Fact checking

I grillini e le cavallette

«Ero… rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia!»: le motivazioni di Jake per spiegare all’ex fidanzata perché le ha dato buca il giorno del matrimonio impallidiscono di fronte a quelle che in questi giorni sono riusciti a dare i grillini per giustificare la Rimborsopoli M5S.

I grillini e le cavallette: il caso di Roberto Fico

Oggi, ad esempio, Roberto Fico, non implicato nella vicenda, riesce a mettere insieme una serie di supercazzole tali da meritare un posto in parlamento:

«Di che errori parla? Le parlamentarie sono andate benissimo. Siamo stati gli unici a dare la possibilità ai propri iscritti di comporre le liste votando».

Con il risultato che avete come capilista persone che truccavano i bonifici?
«Non potevamo saperlo, abbiamo subito una truffa. La fonte delle Iene ha fatto in modo che questa storia uscisse a liste depositate proprio per metterci in difficoltà».

Potevate controllare.
«Abbiamo fatto una cosa bellissima. Abbiamo devoluto i soldi direttamente al Mise per un criterio di estrema trasparenza e indipendenza del fondo».

rimborsopoli m5s
La lista dei “morosi” pubblicata dal blog di Beppe Grillo (Corriere della Sera, 18 febbraio 2018)

Fico infatti riesce a sostenere che le sue Parlamentarie siano andate benissimo nonostante le tonnellate di proteste degli attivisti, anche campani, nei confronti di un metodo di selezione che ha visto esclusioni eccellenti senza alcuna motivazione. Poi, senza nemmeno arrossire, se la prende con “la fonte” delle Iene che ha fatto uscire questa storia “a liste depositate” nonostante il controllo delle liste e quello dei bonifici spettasse a loro e non alle fonti dei giornali. I candidati del maggioritario sono stati scelti da Luigi Di Maio: è lui che non ha controllato, si è fidato, non è stato capace nemmeno di fare una piccola ricerca su Wikipedia per scoprire che l’ammiraglio Veri, presentato per primo nel giorno dei “supercompetenti”, era stato candidato sindaco con il centrosinistra nella sua città. Questo di chi è colpa, della fonte delle Iene?

Avere la faccia come il MoVimento 5 Stelle

Ma d’altronde Roberto Fico è quello che qualche tempo fa ci spiegava l’estremo sacrificio di prendere 3000 euro al mese, o che prima diceva che il programma M5S sull’immigrazione sarebbe stato fatto dai parlamentari e poi, non appena Grillo ha fatto “Bu”, è sparito dalla circolazione perché, come diceva Manzoni, uno il coraggio non se lo può mica dare. Chi invece meriterebbe di rientrare con tutti gli onori nel M5S, perché ha dimostrato di avere proprio la faccia come il MoVimento 5 Stelle, è l’avvocato Maurizio Buccarella: prima in un post inventa scuse improbabili per spiegare come mai sono spariti bonifici per 12mila euro, accusando i giornalisti di non meglio precisati complotti nei confronti della sua forza politica.

Poi, quando Di Maio spiega che il suo buco è di 137mila e non di dodicimila euro, sostiene che i tremila euro al mese fossero troppo pochi per mandare avanti anche il suo studio di avvocato. Peccato che nella dichiarazione dei redditi 2013 dichiarasse come reddito totale la bellezza di euro 11mila.  Ancora: Emanuele Scagliusi quando nel servizio delle Iene gli chiedono come mai manchino 1000 euro da uno dei suoi bonifici nega: non è possibile, non è mai successo, o forse magari è un errore di digitazione. Non si tratta di un errore di digitazione, perché il documento caricato su Tirendiconto riporta una cifra mentre il bonifico arrivato sul conto del ministero ne ha un’altra.

Uno il coraggio non se lo può mica dare 

Una volta messo alle strette, Scagliusi sostiene di aver preso “in prestito” mille euro “per dei controlli medici sulla mia persona che volevo rimanessero nascosti ai miei cari”. Ok, ma questo significa che i suoi cari gli controllano il conto? Vedono cosa paga? Non poteva prelevare i soldi e pagare i controlli medici in contanti? La senatrice Elisa Bulgarelli scrive su Facebook “Ovviamente per quanto riguarda la mia posizione, sarà tutto chiarito. Ringrazio le Iene per avermi dato la visibilità che non ho mai avuto”. La sua posizione non viene chiarita, la senatrice cancella lo status e adesso pubblica lanci di agenzie di stampa in cui Di Maio se la prende con la RAI perché non parla dell’inchiesta di Fanpage sul figlio di De Luca. E la posizione chiarita?

emanuele scagliusi m5s

Barbara Lezzi invece sostiene che il suo bonifico non sia andato a buon fine.  Antonio Bordiga, responsabile dei sistemi di pagamento di Banca Sella, al microfono di Filippo Roma dice che la revoca del bonifico poteva essere fatta solo tramite richiesta e firma del cliente». E lei? Dice che vuole un confronto con la banca. All’americana? Poi c’è la bella coppia Girolamo Pisano – Ivan Della Valle. Il primo manda messaggi minacciosi a mezzo stampa: “Invio un messaggio a tutti i parenti, amici e persone che mi conoscono da un punto umano e professionale: non ho tolto nulla a nessuno, non ho causato danni allo Stato, non ho usato soldi di terzi e non ho mai violato una legge. Chiarirò tutto e spiegherò a tutti quello che non è mai stato raccontato del M5S visto dall’interno mettendo in ridicolo, anche l’intero sistema, un vero specchietto per le allodole“. Ok, ma perché parli solo ora? Il secondo invece ammette candidamente di aver falsificato i bonifici con Photoshop e intanto scopre che il M5S ha tradito i suoi principi. Pure lui, a scoppio ritardato e soltanto quando è stato beccato con il sorcio in bocca. E si potrebbe continuare all’infinito, ma alla fine non è nemmeno tanto giusto prendersela con i parlamentari del MoVimento 5 Stelle. È proprio l’essere umano che negli anni Duemila sembra aver smarrito quel sentimento che, dalla notte dei tempi, spinge l’uomo a migliorarsi: la vergogna.

EDIT: In un video su Facebook la senatrice Lezzi sostiene che la sua risposta con le spiegazioni complete sia stata “tagliata” da Filippo Roma.

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