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IoSonoItalia: la quindicenne sovranista idolo dei patridioti (che nessuno sa chi sia)

Piccoli Salvini crescono? A leggere i post pubblicati da “Italia Moli”, una ragazzina di quindici anni di Brescia verrebbe da pensare di sì. Ma curiosamente i patridioti sempre alla ricerca di “chi c’è dietro” i vari fenomeni del buonismo si bevono tutto quello che lei gli racconta

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In Svezia hanno Greta Thunberg, la sedicenne che lotta per sensibilizzare i suoi coetanei sul Global Warming e il rispetto dell’ecosistema. Da noi in Italia qualcuno ha fiutato la potenzialità del “brand” e ha creato il personaggio di “IoSonoItalia“. E che sia un brand lo si legge nella descrizione del gruppo per il coordinamento delle attività dei fan IoSonoItalia dove è scritto che “IoSonoItalia diventerà entro breve tempo il nostro brand, un simbolo identitario che ci contraddistingue”. Ma chi è o cosa è IoSonoItalia?

La storia della quindicenne che viene censurata dai poteri forti

Io Sono Italia è il nuovo astro nascente del sovranismo. Stando alla descrizione del profilo Twitter si tratta di una ragazzina di quindici anni che è “contro la strumentalizzazione ideologica che si fa di noi giovani a scuola”. Accanto al profilo Twitter tutto dio, patria e famiglia c’è un account Facebook a nome di “Italia Moli” (l’url del profilo legge però italia.berto37) una pagina “official“, una pagina “fan” e  oltre al già citato gruppo «oltre 30 pagine #IoSonoItalia delle rispettive città italiane» (così dice in un post). E c’è ovviamente il canale YouTube che la solita censura di sinistra cerca sempre di fare chiudere.

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C’è infine un sito internet (il registrar e il titolare del dominio sono oscurati) dove per togliere ogni dubbio Italia spiega che «siamo apertamente schierati nei confronti di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, siamo schierati in favore della Lega e di Fratelli d’Italia».

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Su chi sia in realtà “Italia” ci sono poche informazioni. Dal profilo Facebook si legge che è una ragazza di Brescia che frequenta il liceo. Sul sito si presenta invece così: «Ero una ragazza dolce, affettuosa, sincera, intelligente e preparata. Ero, prima di capire che cosa significasse essere censurata nel tuo paese per il solo fatto di esprimere un pensiero differente da quello a cui si sono conformati tutti».

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Insomma è chiaro anche dalla scelta delle foto per presentarsi (o presentarla?) che Io Sono Italia non è Greta Thumberg. Anche perché lei ci tiene a mettere bene in chiaro da che parte sta.

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Ad esempio con frecciatine contro quelle che “mostrano il culo in un gay Pride” e si sentono emancipate oppure contro le proverbiali zecche dei centri sociali “orde di mentecatti” che “temono il rigore, temono la disciplina, temono l’ordine”. Più di ogni cosa la quindicenne sovranista è arrabbiata per come i poteri forti si sono schierati contro Salvini. Il Conte-bis? Una vera sciagura per l’Italia.

IoSonoItalia: un disco rotto che imita Salvini

Non sorprende quindi che IoSonoItalia abbia già raccolto endorsement di un certo peso. Come ad esempio quello di Patrizia Ramettagià fondatrice del gruppo “Lega per la Sovranità”, blogger, twittarola e responsabile della Lega donne in provincia di Siracusa, che ha definito Italia Moli “una speranza per l’Italia”.

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Ma in concreto cosa fa ItaliaMoli? Va al Congresso delle Famiglie di Verona. Va a protestare sotto la sede di Facebook Italia a Milano perché le chiudono le pagine (censura!) e già che c’è avvia una raccolta fondi mettendo all’asta le magliette con il brand.

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Ma soprattutto produce video. Video in cui legge dei testi scritti (probabilmente la stessa persona che regge la telecamera, visto che si muove) non si sa bene da chi ma dove vengono messe bene in evidenza le parole d’ordine dei patrioti italiani. Che poi sono le stesse di Salvini e Meloni, non è che la nostra aggiunga molto di più.

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A volte i post sono da quindicenni, come quello della scoreggia su Shazam che fa partire “Oh bella ciao” (che per inciso è un canto che inneggia ai patrioti italiani che combattevano contro l’invasore tedesco). E poi ci sono cose come questo attacco ai giudici che sono ovviamente corrotti dalle lobby: «Ma si sbagliano quando si illudono che sia solo un sistema lucrativo, questo è un vero e proprio sistema ideologico dove la lobby LGBT 🏳️‍🌈 è predominante è collusa con tutti i firmatari del protocollo sulla omotransnegatività tra i quali figurano anche i giudici».

Ma dove finiscono i soldi per le donazioni?

Ed è per questo che piace la ragazzina senza peli sulla lingua delusa da noi adulti che ci siamo fatti inebetire dalle lobby gay, dai sinistrorsi. Piace perché non esprime concetti complicati. Come Salvini identifica un nemico e ripete le poche parole chiave come un disco rotto. Qualche giorno fa chiedeva ai suoi follower di “farla andare a Roma” a protestare. Aveva indetto una manifestazione il 1 settembre che però è stata “rinviata” al 19 ottobre, quando ci sarà quella della Lega. Chissà, magari per non far vedere che i suoi follower sono quattro gatti. Ma lei faceva sapere di essere triste e arrabbiata, cose che capitano quando “hai solo quindici anni e ti ammazzi di lavoro ogni giorno”. Curioso: perché l’età minima per lavorare è fissata a 16 anni. Eppure già a maggio annunciava che lei non avrebbe fatto festa, è una festa da comunisti non per gente che lavora.

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Ma in ogni caso anche se si ammazza di lavoro i soldi non bastano. Ecco che scatta la raccolta fondi. Viene pubblicato un IBAN del quale però non si conosce chi sia l’intestatario, viene solo data la causale per la donazione.

 

E per non farsi mancare nulla c’è anche il link a PayPal. Che però rivela un’altra identità ancora, quella di Alessia Bertocchi, che non risulta mai essere comparsa nei post della pagina.

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Chissà come mai quando si trattava di Greta Thunberg o delle ONG i patridioti sono sempre pronti a chiedersi chi c’è dietro. Quando invece si tratta di una di “loro” (e se non lo fosse davvero) nessuno si pone il problema. Magari quelli che donano per la quindicenne sovranista però hanno piacere di sapere a chi vanno davvero i soldi.

Leggi sull’argomento: Come il Tg2 ha scaricato Salvini e tesse le lodi di quel genio di Conte