Tecnologia

Rosario Marcianò e la fake news del 5G che ci fa entrare il Coronavirus nel corpo per ammalarci

Non ci avete capito nulla? Eppure il succo del discorso è proprio quello: qualcuno sta usando il 5G per “aprire” il vostro corpo e farci entrare il coronavirus, ovviamente ingegnerizzato. E non è finita qui: vi hanno mai detto che il Frecciarossa deragliato a Lodi è collegato ai casi di coronavirus nel lodigiano ed è stato fatto tutto per coprire i danni del 5G?

L’epidemia da coronavirus Covid-19? Un complotto. È ovvio che le cose stanno così. Ma dimenticatevi la storia dei laboratori cinesi che fanno uscire “per sbaglio” il virus. Scordatevi quella degli Stati Uniti che hanno colpito la Cina con Covid-19 e pure quella del coronavirus creato come “arma” biologica da Francia e Stati Uniti per punire Italia e Cina. Le cose sono molto più complicate. O almeno così sostiene Rosario Marcianò, geometra sanremese universalmente considerato il più grande esperto italiano di scie chimiche di false flag.

Come imparai ad amare il 5G e non preoccuparmi del coronavirus

Ma se il coronavirus non è stato ingegnerizzato, non è “fuggito” al laboratorio di contenimento dove lo avrebbero creato e non è nemmeno stato sparso sulle nostre teste con le scie chimiche cosa resta? Una cosa sola: il 5G. Perché secondo una tesi che i soliti gatekeeper dei giornaloni definirebbero complottista il coronavirus non esiste affatto nei termini in cui ce la stanno raccontando. Quello cui assistiamo, i sindomi “influenzali” che noi sciocchi crediamo essere causati dal coronavirus sono in realtà provocati proprio dall’utilizzo della tecnologia a 5G (in combinato disposto con le operazioni di geoingegneria clandestina). Scrive il blog “Tanker Enemy” collegato all’attività di Marcianò che: «risulta dunque plausibile che, con l’ampliarsi delle regioni interessate dal 5G, aumenteranno parallelamente i casi parainfluenzali che, si badi bene, non sembrerebbero tutti ascrivibili ad infezioni virali (ad esempio, al COVID19), ma all’uso dei 60 Ghz per l’ottimizzazione del segnale nelle comunicazioni 5G».

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E ancora, su Facebook, tra i “sintomi” dell’utilizzo del 5G come arma contro la popolazione ci sono «crisi respiratorie, sintomi parainfluenzali, svenimenti e collassi, sino al decesso improvviso, così come è accaduto ad alcuni cittadini di Wuhan ed alle migliaia di volatili, sempre a Wuhan come in altre parti e del mondo dove è stata avviata la sperimentazione 5G».

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Un momento: ma si sono verificati casi di infezione da Coronavirus e di decessi correlati a Covid-19 anche in aree dove non si sta “sperimentando” il 5G, come è possibile? Semplice: in quei casi si tratta di «notizie non verificate». Poco importa che in realtà in Iran le persone si siano ammalate e siano morte davvero (almeno così dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità).

Il virus non esiste, anzi sì, anzi è ingegnerizzato ed entra nel corpo grazie al 5G

Il problema quindi è serio. Come sapete sono in tanti a dire che il coronavirus è solo una banale influenza. Ma allo stesso tempo nessuno di costoro è in grado di spiegare come mai a causa di una “normale influenza” si sia deciso di chiudere scuole, uffici, bar, ristoranti e addirittura a pensare alla chiusura delle fabbriche. Qual è la differenza – chiede Marcianò – tra l’influenza dello scorso anno e quella attuale? Secondo il geometra sanremese è – manco a dirlo – il 5G. Perché? Perché il 5G «inibisce il sistema immunitario» esponendo le persone a virus e malattie. E così il coronavirus «come già successo sempre in Cina con la SARS, non sarebbe altro che l’ennesima riprova della vulnerabilità di un organismo indebolito, anche e soprattutto dalla pericolosa sommatoria di 5G, 4G, 3G, 2G e Wi-Fi».

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Ora vi chiederete voi, cui prodest tutto ciò? E pure Marcianò se lo chiede: «non sarà forse questa pantomima un esperimento sociale volto a creare i presupposti per instaurare una dittatura tecnocratica e plutocratica?». La risposta, ovviamente non c’è. Si ipotizza però che le «sindromi para-influenzali e le morti, registrate dapprincipio nella metropoli cinese come nelle regioni limitrofe» possano essere dovute « alle micidiali onde millimetriche del 5G» ma anche ad un concorso di cause (non quelle che pensate voi sciocchi creduloni del mainstream).

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Ma non è così semplice. Perché Marcianò ha scoperto anche qualcos’altro. Ad esempio che il “tampone faringeo” non serve ad identificare la presenza del Coronavirus. E nemmeno la PCR (polymerase chain reaction) non è in grado di indentificare il Covid-19.

Marcianò e il legame tra 5G, coronavirus e il disastro ferroviario di Lodi

Verrebbe quasi da pensare che il virus non esista. Ma non è proprio così. Perché ad esempio Marcianò ha anche scoperto un nesso tra l’incidente ferroviario del Frecciarossa a Lodi e il coronavirus. Non vi sarà certo sfuggito che il treno ha sviato in provincia di Lodi. Secondo quanto riferisce il nostro «sono note le interferenze dei trasmettitori 5G con gli apparati elettronici e, guarda caso, la zona è una di quelle interessate dalle prime sperimentazioni del nuovo sistema di comunicazioni».

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Poi a quanto pare non è successo, ma potrebbe succedere eh

Sempre “il caso” vuole che nella stessa area si siano verificati i primi casi di trasmissione di coronavirus (lui la chiama “influenza da coronavirus”) e visto che il 5G oltre a far deragliare i treni inibisce anche il sistema immunitario «non è che le autorità cercano di nascondere il bubbone 5G e le sue conseguenze su animali, piante e persone, addebitando la responsabilità dei decessi ad un fantomatico virus?». Quindi il virus sarebbe “fantomatico”, cioè inesistente (secondo la lingua italiana). marcianò 5g coronavirus - 5

E non è tutto. Marcianò sostiene che la gente che muore “per coronavirus” non muoia affatto per quel motivo ma che faccia tutto parte del piano. Quale? Ah, saperlo.

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Le cose vanno ancora peggio se pensate ad una cosa chiamata «elettroporazione ad onde pulsate (5G) cioè apertura di pori temporanei nelle membrane cellulari, e trasferimento di sostanze o DNA estraneo (agenda transumanista)». Confusi? Ecco la spiegazione: «in pratica viene usato il 5G per far entrare nel corpo il virus; e questo virus pare sia proprio creato artificialmente e ad arte». Un momento, questo significa che il virus non è fantomatico?

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Ora, direte voi, Marcianò è noto che la pensa così. E certo, non porta nessuna prova scientifica, mentre quelli che stanno studiando il coronavirus hanno pubblicato le sequenze genetiche di Covid-19, che qualcosa dovranno pur significare (quantomeno in merito all’esistenza del virus).

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Succede poi che Marcianò non sia l’unico a pensarla così. Già il 26 gennaio una pagina Facebook che si chiama “Evoluzionari” aveva pubblicato una lunga “spiegazione” sul possibile rapporto tra 5G a Wuhan e diffusione del coronavirus con tanto di citazioni bibliche e bufale che poi sono state smentite ampiamente. Il post è stato condiviso – senza alcun commento – anche dalla Dottoressa Bolgan, la scienziata che si occupa delle famose analisi dei vaccini “contaminati” per una nota associazione per la libertà di scelta. Ora c’è una cosa interessante in quella lunga spiegazione condivisa dalla dottoressa Bolgan. Al momento in cui è stato scritto il post c’erano 37mila casi e 815 morti (questo poco più di due mesi fa, pensate come cambia il mondo). L’anonimo autore si interrogava però su un dato a suo dire curioso. Nella provincia di Hubei, scriveva, c’era il 72% di tutti i contagiati «ma fa molto pensare il fatto che lì i morti non siano quello stesso 72%, ma salgano ad un enorme 96% sul totale di 815! In altre parole, com’è possibile che in quella provincia ci siano il 96% del totale delle vittime, quando c’è solo il 72% degli infettati?». Possibile che chi riesce a scoprire complotti intricatissimi non capisca come funzionano le percentuali? Che sia colpa del 5G?

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