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Andrea Casu: l’improvvisa scomparsa del segretario del PD Roma

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La data d’inizio del mistero è il 13 settembre. Da quel giorno il segretario del Partito Democratico di Roma Andrea Casu non si fa sentire sui social network e non è una data senza senso: quel giorno scoppiò ufficialmente il dramma della Toscana senza governo ma uscì anche la lista dei sottosegretari, pubblica avvisaglia della scissione di Renzi.

Andrea Casu: l’improvvisa scomparsa del segretario PD Roma

Repubblica Roma ha scritto ieri che il segretario del PD Roma ha staccato i telefoni, oggi Valeria Baglio, Marco Ciarafoni, Roberto Fera, Maurizio Marrale, Monica Schneider e Giovanni Zannola, componenti della Direzione romana del partito lo hanno invitato a “convocare ad horas gli organismi dirigenti del partito”: “Si è formato un governo. Si è consumata una grave e pericolosa scissione. Roma vive il dramma di essere anche mal governata e purtroppo perdura un silenzio assordante quando, di contro, occorrerebbe avviare una riflessione collegiale e assumere le conseguenti decisioni di mobilitazione. Quanto durerà il silenzio del segretario Andrea Casu? Vive la sofferenza dello strappo? E’ indeciso sul da farsi? Quando si hanno ruoli apicali- sottolineano gli esponenti della Direzione romana del Pd- non si può rimanere inermi, occorre assumersi le responsabilità fino a prospettare l’esigenza di trattare dubbi e perplessità personali nei luoghi deputati.

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L’infografica di Repubblica Roma sui renziani nel Partito Democratico (18 gennaio 2019)

L’improvvisa scomparsa di Andrea Casu potrebbe avere una spiegazione politica. Eletto nel giugno 2017 quando i candidati erano quattro renziani (su quattro), Casu era appoggiato dall’ex commissario Matteo Orfini e – soprattutto – dal renzianissimo Luciano Nobili, che però nel frattempo ha seguito Renzi in Italia Viva. Oggi quegli appoggi sono giocoforza venuti meno. Tanto che, scrive oggi l’agenzia di stampa DIRE, Casu è in silenzio perché proprio non ha ancora deciso se seguire Renzi o meno. Nel caso in cui scegliesse di rimanere nel Pd avrebbe comunque deciso di seguire l’esempio del capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci, che ieri ha rimesso al gruppo parlamentare il suo mandato, con l’obiettivo di fugare ogni possibile dubbio che la scelta di rimanere nel PD possa essere legata al mantenimento dell’incarico. Il segretario romano, trovandosi tra due fuochi – l’indecisione personale da un lato, le pressioni dei capicorrente dall’altro – avrebbe così deciso di presentarsi dimissionario alla direzione federale che sarà convocata entro la prossima settimana al Nazareno. Chissà se è vero oppure se queste non sono soltanto malignità: magari alla fine ha soltanto perso la password di Facebook.

EDIT: Andrea Casu ieri – dopo la pubblicazione di questo articolo – ritrova improvvisamente la password di Facebook per condividere un evento PD al III Municipio. Peccato che non abbia risposto in alcun modo ai consiglieri che gli chiedevano chiarezza.

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