Politica

Simone Pillon: il dramma di un senatore che non ha il coraggio delle sue azioni e delle sue parole

Il senatore leghista Simone Pillon non ci sta a passare per quello che si prende la sua piccola vendetta personale dopo la morte di un uomo. E allora non potendo rispondere nel merito – come del resto aveva fatto durante l’intervista con Zucconi a Radio Capital – la butta in caciara. Scrive il senatore leghista che questo giornale, fatto ovviamente da “giornalisti radical chic” vorrebbe addirittura vietargli di pregare. Il motivo? L’aver fatto notare che le preghiere per Vittorio Zucconi sono non richieste e soprattutto come quel post su Facebook dopo la morte di Zucconi avesse il sapore della vendetta. Un piatto che – si sa – va consumato freddo.

 

simone pillon zucconi preghiera - 1

La “colpa” non è quella di “pregare”. E allo stesso tempo come non si utilizza la morte di Zucconi per dare del pigmeo a chicchessia (posto che pigmeo per i “radical chic” antirazzisti come noi non è un’offesa) non la si usa per criticare Pillon. Anche perché volendo proprio criticare Pillon ci sono una miriade di fatti a disposizione. Si fa semplicemente notare la coincidenza delle stucchevoli preghiere per l’anima di Zucconi che arrivano da un uomo che certo non aveva dimostrato di rispettarne il lavoro e il ruolo. Perché mentre Pillon accusa i giornalisti di dirgli cosa può o non può fare (il che è falso) è stato proprio lui a dire ad un giornalista quali domande poteva o non poteva fargli. Anzi: quali domande erano serie e quali no. Nella fattispecie registriamo come per il senatore Pillon parlare dei diritti delle donne non sia una questione seria, visto che si rifiutò di rispondere proprio ad una domanda di questo tipo.

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Ovviamente era una bufala

Nessuno vuole impedire a Pillon di fare nulla. Del resto generalmente è lui che vuole impedire a qualcuno di fare qualcosa. Lo fa quando grida allo scandalo e scatena la caccia alla strega contro un’attrice. Lo fa quando si scaglia contro i presunti “questionari  gender” mettendo all’indice associazioni e studiosi. E lo fa soprattutto quando ai giornali dichiara che vuole abolire la legge sull’aborto, che lui le donne è pronto a pagarle affinché non abortiscano, e quando non vogliono nemmeno farsi pagare allora impedirà di abortire. Oppure è sempre lui a dire che vuole rendere indissolubile il matrimonio (al tempo stesso è il senatore a cui la maggioranza ha affidato la legge di riforma del divorzio). E sono i suoi colleghi della Camera che hanno presentato un’assurda legge sull’adozione del concepito. Non i giornalisti radical chic.

Curiosamente poi il senatore se la prende con l’articolo sulle preghiere non richieste ma evita accuratamente di parlare dei suoi trascorsi con Zucconi. Cosa strana, la libertà di parola: Pillon può definire “inutili e faziose” le celebrazioni di Repubblica. I giornalisti oltre a non potergli fare domande non possono nemmeno definire “inutili” le sue preghiere. Al senatore, visto che è in vena di preghiere consigliamo la lettura del Vangelo di Matteo 23:27-28: Guai a voi, scribi e farisei ipocriti,  che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.