Economia

TAV, il conto dei ritardi: 75 milioni al mese

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I ritardi sull’avvio degli appalti per l’Alta Velocità porteranno a perdere 75 milioni al giorno. Oggi il documento messo a punto dal commissario alla Tav Paolo Foietta che, oltre al suo staff, ha coinvolto economisti e massimi esperti del settore come Lanfranco Senn e Roberto Zucchetti della Bocconi e Andrea Boitani della Cattolica e probabilmente serve a rispondere all’analisi costi-benefici che il professor Marco Ponti sta preparando per Toninelli, verrà consegnato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Nel rapporto non è scritto, ma Foietta lo dirà di persona al premier, che fermare i lavori, cioè non far partire i bandi da 2,5 miliardi entro novembre, costerà all’Italia qualcosa come 75 milioni al mese. Fondi europei già stanziati (circa 800 milioni), legati all’affidamento dei lavori, che andranno in fumo se l’Italia non rispetterà il cronoprogramma stabilito dalla Commissione Ue. E che sarà proprio l’Italia a dovere trovare.

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I cantieri aperti della TAV (Il Messaggero, 13 novembre 2018)

Nelle 100 pagine sono contenuti i dati sul flusso del traffico merci verso ovest, i dettagli sull’incapacità del tunnel del Frejus di sopportare ulteriori carichi, l’elenco dei vantaggi per il flusso passeggeri e per quello delle merci. Ci sarà, in particolare, un aggiornamento sui flussi del traffico merci, e sulle previsioni di traffico, nel tratto Nord-Ovest. Gli ultimi dati Ue evidenziano infatti come le tonnellate trasportate verso la Francia siano in aumento del 14% rispetto a quelle verso la Svizzera. Inoltre ci sarà un documento, elaborato dalla Bocconi, che indica la convenienza del trasporto su ferro rispetto a quello stradale. E, cosa ancora più importante, uno studio che dimostra l’obsolescenza del tunnel del Frejus per il trasporto merci

Basterà a convincere il governo?

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