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La retromarcia di Marione su Salvini

Il vignettista cantore delle eroiche imprese del MoVimento 5 Stelle ha scoperto che Salvini è “cattivo” e nemico del Sud. Eppure fino a qualche tempo fa il Segretario della Lega era uno dei buoni, perché così diceva la propaganda pentastellata

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Mario Improta – in arte Marione – è da sempre un ottimo termometro degli umori della base del MoVimento 5 Stelle e delle sue inguaribili contraddizioni. Da qualche tempo Marione, da sempre acceso sostenitore del governo Conte sta vivendo quella che potremmo definire una crisi esistenziale. Questa volta la colpa non è dei governi precedenti ma dell’alleato di governo del M5S: Matteo Salvini. Ultimamente infatti il ministro dell’Interno è diventato il bersaglio preferito della “satira” di Marione.

Aiuto mi si è desalvinizzato Marione

Pesa senza dubbio la gestione della vicenda Siri. I 5 Stelle sono tutti compatti nell’attaccare il sottosegretario di Toninelli e nel chiederne le dimissioni dal governo (ma non quelle da senatore). Marione non è da meno e in questi giorno sta dedicato una serie di ficcanti vignette in cui critica il segretario della Lega. Ad esempio oggi ne ha pubblicata una in cui improvvisamente ricorda che Salvini è il leader di un partito che un tempo si chiamava Lega Nord.

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Quel partito, ricorda oggi Marione, era quello che insultava i terroni. E lui da calabrese e da uomo del sud ci tiene a farci sapere che considera «un affronto ed un disonore» votare per la Lega.‬
«‪Spero nel risveglio delle coscienze dei miei conterranei» commenta fiducioso Marione, forse dimenticando che Salvini è stato eletto proprio in Calabria oppure tralasciando il fatto che il governo Conte si regge proprio con i voti di Salvini.‬ E cosa dire di tutte le volte che il M5S ha votato provvedimenti della Lega come la legittima difesa o il decreto sicurezza?

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Non è oggi il momento di ricordare a Marione di quando Toninelli&Salvini andavano a braccetto nel chiudere i porti ai migranti. E figuriamoci se è il caso di ricordargli di quando il M5S ha salvato Salvini dal processo. Cosa che per altro potrebbe accadere di nuovo a breve per la faccenda di SeaWatch 3 (e in caso di eventuale richiesta di autorizzazione per Siri).

Quando Marione era fan di Salvini

Le cose però non sono sempre state così. Ad esempio una quindicina di giorni prima di “scoprire” grazie al Tav che Salvini era ancora «troppo legato al vecchio sistema di intrallazzi indegni» il nostro fumettista preferito difendeva Salvini dal boicottaggio dei piddini per la faccenda della Nutella.

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Ma le cose si fanno più divertenti se si va più indietro nel tempo nella produzione artistica di  Marione. C’è la vignetta con Salvini in versione San Giuseppe (e Di Maio in versione Madonna?) per la nascita della Legge Spazza Corrotti, benedetta da un Giuseppe Conte in versione Spirito Santo.

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C’è poi stata la vignetta “da nerd” in cui Marione raffigurava Conte come la fusione tra i due super sayan Di Maio e Salvini. In breve: si tratta di una citazione dal famoso manga Dragon Ball in cui due personaggi uniscono i loro già straordinari poteri per dare vita ad un essere superiore.

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Insomma a Marione Salvini piaceva proprio, peccato che qualcosa si sia rotto. Perché forse – se Di Maio e Salvini non faranno pace – non riusciremo a leggere certe perle come quella sul complottone dello Spread.

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Nel personale Pantheon di Marione c’è stato pure il Presidente della Commissione Bilancio della Camera Claudio Borghi, fino a qualche giorno fa impegnato a difendere il Def del governo gialloverde.

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A quanto pare tra i due i rapporti sono ancora buoni. Oggi su Twitter erano impegnati a discutere di Europa, pareggi di bilancio e regole di Bruxelles. E soprattutto dei trattati europei, che vanno riformati secondo Marione.

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Peccato che a riformare i trattati serva la maggioranza dei voti dei parlamentari (e dei governi) europei e non basti l’unità di intenti dei sovranisti italiani. Marione ne è consapevole, ma si accontenta di qualcosa di più semplice: le dimissioni della Commissione europea. Quello sì che sarebbe un bel passo avanti! Ebbene, possiamo garantire a Marione che questo è proprio quello che avverrà visto che il mandato della Commissione è legato alla durata della legislatura dell’Europarlamento. Certo, non sarà merito del governo Conte, semmai dei famigerati trattati della UE. Ma non ditelo a Marione!

 

 

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