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Così Di Maio e Di Battista invitano a votare gli impresentabili M5S

In un interessante confronto video ieri Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista hanno cercato di arginare l’effetto comico delle espulsioni annunciate (ma non formalizzate) e delle fantomatiche rinunce ai seggi sempre annunciate (ma per niente formalizzate) dei candidati che il capo politico del MoVimento 5 Stelle ha scelto prima dell’inizio della campagna elettorale. Gli ultimi due casi sono venuti fuori tra venerdì e sabato: Salvatore Caiata, indagato per riciclaggio, e Antonio Tasso, condannato e poi prescritto per violazione del copyright, sono stati cacciati perché non hanno rivelato indagini e condanne a loro carico al capo politico.

Così Di Maio e Di Battista invitano a votare gli impresentabili M5S

I due, che hanno buone chances di essere eletti perché Caiata è popolarissimo in Basilicata grazie all’acquisto del Potenza Calcio e il M5S in Puglia riscuoteva fino a ieri ottimi risultati nei sondaggi, si vanno così ad aggiungere ai quattro ex massoni nel frattempo messisi in sonno per cui i grillini hanno annunciato il cartellino rosso anche se i regolamenti dicono che chi si candida nel M5S non deve (tempo presente) essere iscritto alla massoneria. Per questi quattro Di Maio ha anche annunciato una altrettanto fantomatica denuncia per aver danneggiato l’immagine del MoVimento 5 Stelle, che finirà probabilmente nel reparto carta riciclabile di ogni ente presso cui verrà presentata. E per un motivo semplice: spettava ai grillini controllare i requisiti di chi candidavano, ma la squadra di “supercompetenti” che il M5S vuole mettere al servizio del paese non è stata nemmeno capace di aprire Wikipedia per sapere che Rinaldo Veri, l’ammiraglio presentato per primo nella kermesse dedicata ai collegi uninominali al Tempio di Adriano, era stato nel frattempo eletto nel consiglio comunale di Ortona e non con il M5S.

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Di Maio sostiene che il candidato Tasso sia stato coinvolto in un processo “perché avrebbe masterizzato dei Cd-Rom” e non per violazione del diritto d’autore

Come spesso gli succede quando non sanno più che pesci pigliare e vogliono nascondere le loro responsabilità, da giorni i grillini stanno accusando i giornali di sbattere in prima pagina questi casi, come se fosse colpa dei quotidiani se Di Maio & Co. non sono in grado nemmeno di controllare sé stessi mentre si propongono per governare il paese. Ma questo è uno dei tanti effetti comici involontari che consentono oggi, in campagna elettorale, di fare fessi una marea di invasati facendo loro credere di essere esenti da colpe. Domani, se le cose dovessero andar male, come la storia insegna saranno invece quelli che oggi stanno facendo i furbi a pagare il prezzo della loro incapacità di prendersi una responsabilità che sia una e di ammettere di aver sbagliato.

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Nei commenti allo status di Di Maio su Tasso lagggente crede alla storia dei Cd-Rom e rimprovera a Di Maio l’eccessiva severità…

La pattuglia di iscritti al Gruppo Misto prossima ventura

C’è però un effetto accessorio del torquemadismo alle vongole esibito in campagna elettorale a uso e consumo dei fessi che dicono “Oh, però il M5S i suoi impresentabili li caccia!” e non si rendono conto che un movimento politico serio non avrebbe dovuto candidarli, magari dando retta ai tanti sussurri e grida della base di attivisti che aveva protestato per l’incredibile metodo che aveva portato a candidare, nel caso di Caiata, uno che non aveva mai fatto nemmeno un giorno di attivismo a Siena e aveva invece dimostrato, aderendo al centrodestra di zona, di avere idee incompatibili con il M5S.

Infatti, siccome Di Maio e Di Battista stanno orgogliosamente rivendicando “il grande lavoro” fatto da parte dell’uno e da parte dell’altro, quello che accadrà il 5 marzo è che un buon numero di personaggi nel frattempo cacciati con ignominia dal MoVimento 5 Stelle si troverà alla Camera o al Senato senza gruppo politico di riferimento, ma con l’elezione in tasca perché garantita dalla posizione nel listino proporzionale o addirittura perché ha vinto il collegio uninominale grazie alla scelta di chi voterà MoVimento 5 Stelle e, grazie al meccanismo del Rosatellum, trasferirà così automaticamente il voto a coloro che lo stesso M5S considera impresentabili. Quella vecchia volpe di Berlusconi ha già capito l’antifona e ha dichiarato che non potrà certo dire di no a chi vorrà votare il programma del (probabile) governo di centrodestra prossimo venturo.

Il paradosso del grillino nell’urna

Ma c’è anche un’altra ipotesi: se il centrodestra non dovesse riuscire a centrare la maggioranza in nessuno dei due rami del Parlamento, potrebbe tornare in auge il governo “del Presidente” già auspicato da molti e in quel caso i voti del Gruppo Misto potrebbe risultare decisivi per il varo di un esecutivo molto simile a quello che i grillini hanno combattuto in cinque anni di legislatura. Sarebbe ben più di una beffa per Di Maio e Di Battista, che oggi invitano a votare il MoVimento 5 Stelle e quindi qualcuno di quei candidati che domani potrebbe essere decisivo in Parlamento per la fiducia al governo delle larghe intese. Se questa ipotesi, improbabile ma ad oggi non impossibile, dovesse verificarsi, con chi se la prenderà il grillino che con il suo voto ha contribuito a eleggere il fuoriuscito poi decisivo?

salvatore caiata attivisti m5s siena

Certo, se la prenderà con l’eventuale “traditore” ma invano, visto che non potrà certo accusare di essere un voltagabbana chi è stato cacciato dal M5S (anche se qualcuno proverà di sicuro a farlo). La responsabilità di questa tragedia è e rimarrà invece di chi ha scelto i candidati senza essere capace di effettuare un controllo anche minimo (il caso Veri) e senza ascoltare le segnalazioni della fantomatica base grillina, che torna buona quando si tratta di donare soldi o raccogliere firme ma non viene nemmeno presa in considerazione quando si tratta di fare scelte che magari non sono fruttuose nell’immediato ma sono lungimiranti successivamente. Oggi Di Maio e Di Battista invitano a votare il M5S pieno di candidati dichiarati da loro stessi impresentabili. La ruota gira, e domani gli impresentabili potrebbero diventare i responsabili politici del disastro.

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