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Salvini decide di non portare più la Borgonzoni ai comizi e lei se la prende con Bonaccini

@Giovanni Drogo|

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La senatrice Lucia Borgonzoni è la candidata della Lega in Emilia-Romagna, ma come al solito (è successo anche in Umbria) il grosso della campagna elettorale la fa Matteo Salvini. È lui, l’idolo delle folle, che batte incessantemente piazze, mercati rionali e borghi sperduti. Alla senatrice invece toccano le briciole, i post su Facebook dove tenta di cogliere in fallo l’avversario del Partito Democratico, il presidente uscente Stefano Bonaccini.

La nuova balla di Lucia Borgonzoni su Bonaccini

Ad esempio ieri sera l’onorevole Borgonzoni ha scoperto un’altra delle bufale di Bonaccini: quella che ha definito la “balla chilometrica“. In  un video Bonaccini dice infatti che in cinque anni ha fatto più di 800 mila chilometri «per provare a governare bene» l’Emilia-Romagna. Un dato impossibile secondo l’esponente della Lega visto che calcolatrice alla mano «sono 160.000 km all’anno, ossia 438 al giorno». Se davvero Bonaccini avesse percorso tutta quella strada significherebbe che avrebbe trascorso almeno quattro ore al giorno in macchina o in viaggio (domenica e festivi compresi).

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Bonaccini ha risposto questa mattina spiegando che non solo si è spostato, molto, all’interno della Regione ma che è andato “settimanalmente” a Roma in quanto membro della Conferenza Stato Regioni e perché «spesso vado a Roma per rappresentare gli interessi della nostra Regione, fare accordi coi ministeri, condividere progetti, ottenere finanziamenti: in Emilia-Romagna non arrivano più risorse per diritto divino». A queste missioni vanno aggiunti i viaggi all’estero che Bonaccini ha fatto in qualità di Presidente per promuovere gli interessi del territorio o per sottoscrivere accordi di collaborazione commerciale o turistica. In fondo se Salvini ha potuto fare il ministro dell’Interno facendo per un anno campagna elettorale in giro per l’Italia non andando quasi mai in ufficio o ai vertici europei non si capisce perché Bonaccini la abbia sparata grossa dicendo di aver percorso migliaia di chilometri solo per rendere più competitiva ed efficiente l’Emilia-Romagna.

Come Salvini sta facendo “sparire” Lucia Borgonzoni

La Borgonzoni invece è una parsimoniosa sui chilometri. Perché in giro per l’Emilia-Romagna la si vede poco. Eppure la senatrice si offende quando il sindaco di Milano Beppe Sala ha dichiarato durante un comizio a sostegno di Bonaccini che «se devo dirla alla milanese a me pare che la Borgonzoni  non sa neanche da che parte è girata eh, forse per questo quando guarda a Nord vede al confine il Trentino e quando guarda il Sud vede al confine l’Umbria». Il riferimento qui è alla famosa gaffe della candidata leghista che durante un’intervista radiofonica aveva dimostrato di non conoscere nemmeno quali erano i confini della regione che si candida a governare. Forse la Borgonzoni dovrebbe fare qualche chilometro in più.

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Invece ha preferito lamentarsi, suggerire che Sala la aveva offesa in quanto donna (ma l’espressione utilizzata dal sindaco di Milano si usa anche per gli uomini e non è di certo sessista): «fosse stato detto di una donna di sinistra, l’avrebbero già dichiarata martire!» e riproporre subito dopo l’intervento di Luca Zaia al Paladozza a Bologna, mentre Venezia era sott’acqua. Proprio quell’intervento per fare il quale Zaia disertò il consiglio regionale del dopo alluvione a Venezia.

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A difendere Lucia Borgonzoni fuori dai social ci ha pensato però Matteo Salvini che ieri durante una conferenza stampa a Bologna alla quale la candidata era assente ha definito le parole di Beppe Sale una «mancanza di rispetto per un avversario e per una donna». Salvini ha spiegato che la Borgonzoni era assente dicendo che «ha la giustificazione più bella del mondo perché è con la mamma», che per carità è sicuramente una persona  importante ma non quando ti candidi a guidare la Regione (con il papà i rapporti sono più complicati). Ed è sempre Salvini, e non la Borgonzoni, a promettere «sarò in almeno cento piazze da qui al giorno del voto, spero saranno duecento» e che durante quegli eventi la candidata non sarà molto presente: «nei miei eventi conto di incontrare poco Lucia perché lei incontrerà imprese, ordini professionali, io da segretario starò nelle piazze a incontrare le persone». Perché così hanno fatto anche in Umbria, dove guarda caso la candidata era sempre una donna e senatrice della Lega. Non si capisce come mai le persone, quelle che vanno in piazza e i cui voti contano tanto quelli “delle imprese” non abbiano il diritto di conoscere, sentire, ascoltare, la candidata presidente. Poi però la Lega è quella che accusa Bonaccini di “nascondere” il simbolo del PD sui manifesti. Far metaforicamente sparire la candidata presidente invece è lecito.

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