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Non c’era bisogno di un complotto per far sparire una mezza calzetta di politico come Salvini

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Sergio Mattarella, Romano Prodi, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, i poteri forti internazionali e infine il ministro dell’Economia Giovanni Tria, eccoli qui messi tutti in fila i principali protagonisti del complotto che secondo i leghisti e i sostenitori di Matteo Salvini stanno lavorando alla nascita di un governo senza la Lega. Un governo che per il Capitano non rispetta la volontà popolare e quindi è brutto e cattivo e pure contro natura.

Ma esattamente quali “giochini di palazzo” ha smascherato Salvini?

Ma davvero c’era bisogno di scomodare tutti quelli che non sono dalla parte della Lega (mancano giusto i Rettiliani) per mandare a casa Salvini? La risposta è no. Perché Salvini a casa ci si è mandato da solo. Quel gran genio del leader del Carroccio ha fatto tutto senza il bisogno di un aiuto esterno. Secondo Salvini il “ribaltone” era pronto da tempo, era solo questione di giorni, settimane o mesi. Ed è per questo che ha deciso di togliere l’appoggio al governo di cui faceva parte. Lo ha fatto – ha detto – per “portare la crisi nelle case degli italiani” e fare tutto alla luce del sole.

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Salvini dice anche altre cose, come quella di non essere alla ricerca delle poltrone, ma dimostra un particolare attaccamento a quella di ministro dell’Interno. E se davvero Salvini avesse voluto andare al voto senza se e senza ma, avrebbe potuto dimettersi, far dimettere i leghisti che sono al governo e mettere il MoVimento 5 Stelle e i traditori di fronte ad un fatto compiuto. Nulla di tutto questo è accaduto. Luca Morisi su Facebook ha scritto che la Lega “ha smascherato uno giochino che qualcuno preparava da tempo”. Il giochino sarebbe l’accordo PD-M5S, che non avrebbe avuto alcuna ragione d’essere se la Lega fosse rimasta al Governo e che non è affatto un “giochino” ma la normale conseguenza della crisi innescata da Salvini.

Come il Capitano si sarebbe fatto “fregare” dal M5S e da Luigi Di Maio

Quello che è successo è incredibile. Fino a qualche tempo fa tutti raccontavano di come la Lega fosse stata bravissima a prendersi i consensi del MoVimento 5 Stelle e parlavano della grande abilità politica di Salvini. Ora improvvisamente si scopre che il M5S ha tramato nell’ombra per far fuori quel ministro che fino a fine luglio sembrava essere in grado di condizionare tutte le scelte politiche del governo Conte, come è possibile? Perché se si vuole credere all’ipotesi del complotto bisogna allo stesso ammettere che come politico Salvini non è un granché, che è uno sprovveduto.

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È uno sprovveduto perché si è alleato con il M5S un anno fa, sperando dall’alto del suo 17% di poter condizionare le scelte dei pentastellati (che di voti in Parlamento ne hanno il doppio). È un sprovveduto perché non si è accorto se non all’ultimo momento dei piani per il “ribaltone” e alla fine si è fatto mettere all’angolo da uno come Giuseppe Conte. Ed infine è uno sprovveduto perché un attimo dopo aver rotto con il MoVimento stava già cercando di fare la pace, e anche dopo essere uscito dalle consultazioni con Mattarella ha nuovamente teso la mano al partito di Di Maio.

Aiuto! C’è un complotto contro la volontà popolare!

Secondo la Lega questo complotto serve ad impedire di andare al voto. Ed è interessante notare che si vorrebbe evitare il ritorno alle urne proprio quando la Lega è al massimo storico nei sondaggi. Eppure anche nel giugno del 2018, quando è nato il Governo del Cambiamento, la situazione era la stessa: la volontà popolare non ha mandato al governo né il M5S né la Lega, e tanto meno M5S e Lega assieme. Perché non si è tornati al voto subito? Forse alla Lega faceva comodo andare al governo, prendere qualche poltrona e guadagnare ulteriori consensi. Poi sono successe altre cose. Molte delle promesse fatte da Salvini non si sono concretizzate: il Decreto Sicurezza non serve a fermare gli sbarchi, i #PortiChiusi lo sono solo per finta, l’Autonomia per Veneto e Lombardia è di là da venire,  le accise sulla benzina sono sempre lì e c’è pure il rischio che aumentino. Ma non era importante perché la Lega volava nei sondaggi e vinceva alle regionali e alle amministrative.

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Poi sono arrivate le europee e la Lega ha vinto di nuovo. Ma solo in Italia, perché in Europa nonostante quello che ha raccontato la propaganda della Lega Salvini ha perso alla grande. A quel punto Salvini aveva – grazie a questi risultati – in mano la palla per condizionare ancora di più l’attività di governo. Finalmente poteva fare la Flat Tax a deficit, andare a fare la guerra contro la UE come ha promesso in lungo e in largo e magari pretendere qualche poltroncina in più (almeno quelle per sostituire Rixi e Siri dai!). Inoltre c’era un altro problema: all’orizzonte non ci sono elezioni in vista. E sappiamo che Salvini è un animale da comizio, non vorrete mica che torni a lavorare al Viminale? Ecco così i veri contorni dei “giochini” smascherati dalla Lega alla quale tra promesse non mantenute, nodi che iniziavano a venire al pettine e una bella manovra di Bilancio in preparazione a fine settembre non conveniva proprio di stare al Governo. Non serviva nessun complotto o giochino per mandare a casa Salvini, perché il Capitano a casa ci si è mandato da solo per evitare il peggio, con la speranza magari di ottenere dall’ex alleato qualche concessione. Ma non è arrivato nulla e Salvini è rimasto con il cerino della crisi in mano. Cosa gli resta da fare se non frignare perché quei cattivoni non vogliono più giocare con lui?

 

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