Opinioni

Virginia Raggi scopre improvvisamente che gli alberi a Roma sono un pericolo

Qualche giorno fa Virginia Raggi scoprì improvvisamente che Roma era zozza: allo scopo di cacciare l’improvvisamente odiato (per questioni di bilancio e non di pulizia delle strade) Bagnacani la sindaca fece sapere che tra le rimostranze nei suoi confronti c’era la situazione igienica della città. Una bella stronzata, visto che la situazione igienica della città è tale da anni ma nessun amministratore di AMA è stato mai cacciato per questo dai grillini.

Oggi la storia si ripete. Dopo aver fatto la gnorri mutuando lo stile da Dibba il Sommergibile per tutto il giorno sull’albero caduto in viale Mazzini a Roma che ha causato due feriti, la prima cittadina ha pubblicato un post surreale su Facebook in cui ha scoperto che “serve un piano straordinario per tutti gli alberi malati e arrivati a fine vita a Roma“. Ohibò, sono due anni e otto mesi abbondanti di consiliatura e due anni e otto mesi abbondanti che il M5S ha la maggioranza per fare tutto quello che vuole il Comune: perché la Raggi, che diceva che bisognava controllare prima e non dopo, si è accorta solo oggi della necessità del piano straordinario?

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Il motivo è di facile comprensione e va messo in relazione alla situazione di ieri: la strategia di ficcare la testa sotto la sabbia non era più sostenibile e quindi meglio sparigliare fornendo soluzioni, così si discute di quello e non delle responsabilità. E infatti il post di Virginia chiude così:

Bisogna avere il coraggio di dire che serve un’azione straordinaria: un’azione che, inevitabilmente, cambierà anche il paesaggio di Roma. I pini secolari fanno parte del panorama di Roma ma così non si può andare avanti.

Per questo piano straordinario saranno necessari fondi speciali che, attualmente, il Comune di Roma Capitale non ha. Ma che chiederemo al Governo.

Ora, inutile star lì a ricordare come è finita la storia dei militari che dovevano tappare le buche: meglio sottolineare che la legge di bilancio il governo l’ha già fatta, quello era il momento per chiedere i soldi per gli alberi ma per Virginia evidentemente tutto quello che oggi ha scoperto essere priorità due mesi scarsi fa non lo era. E questo già ci dice tutto sul livello di improvvisazione del Campidoglio. Ma se vogliamo andare un po’ più a fondo, dal Corriere della Sera Roma scopriamo oggi che quell’albero andava abbattuto nel 2017: Franco Milito, uno degli agronomi che per un anno e mezzo hanno monitorato il verde pubblico nel I Municipio ha consegnato al Comune una prima relazione urgente, in 20 giorni, sugli alberi da abbattere o da potare, contrassegnati da croci o pallini con vernice bianca e gialla.

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La sindaca, quella che oggi vuole il piano straordinario, non ha fatto nulla di tutto ciò e nemmeno lo ha fatto l’assessorato della sua ex cocca, ovvero quella Pinuccia Montanari che fino all’altroieri veniva definita il genio della differenziata e che è stata messa nelle condizioni di andarsene per i 18 milioni di debito nei confronti di AMA che il Comune non vuole riconoscere per risparmiare. Ma oggi Virginia, a due anni e otto mesi dalla sua elezione, scopre improvvisamente che gli alberi a Roma sono un pericolo. Lei ha i suoi tempi per fare le cose: tra un annetto al massimo scoprirà anche chi è il sindaco. E lì saranno dolori.

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Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano