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Come i sovranisti vip hanno preso il Conte bis (quant’è bello rosicare da Trieste in giù)

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Sono tempi duri, durissimi per i VIP che in questi mesi hanno elogiato Salvini e si sono appiattiti alla causa sovranista. La mirabile tattica del Capo della Lega li ha lasciati con il cerino in mano. Da sostenitori del governo gialloverde hanno dovuto scegliere tra il populismo in salsa a 5 Stelle e quello leghista. Manco a dirlo quasi tutti si sono schierati con il Capitano del Popolo Sovrano.

Come hanno preso Anna Mazzone e Maria Giovanna Maglie il Conte bis

Mentre il Tg2 si è già riposizionato a favore del premier incaricato la giornalista Anna Mazzone, famosa per gli insulti a Carola Rackete, ci tiene a far sapere che lei sul PD la pensa ancora come la pensava Gianroberto Casaleggio quando nel 2013 in un’intervista con Gianluigi Nuzzi disse che in caso di accordo con il Partito Democratico sarebbe uscito dal MoVimento.

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Ma in questi giorni la Mazzone ne ha avute anche per Renzi che ha definito “un bulimico di potere che gli hanno indagato tutta la famiglia” e che vuole governare nonostante abbia perso le elezioni. A quel senatore la Mazzone augura “salti di gioia e soffitti bassi”. Non si capisce in che modo Salvini o la Lega – che hanno governato fino ad oggi  – invece le avessero vinte dall’alto del loro 17%.

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Ma per la Mazzone brucia più il tradimento del MoVimento 5 Stelle, lei che era sotto il palco a saltare abbracciata agli amici mente Gianroberto parlava, lei che davvero aveva creduto che i pentastellati avrebbero aperto il Parlamento come una scatola di tonno.

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Più diretta su Twitter dove se la prende con quelli che “si scagliano con la bava alla bocca contro l’uso dei simboli religiosi da parte di Salvini, e poi si esaltano e condividono i commenti politici di padre Spadaro”. E notate come sottolinea che Spadaro è “prete gesuita”. La differenza è semplice: Salvini usa i  simboli come feticcio e come talismano. Spadaro è un prete che ha opinioni politiche  (ed è legittimo averle) e non dice che è mandato da Dio o dal Cuore immacolato di Maria.
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Ma la Mazzone non è l’unica giornalista che non ha gradito il cambio di rotta e il Conte bis. L’ex inviata del Tg2 Maria Giovanna Maglie, della quale tempo fa si parlava di un ritorno in RAI ed invece si limita a comparire in trasmissioni come Dalla vostra parte, ci va giù dura. Qualche sera fa durante una diretta denunciava «le pressioni del Quirinale, le intromissioni di un Vaticano terzomondista e il macigno dell’Unione Europea» e al contempo «l’odio dei poteri per Matteo Salvini». La Maglie rinfacciava anche che al G7 Trump non si filava Conte. Il giorno dopo è arrivato il tweet del Presidente USA a favore del premier. E chissà come l’ha presa lei.

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La maglie poi ha continuato denunciando «le pesanti e indebite intromissioni di Bergoglio, dei gesuiti terzomondisti che lo circondano, e della Cei, a favore di Conte e del PD». Ma per fortuna i poteri “alti” stanno dalla parte giusta:  «Ma la Madonna di Medjugorje sta con Salvini», come rivelato da Antonio Socci.

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A concludere il repertorio salviniano (o salvinista?) c’è il santino del Conte-bis che diventa un Monti-bis, come ama ripetere spesso anche il social megafono dell’ex ministro dell’Interno.

Lo strano caso di Mario Sechi

Su Twitter Riccardo Puglisi segnala uno dei tanti che avevano magnificato l’acume politico di Salvini e che oggi si trovano a denunciare i terribili complotti orditi ai suoi danni. È il caso del neo-direttore dell’AGI Mario Sechi che a maggio si esaltava per il risultato delle europee e parlava dello “scacco matto di Salvini” (che però in Europa contava meno di un pedone).

Dopo l’esplosione della crisi di Governo e l’incarico a Conte per un esecutivo PD-M5S Sechi invece ha scoperto l’operazione internazionale che si cela dietro i bis di Conte «Trump si augura che il premier resti. La strategia di Conte a Biarritz, la relazione con Macron e Merkel, l’appoggio a von der Leyen». Ma come, non era scacco matto? Come è stato possibile? Qualcuno ha forse buttato la scacchiera fuori dalla finestra o ci si è accorti che era una partita tra piccioni?

Le dive sovraniste che fanno?

Non pervenuta Lorella Cuccarini, impegnata a promuovere le puntate del suo Grand Tour. Ci consoliamo con Rita Pavone e Rita dalla Chiesa. La Pavone tra un tweet e l’altro in cui ricorda i suoi grandi successi discografici non disdegna il retweet di contenuti pro-Lega, come i video in cui Di Maio diceva che il PD era il partito di Bibbiano.

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Oppure direttamente i messaggi pubblicati dai social ufficiali della Lega e di Matteo Salvini dove viene spiegata la genesi del “complotto Ursula” che tanto piace ai leghisti visto che consente loro di cullarsi nell’idea che il “Capitano” sia un politico di prima grandezza e che solo gli Avengers uniti possano fermarlo.

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La Pavone ha anche trovato nei meandri di Twitter la soluzione alla crisi, ed eccola che retwitta la tizia che propone “di invadere l’account del Quirinale con la richiesta di voto“. Mi raccomando la rivoluzione fatela comodamente seduti.

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Rita dalla Chiesa invece, tra un cagnolino da salvare e l’altro, ci tiene a farci capire che “non ci sto capendo niente” ma che in ogni caso in Italia gli elettori vanno presi sul serio. 

rita dalla chiesa salvini conte - 3Lei ce la mette tutta ma proprio con tutta la buona volontà non si capacita di come sia possibile fidarci “di chi si è azzannato fino a ieri e oggi continua a farlo per le poltrone”. L’unica soluzione è il voto, a proposito gradite un bel sondaggio privo di valore che dimostra che gli italiani vogliono tutti votare? Eccolo qui: il 73%  di 289 voti espressi è più che sufficiente.

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Dite che non basta? Meglio di quelli che non vogliono farci votare come chiede il nostro signore e padrone Salvini.

Marione e Ghisberto: due letture sovraniste della crisi d’agosto

Ma quello che soffre di più per la situazione politica è uno che VIP ci ha provato a diventarlo in tutti i modi (facendosi eleggere o sognando un posto in RAI): Mario Improta in arte Marione. Proprio lui, quello che poco più di un anno fa se ne uscì con la fantastica vignetta della fu-sio-ne stile Dragon Ball tra Di Maio e Salvini che ha generato il super sayan Conte oggi fa sapere che lui non ci sta.

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Ecco che ci propone una graziosa vignetta che descrive l’evoluzione grillina che dal V-Day di Grillo è arrivata a Renzi passando per un Dibba che diceva “basta inciuci” (ma poi si è fatto l’inciucione con la Lega) e Di Maio che urlava mai con il PD.

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Vuoi vedere che l’unico sovranista disperato che ha capito tutto è Ghisberto, che con la solita classe e finezza che lo contraddistingue, ci proponeva ieri un Salvini che per chiedere pieni poteri si è trovato un cetriolo che gli rimbalza nel didietro? Viviamo davvero in tempi disperati.

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