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Maurizio Buccarella, i bonifici annullati e i 12mila euro non versati al fondo per il microcredito

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Maurizio Buccarella esce dal silenzio e ammette di aver revocato gli ultimi due bonifici al fondo del microcredito che avrebbe dovuto effettuare per le regole del MoVimento 5 Stelle. Il senatore, che di mestiere fa l’avvocato, sostiene di averlo fatto perché aveva intenzione di cambiare conto corrente in quanto aveva intenzione di chiudere il conto nei mesi successivi ma intanto, già che c’è, insulta i giornalisti e fa sapere di essersi autosospeso.

Maurizio Buccarella e i bonifici per 12mila euro revocati

Buccarella dice che ha revocato i due bonifici «lo stesso 31 gennaio 2018 perché credevo di poter chiudere quel conto corrente nei giorni immediatamente successivi (decisione che avevo preso da tempo per il costo eccessivo per commissioni applicate su tutte le operazioni da quella banca, ma non volevo “sgarrare” la scadenza del 31 gennaio per chiudere la rendicontazione), cosa che invece non ho fatto (anche per essere stato tre giorni a Roma per i lavori della commissione) e di cui NON mi sono premurato di avvertire l’assistenza di Tirendiconto o altri del Movimento».

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Il post di Maurizio Buccarella su Facebook

Le spiegazioni lasciano aperte molte questioni: perché, se aveva preso la decisione da tempo, ha deciso di metterla in atto proprio nel giorno in cui doveva effettuare le disposizioni e non l’ha fatto per tempo? Perché ha revocato i bonifici invece di aspettare qualche giorno per lasciare il lavoro il sistema e poi chiudere il conto, visto che i lavori della Commissione che cita di solito vengono decisi per tempo? Perché, appunto, ha “dimenticato” di avvertire tutti? Perché quando Filippo Roma gli ha chiesto se era tutto ok non ha tranquillamente risposto dicendo la sua verità, se aveva la coscienza a posto? E perché, se era tutto a posto, si è autosospeso dal MoVimento 5 Stelle?

La spiegazione di Buccarella non spiega molto

Buccarella, con la serenità tipica di chi ha la coscienza a posto, vede, stravede e prevede l’esistenza di un sordido complotto dietro il servizio delle Iene: “è chiaro che l’operazione de “Le Iene” arriva ad orologeria a poche settimane dalle elezioni, nel verificare la destinazione dei nostri soldi volontariamente versati sul fondo ministeriale, per delegittimare il M5S e lasciare campo libero al partito unico degli occupatori della Repubblica”. Dimentica, il senatore Buccarella, che il suo partito non ha gridato al complotto quando sono uscite notizie relative ad altri partiti durante la campagna elettorale, ma le ha semplicemente cavalcate sfruttandole politicamente.

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Omette, l’avvocato Buccarella, che la fonte delle Iene è il solito ex 5 Stelle che si è sentito fregato dall’atteggiamento di chi annulla i bonifici (magari perché deve cambiare conto ma poi si dimentica di farlo) e che lui ha utilizzato proprio la stessa tattica di cui venivano accusati altri grillini, sicuramente per una coincidenza. Ritiene, il senatore Buccarella, di dover rispondere per ogni suo comportamento scorretto “che posso aver commesso” solo al M5S, che ha tutto l’interesse a non fare troppa caciara sulla vicenda. Pensa, l’avvocato  Buccarella, che i giornalisti facciano operazioni di delegittimazione nei confronti del suo partito, accusando così gli altri di complottare sordidamente nel buio diffamando chi non ha però mai preso l’impegno di dare 12mila euro, si è vantato di averlo fatto, ha caricato un bonifico e poi l’ha annullato: questo l’ha fatto lui. Di questo ci sono le prove e le sue ammissioni. Dei complotti non c’è nemmeno un indizio. Ma vedrete che ci sarà qualcuno che ci crederà. Altrimenti uno come Buccarella in parlamento non ci sarebbe mai arrivato.

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