Perché è stato ucciso Luca Sacchi: Valerio del Grosso, Paolo Pirino e cosa c’era nello zainetto di Anastasia

di Alessandro D'Amato

Pubblicato il 2019-10-26

La storia giudiziaria dell’omicidio di Luca Sacchi la racconta il decreto di fermo del pubblico ministero Nadia Plastina e conferma quanto detto dal capo della polizia Franco Gabrielli ieri

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La storia giudiziaria dell’omicidio di Luca Sacchi la racconta il decreto di fermo del pubblico ministero Nadia Plastina e conferma quanto detto dal capo della polizia Franco Gabrielli ieri: nello zaino di Anastasiya Kylemnyk c’erano duemila euro in mazzette da 20 e da 50 e servivano per acquistare erba. Valerio Del Grosso e Paolo Pirino dovevano vendergliela ma non ce l’avevano, così hanno preso dalla loro Smart una mazza da baseball e una pistola, verosimilmente una calibro 38, per rapinare i due fidanzati.

L’omicidio di Luca Sacchi e lo zainetto di Anastasia

A quel punto, “in via Teodoro Momsen e all’uscita del pub John Cabot, si avvicinavano alla vittima e alla fidanzata Anastasiya, che deteneva il denaro nello zaino, e mentre il Pirino colpiva con una mazza alla nuca Kylemnyk intimandole di consegnare lo zaino che le strappava una volta in terra, il Del Grosso, alla reazione del Sacchi che affrontava l’aggressore, esplodeva contro il Sacchi un colpo d’arma da fuoco, da distanza ravvicinata, in direzione del capo e ne provocava il decesso”.

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La ricostruzione dell’omicidio di Luca Sacchi (Il Messaggero, 25 ottobre 2019)

È stato Del Grosso a portare gli investigatori nei luoghi doveva aveva nascosto borsa, ogiva e portafogli. Una specie di ammissione anche se ieri mattina all’alba si è avvalso della facoltà di non rispondere. A raccontare le sue ultime ore è stata Giorgia, sua «amica da moltissimi anni» ma «da 3 giorni» sua fidanzata. «Il 23 ottobre (giorno dell’omicidio, ndr) Valerio mi ha messaggiato chiedendomi di uscire insieme per una passeggiata. Durante l’uscita, Valerio mi ha riferito che mentre era in compagnia di Pirino lo stesso aveva dato una bastonata a una persona, non specificandomi il motivo».

Valerio Del Grosso e Anastasiya Kylemnyk

Quella notte, i due dormono in un albergo di Roma. Il giorno seguente, dopo un pranzo a Trastevere, vanno a cena con amici, uno di loro mette in guardia la ragazza. «Chiedevo spiegazioni a Valerio cercando di capire meglio cosa avesse fatto. Mi diceva che aveva sparato in testa a una persona. Tutti gli amici, me compresa, gli consigliavamo di andarsi a costituire». Valerio non lo ha fatto, ha preferito andare in albergo, tanto che il pm parla di pericolo di fuga. Al commissariato, però, c’è andata la sua famiglia.

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Secondo la ricostruzione dei magistrati è stata  la giovane ucraina, nella Capitale dal 2003, ad aver mostrato agli spacciatori giunti da Casal Monastero i soldi nel suo zainetto di pelle rosa: rotoli di banconote da 20 e 50 euro per un totale di 2mila, denaro che sarebbe dovuto servire per acquistare una partita di marijuana sufficiente per lei e tre amici che si trovavano nel John Cabot Pub. A mettere nei guai la fidanzata di Luca Sacchi c’è la testimonianza di Valerio R., amico e contatto di Del Grosso che aveva chiesto di portare la droga all’Appio Latino. E ora la posizione della baby sitter potrebbe aggravarsi.

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