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Italia Viva: chi sono i renziani alla Camera e al Senato

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Nel giorno in cui deputati e senatori spediscono le lettere di addio e il correntone renziano prende forma grazie alle prime 41 adesioni, anche una senatrice di Forza Italia, Donatella Conzatti. Al Senato ieri sera la lista ufficiosa contava 13 in uscita dal PD, ma – scrive oggi il Corriere della Sera – il senatore di Scandicci dal palco della Leopolda ne vuole annunciare 50 in totale. Il quotidiano segnala che se ne vanno Giacomo Portas, il deputato Matteo Colaninno, Lucia Annibali, Michele Anzaldi, De Filippo, Ferri, Roberto Giachetti, Marattin, Migliore, Nobili, Paita. La neo-sottosegretaria Anna Ascani rimane invece nel PD, mentre Maria Elena Boschi è presidente in pectore del nuovo gruppo, che punta a partire con 26 onorevoli. Dal Misto è stato pescato Gabriele Toccafondi e da +Europa sarebbe in arrivo Alessandro Fusacchia, mentre non sono per ora confermate le voci sull’approdo di Bruno (o Br1) Tabacci e Riccardo Magi.

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Italia viva: chi sono i renziani alla Camera e al Senato

Il Corriere indica come pronta a passare al renzismo anche Maria Chiara Gadda, insieme a Lisa Noia, Sara Moretto, Raffaela Paita, mentre Giovanna Vitale su Repubblica racconta una storia curiosa che riguarda proprio la Ascani:

Patrizia Prestipino e Debora Serracchiani invece si sono risolte a restare. «Mi dispiace che i giornali parlino di scissione a freddo, qui c’è solo dolore e sofferenza», singhiozza Noia. «Capisco bene come vi sentite», la accarezza Prestipino, lei stessa a lungo combattuta sul da farsi, «vedervi andar via fa un male cane». Un lutto che anche i maschietti faticano a elaborare: i “rimanenti” Stefano Ceccanti e Andrea Romano si aggirano in Transatlantico con lo sguardo perso, il “separatista” Massimo Ungaro si asciuga gli occhi con le mani.

E «ho pianto» confessa pure una delle amazzoni del renzismo, colei che nessuno si aspettava potesse abiurare: Anna Ascani. «Non me la sento di lasciare la mia storia alle spalle», scrive su Fb. Anche se le voci di palazzo raccontano un’altra storia: lei era in pole per guidare l’Istruzione, ma Boschi — che avrebbe perso il primato di ministra più giovane del centrosinistra — si sarebbe messa di traverso, convincendo il capo a indicarla come vice. Pettegolezzi, forse. E mentre gli scissionisti abbandonano la chat del gruppo con sms strappalacrime, i candidati a rimpiazzarli si defilano. «Non siamo usciti dal Pd per Renzi e non saranno le scelte di Renzi a farci rientrare», chiarisce il Leu Roberto Speranza. Addio profezia, almeno per ora.

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