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Lo strano caso di Andrea Casu, ovvero: come Orfini si è preso il PD di Roma (senza risanare i circoli)

matteo orfini andrea casu

E qualcosa rimane, tra le pagine chiare e le pagine scure del commissariamento del PD romano da parte di Matteo Orfini. Ieri il candidato renzian-orfiniano Andrea Casu è diventato il nuovo segretario del PD di Roma. Con il 57% dei voti Casu si evita la scocciatura di dover aspettare la votazione da parte dei delegati all’assemblea dell’8 luglio. Un successo in un certo senso inaspettato, perché con quattro aspiranti alla segreteria non era affatto scontato che il nuovo segretario sarebbe stato eletto già al primo turno.

Che fine hanno fatto i circoli che Orfini doveva chiudere?

Ma non è certo la prima volta che Andrea Casu riesce a sorprenderci. Alla vigilia dello scadere del termine per la presentazione delle firme per la sua candidatura Casu era riuscito a presentare le 400 firme necessarie per poter partecipare alla competizione elettorale. E dal momento che l’accordo sulla figura di Casu (onestamente non proprio una figura di spicco del PD romano) è stato raggiunto dopo estenuanti trattative c’è chi ha sollevato il sospetto che quelle firme per neo-segretario romano siano state raccolte su moduli in bianco.
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Ora il Partito Democratico di Roma vuole voltare pagina. E per alcuni il merito è tutto di Orfini che ha risanato il partito. Nel 2014, quando esplose il bubbone di Mafia Capitale e l’inchiesta sul Mondo di Mezzo travolse il PD i circoli romani erano 110. Molti di questi nella relazione pubblicata nel luglio 2015 venivano definiti “dannosi”. Il rapporto individuò in particolare ventisette circoli a “carattere personalistico” che furono inseriti nella classificazione denominata “potere per il potere”.
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Un’altra quarantina di circoli venne considerata problematica in virtù dell’attività “fine a sé stessa” che svolgevano.
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Sempre nel 2015 Fabrizio Barca definì il PD romano un partito “cattivo e clientelare”. Ci si aspetterebbe che la gestione commissariale di Orfini sia quantomeno riuscita a far chiudere i circoli considerati dannosi e nocivi per il PD. Ma non è così.

La vittoria di Casu grazie ai circoli dichiarati “dannosi” per il PD

Prendiamo ad esempio il circolo PD Borghesana Finocchio. Un circolo che nella relazione veniva messo tra quelli del tipo “Potere per il potere” ovvero quei circoli dove “gli interessi particolari prevalgono, sovrastano o annullano gli interessi generali dei cittadini del territorio di responsabilità”. Un circolo dove – secondo il PD – “il partito è dannoso perché blocca il confronto sui contenuti, premia la fedeltà di filiera, emargina gli innovatori”. Ebbene quel circolo non solo è aperto ma ha anche dato la maggior parte dei voti alla mozione Casu e alle due liste “Eccoci!” e “Avanti!”.
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Altri circoli come l’Aurelio Cavalleggeri o quello di Casal Bruciato – San Romano continuano ad essere aperti. Alcuni come quello del Testaccio hanno ripreso l’attività proprio in coincidenza delle primarie per l’elezione del Segretario nazionale del partito. Perché quei circoli non hanno chiuso o non sono stati chiusi da Orfini?Ma se le persone all’interno di quei circoli erano un problema nel 2015 com’è che non lo sono più oggi? Un altro miracolo di Orfini.
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È interessante in questo senso il risultato ottenuto da Casu nel circolo Ottavia Palmarola Selva Candida. Questo circolo al contrario degli altri è uno di quei pochi (nove per l’esattezza) considerati “buoni” e additati come modello per il PD di Roma. Sempre nella stessa categoria era stato inserito il circolo Donna Olimpia – Miriam Mafai, che Orfini si è invece impegnato a fondo per chiudere e unire ad un altro circolo.
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C’è poi il caso del circolo PD “Nilde Iotti” di Tragliatella. Stando a quanto scrive Vincenzo Bisbiglia sul Fatto Quotidiano la lista orfiniana “Eccoci!” a sostegno di Casu ha ottenuto un plebiscito con tutti i 38 iscritti a favore di Casu. Il dato interessante è che la sezione è una di quelle aperte da Orfini durante il suo mandato da Commissario. Una fedeltà ribadita già durante la tornata elettorale per l’elezione del Segretario nazionale dove la mozione Renzi aveva ottenuto 33 voti su 35. Alla fine forse è proprio come dice il fake del Presidente del PD. Renzi e i renziani (che sostenevano Casu con la lista Avanti) avranno anche perso le comunali. Ma l’ex Commissario Orfini ha ancora in pugno i circoli romani.
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Il successo degli orfiniani è certificato dalla consigliera comunale Giulia Tempesta che rende noto che la lista Eccoci! ha raccolto quasi 1.500 preferenze su 6.000 votanti. Un trionfo.