del made in Italy in Russia nonostante le sanzioni», dichiarò prima di partire . Dal palco dei Confindustria Russa Salvini poi ebbe a dire «io qua mi sento a casa mia, in alcuni paesi europei no, io qua mi sento sicuro come a casa mia».

Chi è Gianluca Savoini

Salvini era in Russia per parlare delle sanzioni europee alla Russia, che il suo governo decise di confermare (ma sono quelle russe nei confronti delle aziende UE che fanno “male” alla nostra economia). Il giorno successivo, il 18 ottobre, tre russi e tre italiani si incontrarono all’Hotel Metropol di Mosca. Tra loro – rivela oggi Alberto Nardelli su BuzzFeed – c’era anche Gianluca Savoini, presidente Associazione culturale Lombardia Russia e direttore responsabile rivista politico-culturale “Logos”. Ma Savoini è soprattutto un ex collaboratore di Roberto Maroni ed ex portavoce di Matteo Salvini.  Non era certo la prima volta che Savoini andava in Russia in concomitanza di una visita di Salvini. In un’occasione dichiarò al Foglio: «sono nella Lega dal 1991 e coordino gli incontri di Matteo Salvini con gli ambienti russi». Più di recente Savoini ha partecipato alla cena governativa in onore della visita di Vladimir Putin in Italia.

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Il 28 giugno Savoini ha pubblicato un tweet dove racconta di aver partecipato ad una conferenza presso il gruppo parlamentare di AfD (il partito di estrema destra con simpatie neonaziste Alternative für deutschland). Nel video il deputato di AfD Frank Pasemann presenta Savoini come consulente politico per la Lega per quanto riguarda la Russia. Un ruolo che sembra “ufficiale” anche se ufficialmente Savoini non ha alcun ruolo nella Lega.


Quello che è certo è che in un modo o nell’altro Savoini è il perno della strategia della Lega in Russia. E non è una novità che Salvini nutra una profonda stima e simpatia per il Presidente russo Vladimir Putin. Proprio mentre Salvini era impegnato nei suoi incontri istituzionali Savoini si incontrava con Aleksandr Dugin, considerato lo “Steve Bannon” russo.

Relazioni politiche legittime, se non fosse per quello che ha scoperto BuzzFeed. La notizia era già stata anticipata a febbraio scorso dal direttore de L’Espresso Marco Damilano che a Tagadà aveva raccontato che «il 17-18 ottobre abbiamo mandato due giornalisti sulle tracce dei soldi della Lega a Mosca» rivelando che c’era stata «una trattativa sul gasolio che doveva finanziare la campagna elettorale. Non sappiamo com’è finita». L’inchiesta de L’Espresso faceva risalire l’inizio della trattativa al luglio scorso, quando Salvini andò a Mosca per i mondiali di calcio. Oggetto della trattativa, condotta secondo il settimanale da Savoini, uno stock di tre milioni di tonnellate di gasolio da vendere ad un’azienda italiana. 

Di cosa si è parlato nell’incontro al Metropol

Una forma di finanziamento mascherata da accordi commerciali, scriveva l’Espresso. Oggi BuzzFeed rincara la dose e pubblica l’audio e la trascrizione di quel colloquio avvenuto il 18 ottobre 2018 a Mosca. Tra i tre italiani c’è sempre lui, Gianluca Savoini. Secondo Nardelli la conversazione è la prova di un tentativo da parte della Russia di finanziare i movimenti sovranisti europei. Salvini non è mai menzionato, ma in due occasioni gli interlocutori russi parlano di documenti da preparare per farli visionare al “deputy prime minister”, ovvero al vicepremier. Si parla delle future elezioni europee di maggio (quelle del 26 maggio 2019), della volontà di cambiare la situazione in Europa e della lotta contro Bruxelles da parte del governo. Savoini sembra parlare più come qualcuno che parla per un partito politico che come presidente di un’associazione culturale. Ma non ha un ruolo ufficiale.

Si parla anche di denaro, di bonifici da fare in dollari o in altra valuta. Ad un certo punto Savoini dice che «Mosca è la terza Roma». Una frase che stando al suo account Twitter ama ripetere spesso. Quello che non è chiaro è se l’accordo sia poi andato a buon fine e se quindi ci sia stato effettivamente un passaggio di denaro. Dal punto di vista politico la questione è marginale. In Austria il vicecancelliere Hanz-Christian Strache del partito di destra FPÖ si è dovuto dimettere dopo che era uscito un video in cui prometteva alla sedicente nipote di un oligarca russo accordi sugli appalti in cambio di denaro. Anche se il denaro non è mai arrivato perché non esisteva nessuna nipotina di oligarca lo scandalo Strache ha fatto cadere il governo.

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Dura la reazione della Lega. Salvini a proposito delle rivelazioni di BuzzFeed ha dichiarato «ho già querelato in passato, lo farò anche oggi, domani e dopodomani: mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka di finanziamento dalla Russia». Il punto però è che nessuno dice che li abbia presi Salvini, quei soldi avrebbero potuto finire nelle casse della Lega. Savoini ripete la versione del ministro dell’Interno e aggiunge che «non ci sono mai stati fondi né soldi per la Lega da parte di nessuno di quelli citati da Buzzfeed. Tutte parole e blablabla, come peraltro ha appena detto Salvini». BuzzFeed però fa notare come proprio da gennaio non sia diventato illegale per i partiti italiani ricevere finanziamenti da governi o enti stranieri.

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Fonte: BuzzFeed

Il deputato del PD Michele Anzaldi denuncia che anche questa volta due tg Rai (Tg1 e Tg2) non hanno dato la notizia. Il tesoriere della Lega Giulio Centemero  su Twitter risponde così a Matteo Renzi: «delle due la prima, sono Fake News. Basta scaricare i bilanci della Lega per comprenderlo. Sono pubblici e online, a disposizione di tutti». Ma Centemero dovrebbe forse trovare spiegazioni più convincenti per la storia dei soldi della Lega che secondo alcune inchieste giornalistiche sarebbero spariti in Lussemburgo.

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Ma allora di cosa stavano parlando Savoini e le altre cinque persone che erano al tavolo con lui? Perché quello che Savoini non fa è negare che quell’incontro abbia mai avuto luogo. E a questo punto dovrebbe spiegare cosa significano quei discorsi sul “prende 400 o quel cazzo che gli serve” e i riferimenti alla necessità di lavorare per “compartimenti stagni” quando nella conversazione lui e un altro interlocutore italiano parlano dei trasferimenti bancari e di un piccolo trasferimento di prova. Altrettanto esplicito è il riferimento alla destinazione del denaro. Uno degli interlocutori italiani parla di “sostegno ad una campagna politica”. Forse uno dei presenti meditava di scendere in politica elle europee? E se sì, chi?

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