Economia

Perché Toninelli non festeggia la bocciatura Tav dell’analisi costi-benefici

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Doveva essere un momento di giubilo, roba da festeggiare sul balcone di Palazzo Chigi, e invece la consegna dell’analisi costi-benefici sulla TAV eseguita dal team guidato dal professor Marco Ponti non ha per niente eccitato gli animi del MoVimento 5 Stelle. Anzi. È come se il M5S facesse di tutto per raffreddare la situazione, forse perché in attesa di un colpo di scena.

TAV, cosa dice l’analisi costi-benefici di Marco Ponti

«Non intendo rivelare le conclusioni del nostro lavoro — ha detto Ponti — perché ho preso l’impegno con il ministro di tacere sull’argomento». Il professore ha rivelato di aver consegnato il materiale intervenendo ad un dibattito televisivo a Sky con il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino. Ma subito dopo in una nota il ministero di Toninelli ha voluto smorzare l’attesa sostenendo che quella consegnata ieri «è solamente una bozza preliminare di analisi che ora è allo studio della struttura di missione del Mit per un vaglio di conformità». Successivamente, aggiunge la nota del ministero, «l’analisi di carattere tecnico-economico e la parallela analisi giuridica andranno doverosamente condivise con la Francia, la Commissione Ue e in seno al governo, prima della loro pubblicazione».

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E sinceramente l’atteggiamento pare molto strano. Essendo alfieri indiscussi della #trasparenzaquannocepare a Roma come altrove, non stupisce che i grillini non abbiano pubblicato i risultati dell’analisi costi-benefici ma è incredibile che sostengano che sia una bozza quando il professor Ponti dice invece che è conclusa. O meglio: è credibile se si ammette che questa è una strategia per prendere tempo. E perché i grillini hanno bisogno di tempo?

La bocciatura della Torino-Lione

Lorenzo Salvia sul Corriere della Sera racconta che dal punto di vista strettamente tecnico il completamento dell’opera, per la quale sono già stati scavati 21 chilometri di gallerie su un tracciato complessivo di 270, viene considerato non vantaggioso, inopportuno. Da scartare, insomma. Perché? Il ragionamento è lungo ma la sostanza è che, secondo il gruppo di esperti, gli effetti in termini di miglioramento dei tempi di percorrenza, di abbattimento delle emissioni per lo spostamento del traffico dalla gomma alla rotaia, di crescita dell’economia per i cantieri della stessa opera non giustificherebbero la spesa prevista.

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effetti economici della Torino-Lione (Corriere della Sera, 10 gennaio 2019)

Più interessante, e forse in grado di fornirci più elementi riguardo il giallo, è invece il fatto che in parallelo all’analisi costi-benefici, in realtà, il governo dovrà esaminare anche un secondo documento, l’analisi giuridica. Ed è proprio questo, aggiunge il Corriere, il documento che potrebbe ribaltare lo stop suggerito dall’analisi costi-benefici. Perché qui entrerebbero in gioco le “penali” (che tecnicamente non lo sono), almeno 2 miliardi di euro, che l’Italia potrebbe essere costretta a pagare in caso di stop ai cantieri.

Il nodo delle elezioni europee

E allora come è possibile prevedere cosa succederà con l’Alta Velocità? Per avere elementi sulle intenzioni del governo è sufficiente notare cosa si dice nelle indiscrezioni riguardo la data in cui verrà presa una decisione. Negli scorsi mesi era circolata l’ipotesi che il governo prendesse una decisione definitiva prima delle elezioni europee. Adesso alcuni giornali, tra cui Repubblica, scrivono che l’obiettivo dichiarato dei 5 Stelle è di arrivare ad annunciare la decisione dopo le elezioni europee di maggio “in modo da non urtare la suscettibilità del loro elettorato”.

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La Torino-Lione ad Alta Velocità (Corriere della Sera, primo agosto 2018)

Per questo, mentre Beppe Grillo si spende in prima persona per sostenere che la TAV non si farà, pare logico pensare che se il MoVimento 5 Stelle ha intenzione di annunciare la decisione sulla TAV prima delle elezioni europee è perché quella decisione sarà negativa e può essere spesa con un elettorato finora disorientato dai soldi alle banche, dall’ok al TAP e all’ILVA e dal “nulla da dichiarare” a proposito del MUOS. Se la decisione verrà annunciata dopo le elezioni europee, invece, sarà perché l’Alta Velocità si fa e i grillini preferiscono, comprensibilmente, farlo sapere agli elettori a urne chiuse. Una via di mezzo potrebbe essere invece la “soluzione diplomatica” a cui Lega e M5S stanno lavorando in silenzio e probabilmente all’insaputa degli stessi eletti grillini, che prevede lo scambio tra il via libera al tunnel di base della Torino-Lione con significative modifiche del tracciato. E la ricerca di una soluzione amministrativa per poter far partire i 2 miliardi di gare senza perdere la faccia (e 75 milioni al mese).

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