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Il rischio incostituzionalità per il reddito di cittadinanza

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C’è il rischio di un giudizio di incostituzionalità per il reddito di cittadinanza. E proprio sull’argomento che Di Maio ha usato per mesi allo scopo di far fessa l’opinione pubblica: il reddito agli stranieri. Di Maio aveva detto che non lo avrebbero percepito nonostante le leggi dicessero il contrario, alla fine ha dovuto fare dietrofront inventandosi la regola dei dieci anni di permanenza in Italia ma senza escludere la platea e infatti, ha fatto sapere ieri la Ragioneria del Tesoro, quasi il 20% delle famiglie che percepirà il reddito di cittadinanza ha almeno un componente straniero.

Il rischio incostituzionalità per il reddito di cittadinanza

Ma il punto non è il “quanti”, hanno spiegato i tecnici di Camera e Senato in un dossier dedicato al provvedimento citato oggi da Il Messaggero: il punto è che le limitazioni introdotte nel decretone nei confronti degli stranieri per accedere al reddito di cittadinanza (la permanenza per dieci anni, di cui gli ultimi due consecutivi) sono a rischio censura da parte della Consulta: «La giurisprudenza costituzionale ha evidenziato come lo status di cittadino non sia di per se sufficiente al legislatore per operare nei suoi confronti erogazioni privilegiate di servizi sociali rispetto allo straniero legalmente risiedente da lungo periodo».

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Reddito di cittadinanza: quanto si prende (Il Messaggero, 31 gennaio 2019)

Non solo. «Se la determinazione del lasso di tempo necessario all’effettiva equiparazione tra cittadino e straniero residente di lungo periodo – osservano ancora i tecnici- è lasciata alla discrezionalità del legislatore anche in relazione al tipo di servizio pubblico, la giurisprudenza della Corte ha ritenuto irragionevoli alcune disposizioni che richiedono come requisito necessario una permanenza nel territorio di molto superiore a quella necessaria all’ottenimento dello status di soggiornante di lungo periodo: 5 anni». Inoltre, «i soggiornanti di lungo periodo sono equiparati ai cittadini dello Stato membro in cui si trovano ai fini, tra l’altro,del godimento dei servizi e prestazioni sociali».

Il reddito agli stranieri e le balle di Di Maio

Fonti del Tesoro fanno sapere, per rispondere alla questione, che la platea delle famiglie beneficiarie del sussidio, secondo la Ragioneria, sarà di 1 milione e 248 mila nuclei e tra questi 241 mila (il 19,3% del totale) dovrebbero avere almeno un componente straniero. E questo serve a mettere un’ideale patata in bocca a quel tizio che diceva che il reddito di cittadinanza non sarebbe stato dato agli stranieri.

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Reddito di cittadinanza: la platea (Corriere della Sera, 31 gennaio 2019)

Un giudizio di incostituzionalità per il reddito di cittadinanza potrebbe arrivare non solo per la questione degli stranieri.  La reclusione da due a sei anni è una pena «più elevata anche rispetto a quelle generali previste per il falso commesso da un pubblico ufficiale», sottolinea l’Ufficio studi, ricordando che «le ipotesi di falso commesso dai privati sono ordinariamente oggetto di sanzioni meno gravi rispetto a quelle commesse da pubblici ufficiali». Poi ci sono i divieti sulle spese “futili”, gli “acquisti immorali” che la viceministra senza deleghe all’Economia Laura Castelli sintetizzava con le spese da Unieuro qualche tempo fa: i divieti ci sono ma non le sanzioni e non si capisce chi dovrebbe controllare. Forse i Navigator? Infine c’è la questione della NASPI, l’assegno di ricollocazione per chi perde il lavoro: viene abolito perché i fondi servono al reddito, quindi chi non ha i requisiti per il sussidio perderebbe l’uno senza avere la possibilità di accedere all’altro.

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