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L’audio WhatsApp del “Dottor Domenico Biscardi” che spiega il complotto della Francia e degli USA dietro al coronavirus

Circola da qualche giorno l’audio di una persona che si presenta come “Dottor Domenico Biscardi” che spiega che Covid-19 fa parte di un grande piano di Francia e USA per punire l’Italia perché Di Maio ha stipulato un accordo con Pechino sulla nuova Via della Seta. Ma sono tutte fregnacce

«Che hanno a che fare Italia e Cina?» da questa domanda rivolta ad un non meglio precisato “cugino Beppe” prende le mosse un lungo messaggio audio che circola su WhatsApp e su Facebook attribuito ad un certo “Dottor Domenico Biscardi” che alla fine del messaggio dichiara la sua identità pregando di “far girare”. Su YouTube l’audio è stato caricato con il titolo “La Verità del Dr. Domenico Biscardi sul Coronavirus tra Italia e Cina (Geopolitica)“. E le rivelazioni, come sempre in questi casi, sono di quelle esplosive. Ma di vero non c’è nulla.

L’audio su WhatsApp che spiega come il coronavirus sia un’arma per colpire l’Italia

«Io ho molto amici in Cina che lavoravano in Russia» dice la voce dell’audio che sostiene che in Cina la situazione non sia affatto come ce la raccontano. A Wuhan, spiega, «sono morte solo 336 persone» per lo più anziani con gravi problemi di salute. Perché «i cinesi maggiano le peggio cose e hanno tutti gli anticorpi del mondo, sono malati di proprio, sono tutti rachitici». I dati ufficiali invece parlano di 2.641 morti (su 65.596 contagiati) nella provincia di Hubei. Attualmente nella provincia di Wuhan ci sono 39.670 persone infette da coronavirus con 23.285 pazienti che invece sono già guariti.

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Ma come è iniziato tutto, secondo l’autore del messaggio (c’è un bel profilo “biografico” su Butac)? E perché dalla Cina ora il coronavirus sembra accanirsi in modo particolare proprio contro il nostro Paese. Secondo il “dottor” Biscardi (che non è medico ma è farmacista e il cui nome era emerso già nelle cronache del caso Vannoni/Stamina) bisogna appunto andare a ritroso nel tempo di qualche mese. Che hanno a che fare appunto Italia e Cina? «Hanno a che fare un personaggio che si chiama Luigi Di Maio, forse tu non ti ricorderai che sette mesi fa Di Maio andò in Cina per firmare un accordo che si chiama La via della Seta. Questo accordo permetteva all’Italia di essere in pole position su tutti gli acquisti di prodotti cinesi rispetto ai paesi europei e bruciò in volata la Francia».

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È vero che l’Italia firmò un memorandum (no un accordo) sulla Nuova Via della Seta, ma non per acquistare prodotti cinesi (non avrebbe molto senso, visto che sono venduti ovunque) ma per aprire le porte a investimenti cinesi. Non è nemmeno vero che l’Italia è in pole position visto che pre-accordi simili erano già stati sottoscritti da Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Slovenia.

Il complotto della Francia per colpire l’Italia

Nonostante la Francia non abbia siglato quel memorandum d’intesa questo non impedisce a Parigi di fare buoni affari con Pechino. Tant’è che mentre noi eravamo tutti esaltati dalla possibilità di spedire arance in aereo i francesi hanno piazzato una commessa da 30 miliardi di euro per la vendita di 300 Airbus. Ma torniamo alla Francia e all’audio WhatsApp. Il nostro spiega che «nel 2014 la Francia insieme alla Cina aprirono un laboratorio nella città di Wuhan. Dalla Francia partirono tre provette di coronavirus che dovevano essere inviate in Cina per poter fare delle sperimentazioni per rendere inerte questo virus».

domenico biscardi coronavirus - 5La storia l’abbiamo già sentita. È quella del virus creato in laboratorio e diffuso più o meno volontariamente. Sempre il nostro spiega che in quel laboratorio di Wuhan «hanno fatto esperimenti ma non si sono mai preoccupati di fare un vaccino per questo virus, perché questo virus ha mortalità zero. Già sono inutili e dannosi i vaccini i normali». L’autore dell’audio infatti è uno che ritiene i vaccini siano dannosi per i bambini e che le scie chimiche siano molto pericolose per la salute.

Tutto è nato perché l’Italia ha fatto questo accordo con la Cina?

A questo punto c’è una lunga digressione sul fatto che il tampone non è in grado di riconoscere il coronavirus “di Wuhan” (nessuno lo chiama così, il nome è Covid-19) ma solo un coronavirus qualsiasi (i coronavirus sono delle classi di virus). Ma si torna ben presto alle note vicende italiane. «Di Maio fa il contratto con la Cina. Pochi mesi prima l’America che aveva fatto alla Cina? Aveva messo i dazi perché stava crescendo troppo». Un modo assai semplicistico di leggere la guerra commerciale tra Washington e Pechino. Ma – e “Beppe” deve stare ben attento – anche se l’America aveva promesso di “fargliela pagare” ai cinesi alla fine non lo avrebbe fatto. E sapete perché? Perché «l’Italia era diventata nel frattempo lo sbocco per tutti i prodotti cinesi per l’Europa, essendo la Via della Seta e avendo bruciato i francesi» (come abbiamo detto, non è vero).

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Ecco quindi che America e Francia si sono messi d’accordo «un francese è andato là [nel laboratorio] e ha rotto le provette con il virus modificato facendo infettare un medico» che aveva «ricevuto ordine di non dire nulla a nessuno» ma che invece avrebbe fatto “casino” e quindi lo avrebbero ammazzato. Il medico in questione sarebbe Li Wenliang «morto perché il virus gli veniva iniettato nelle flebo da personale corrotto pagato dai francesi o dagli americani». Il piccolo dettaglio è che il dottor Wenliang, che è effettivamente morto a causa di un’infezione da Covid-19, non lavorava al famoso laboratorio di Wuhan ma era un oftalmologo di uno degli ospedali della città. Ma non finisce qui. Ricordate che ci siamo andati di mezzo pure noi: «per punizione hanno fatto in modo che si chiudessero le tre regioni economicamente più potenti d’Italia: Veneto, Lombardia e quell’altro, come si chiama, l’altra regione su al Nord Italia dove hanno chiuso tutte le città [l’Emilia-Romagna NdR dove non hanno affatto “chiuso le città”]».

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Ora è già divertente che uno che sa così tante cose non riesca a ricordarsi il nome dell’Emilia-Romagna, ma le cose sono ancora meglio dopo quando spiega che «è crollata Milano, è crollata Venezia, è crollata Torino [che è in Piemonte NdR], sono crollate tutte le città commerciali d’Italia, impoverendo l’Italia fino all’inverosimile». Sfido chiunque a dirmi – oltre al turismo – quali importanti industrie ci sono in centro storico a Venezia. Il tutto, pensate un po’, che non esiste e non sarebbe affatto pericoloso: «questa è una storia peggio dell’oncologia, peggio delle chemioterapie, peggio dei vaccini». Capito?

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