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Sara Khadim al-Sharia ha partecipato ai Mondiali di scacchi in Kazakistan senza indossare l'hijab

La scacchista iraniana Sara Khadim al-Sharia ha partecipato ai Mondiali in Kazakistan senza indossare il velo, forse come segno di protesta

neXt quotidiano|

scacchista iraniana

La scacchista iraniana Sara Khadim al-Sharia ha partecipato al Campionato mondiale di scacchi in Kazakistan senza indossare l’hijab, il velo che per le donne iraniane è obbligatorio indossare. La foto che la ritrae senza hijab è diventata subito molto popolare sui social dopo essere stata pubblicata il 26 dicembre su Twitter dalla giornalista Elham Yazdiha di Iran International. Da quando nel Paese sono iniziate le proteste, ormai più di 100 giorni fa, in seguito alla morte di Masha Amini, non indossare il velo in pubblico è diventato un noto gesto di protesta contro il governo iraniano che risponde con la repressione delle manifestazioni e la violenza contro chi esprime dissenso. Sara Khadim al-Sharia ha 25 anni ed è riuscita a vincere il titolo di maestra internazionale di scacchi all’ottantaquattresimo Congresso mondiale di scacchi quando aveva 18 anni.

Non solo la scacchista iraniana Sara Khadim al-Sharia: continua la protesta delle sportive

Lo scorso ottobre la storia di Elnaz Rekabi, arrampicatrice iraniana che ha gareggiato senza indossare il velo in una competizione internazionale, è diventata popolare sui social e ha fatto preoccupare molte persone. Pochi giorni dopo la diffusione della notizia della gara e della partecipazione di Rekabi, l’atleta non è più riuscita a comunicare con nessuno e si è quindi parlato con preoccupazione di una sua sospetta scomparsa. Poco dopo, in un post su Instagram, Rekabi ha scritto che stava tornando in Iran e che non indossare il velo non era stato un gesto volontario ma che le era caduto «inavvertitamente». Secondo alcuni, Rekabi sarebbe stata costretta dal governo iraniano a rilasciare questa dichiarazione. Dopo in suo rientro in Iran la casa della famiglia di Rekabi è stata distrutta. Le immagini della casa demolita sono state diffuse sui social e mostravano i resti dell’abitazione e anche alcune medaglie, probabilmente vinte da Rekabi, gettate tra le macerie. Secondo IranWire, che è stato citato anche dalla CNN, l’abitazione è stata demolita da funzionari governativi.