Economia

Come fare acquisti immorali con il reddito di cittadinanza

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Cresce l’attesa per il Reddito di Cittadinanza. In attesa di sapere quanto costerà davvero (Salvini ha detto che per il RdC verranno destinati 8 miliardi e non 10) si cerca di capire come funzionerà. Il presidente del Consiglio Conte ha promesso che l’erogazione del RdC partirà già da marzo 2019. La viceministro dell’Economia Laura Castelli ha detto che i soldi verranno accreditati su una tessera (ad esempio quella sanitaria che ha già il chip) e che «se per tre mesi verrà osservato che lei, col reddito di cittadinanza, va all’Unieuro, magari un controllino della Guardia di Finanza si fa».

Quali sono le spese immorali del Reddito di Cittadinanza

I soldi non potranno essere messi da parte – non verranno nemmeno accreditati sul conto corrente bancario del beneficiario – e quindi dovranno essere spesi tutti entro la fine del mese. L’obiettivo, ha spiegato ieri Luigi Di Maio «è quello di spenderlo nei negozi italiani, sul suolo italiano per iniettare nell’economia reale 10 miliardi di euro ogni anno per far ripartire i consumi e la vita delle imprese e commercianti». Il vicepremier ha anche specificato che «il reddito sarà erogato su una carta che permette la tracciabilità, questo impedisce evasione o spese immorali». Quelle a quanto pare rimarranno appannaggio di ricchi e benestanti che potranno continuare a comprare le sigarette o la bottiglia di vino. Oppure del governo che da bravo padre di famiglia potrà continuare a fare debito sapendo che sarà sempre più difficile ripagarlo. Non è chiaro però se si potrà mangiare la pizza o fare acquisti su Amazon, secondo il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli sarà possibile farlo.

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E così mentre il governo studia come «investire sul sorriso degli italiani» e qualcuno si è inventato un “calcolatore per il reddito di cittadinanza” che in realtà vi fa sottoscrivere servizi in abbonamento c’è chi invece cerca di capire come poter piegare il reddito di cittadinanza alle proprie necessità. Si tratta al momento di un esercizio puramente intellettuale. Sul Reddito di Cittadinanza il MoVimento continua a fare dichiarazioni ma non si è letto ancora uno straccio di documento tecnico che ne spieghi il funzionamento. Sappiamo però che verranno messi diversi paletti a partire dall’ISEE e dalla casa di proprietà fino ai luoghi dove quei soldi potranno essere spesi per acquistare cibo, vestiti, libri scolastici e (pare) per pagare l’affitto e le bollette.

Come trasformare il Reddito di Cittadinanza in denaro sonante

Il primo dubbio lo solleva il metodo di pagamento, che per forza di cose sarà elettronico. Questo però esclude per ora la maggior parte dei banchi dei vari mercati rionali. Perché se la grande distribuzione sicuramente sarà in grado di organizzarsi ed intercettare la spesa del RdC lo stesso non si può dire per la bancarella che vende le magliette al mercato del martedì o per il commerciante che vende salumi e formaggi. Eppure anche quella è l’economia locale, e spesso chi ha pochi soldi da spendere la spesa la fa proprio al mercato dove spera di trovare prodotti a buon prezzo. Oppure al discount, dove le catene però per la maggior parte non sono italiane. Con buona pace di chi spiegava che il RdC era un investimento ad alto moltiplicatore si scopre così che potrà essere speso solo su prodotti con un basso valore aggiunto.

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Il problema maggiore che chi vorrà aggirare i controlli dovrà affrontare sarà quello di trasformare il corrispettivo mensile del Reddito di Cittadinanza in denaro contante, non tracciabile. Fermo restando che nulla vieta ad un cittadino che beneficia del RdC di utilizzare tutto il corrisposto per le spese di necessità e poi ricorrere alla parte di reddito che già percepisce (ad esempio immaginiamo che guadagni 500 euro al mese e quini gli spetti un’integrazione pari a 280 euro) per le cosiddette “spese immorali”. Fin qui niente di male. Ma se qualcuno decidesse di mettere su un piccolo mercato nero per amici e parenti “benestanti”? Niente di eccessivamente vistoso ma sufficiente per poter rivendere ad un prezzo scontato i prodotti acquistati con il RdC? In questo modo potrebbe convertire il Reddito di Cittadinanza in contanti da spendere in maniera “immorale”. O ancora peggio, da mettere da parte. Qualcuno più intraprendente e più organizzato potrebbe invece mettere su attività abusive più in grande stile. Oppure si potrà prestare la tessera (o fare la spesa per conto di qualcuno) e poi farsi restituire i soldi in contanti.

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Con la complicità del negoziante amico poi sarà magari possibile far figurare di aver acquistato un certo prodotto invece che un altro (anche se questo magari creerà problemi nella gestione del magazzino) magari proprio di quelli “immorali”. Naturalmente poi c’è tutta la casistica di chi lavora in nero (o all’estero ma senza aver spostato la residenza ed essersi iscritto all’AIRE) e che quindi risulta nullatenente. Il ministro Tria ha assicurato di aver pronto un piano anti lavoro nero. Però a mancare davvero per ora è la riforma dei centri per l’impiego, che riescono a far trovare lavoro solo al 3,4% di chi vi si iscrive.

Foto copertina via Twitter.com

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