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Cospirazione Ursula: la teoria del complotto che ha mandato a casa Salvini

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Nella spettacolare diretta di ieri Matteo Salvini ha continuato a indicare il complotto di Bruxelles come responsabile del ribaltone italiano che sta portando il MoVimento 5 Stelle a formare un governo con il Partito Democratico. Nell’immaginario del leghista che ha fatto presentare una mozione di sfiducia nei confronti del governo in cui tutti gli portavano l’acqua con le orecchie il responsabile della sua caduta ha un nome e cognome: si chiama Ursula Von der Leyen, neo-presidente della Commissione Europea.

Cospirazione Ursula: la teoria del complotto che ha mandato a casa Salvini

E la teoria del complotto che Salvini ha enunciato senza farsi scappare dal ridere ma con il chiaro obiettivo di coglionare l’elettorato che gli aveva dato fiducia e che ha cominciato a voltargli le spalle – come indicano i sondaggi che il Capitano non cita più da quando sono negativi – parte dal voto del Parlamento per l’ex ministra tedesca che ha visto riuniti PD, M5S e Forza Italia e la Lega all’opposizione: solo qualche giorno fa Romano Prodi l’aveva indicata come esempio per costituire una nuova maggioranza in Parlamento sotto il nome di Coalizione Orsola, e questo basta all’ormai ex ministro dell’Interno per gridare alla pistola fumante.

ursula von der leyen marco zanni

Basta, sì, ma soltanto a quelli che si sono già scordati com’è andata: il giorno del voto per Von der Leyen il capogruppo del gruppo della Lega a Strasburgo aveva annunciato in un’intervista alla Stampa il voto per Ursula in cambio di un commissario. Ovvero, per una di quelle poltrone che ieri Salvini ha indicato come unico collante della nuova maggioranza che sta per nascere. E già questo dovrebbe far scoppiare a ridere in faccia al leader della Lega chiunque sia dotato di senno.

I Poteri Forti contro la Lega

Ma la circonvenzione di elettore incapace di Salvini non prevede un discorso che rispetti almeno la logica delle cose e la storia dei fatti. Per questo nella Narrazione Tossica non c’è spazio per queste quisquilie: il Capitano è stato mandato a casa da un complotto dei Poteri Forti contro Bruxelles, e pazienza se il Grande Politico con 25 anni di esperienza a questo punto dovrebbe anche ammettere che gliel’hanno fatta sotto il naso e lui non s’è accorto di nulla. Fino a ieri, quando ha cominciato a strillare con lo scolapasta in testa “Vojo ‘a democrazia, vojo ‘er referendum popolare su di me” come se tutto questo bastasse a far dimenticare che è stato lui ad annunciare la sfiducia a Conte ed è stato sempre lui, da Ferragosto, a strisciare verso i grillini chiedendo perdono, perdono perdonooo dopo averli additati al pubblico ludibrio.

franco bechis governo pd-m5s

E invece no. Salvini grida alla Cospirazione Ursula mentre i suoi ascari, terrorizzati da una genuina ansia di perdere il posto, lo status e gli stipendi che la fortuna del Capitano gli ha garantito, continuano a ripetere – a quelli che notano che il Re è nudo – che è tutto un complotto “che parte da lontano“. Cercando di convincere l’elettorato che quando Salvini chiede il rimpasto perché sennò se ne va non sta mica puntando alle poltrone, mentre se gli altri fanno un patto allora se le stanno spartendo, VERGOGNA!!1UNDICI.

L’architrave del complotto: Giovanni Tria

Nella costruzione dell’immaginario complotto contro di lui che serve a giustificare la sua dabbenaggine politica un ruolo chiaro e preciso ce l’ha il ministro dell’Economia Giovanni Tria. Che viene chiamato in causa da molti per le sue dichiarazioni sulla legge di bilancio 2020, perché anche lì c’è un’altra pistola fumante: via XX Settembre aveva rassicurato che non si sarebbe fatto deficit a uffa (come volevano i leghisti) e quindi stava già costruendo una finanziaria invotabile per noi che invece volevamo tagliare le tasse ai cittadini aumentando il debito da far pagare ai cittadini stessi nel prossimo futuro, è la loro narrazione.

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Giovanni Tria durante l’audizione (foto da: Camera.it)

Un racconto che non fa una grinza per chi ha la memoria storica d’una farfalla che muore dopo 24 ore. Per farlo crollare basta ricordare chi è quel Traditore della Patria che ha fatto il nome di Tria per il ministero dell’Economia e l’ha fatto arrivare a via XX Settembre: non ci crederete, ma si tratta proprio di Matteo Salvini. Come ricordano tutti quelli che c’erano, infatti, colui che oggi viene additato come il guardiano dell’ortodossia di Bruxelles è stato indicato come ministro dalla Lega su suggerimento di quel Paolo Savona che, secondo la narrazione di un’altra branca di intellettuali di grosso calibro come i noeuro, avrebbe dovuto portarci fuori dall’euro grazie alla sua clamorosa capacità dialettica e invece se n’è andato alla Consob lasciandoli tutti in brache di tela. Tria è stato scelto da Salvini: se è lui a capo del complotto che li ha mandati a casa, allora Salvini è un cialtrone di prima categoria perché si è fatto vendere la fontana di Trevi dal primo scemo che passava di lì. La teoria del complotto della Lega fa acqua da tutte le parti: potete scommetterci quindi che ci crederanno tutti.

Immagine di copertina da Chiesa Pastafariana di Padova

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