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Quelli che vogliono andare in galera per salvare Rosario Marcianò

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È sempre colpa del maledetto Sistema e dei Poteri Forti che lo condizionano tramando nell’ombra. Rosario Marcianò, più grande esperto italiano di scie chimiche e di false flag,  è improvvisamente scomparso dall’Internet. La colpa non è dei segnalatori di Facebook che un mese sì e uno no fanno in modo da bloccargli il profilo; il problema ha dimensioni a dir poco catastrofiche. Qualche giorno fa infatti il geometra sanremese ha pubblicato il suo “ultimo” post su Facebook.

Chi ha incastrato Marcianò?

Il motivo dell’auto-oscuramento sta tutto in una sentenza del Tribunale di Imperia che a inizio novembre 2018 ha condannato Marcianò (a suo dire ingiustamente) a otto mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena subordinata al pagamento di circa 40.000 euro tra provvisionale e spese processuali a favore della parte lesa: la ASL di Imperia. Marcianò ha scritto sul suo blog di essere finito nel tritacarne della giustizia imperiese e di aver subito la terza condanna (ad aprile è stato condannato per diffamazione ai danni della giornalista e divulgatrice scientifica Silvia Bencivelli) da parte di un tribunale stalinista e bolscevico. L’ultima condanna riguarda un libro-denuncia pubblicato nel 2011 nel quale Marcianò accusa l’azienda sanitaria imperiese di essere responsabile della morte del padre. Niente a che vedere quindi con l’attività di indagatore dei misteri d’Italia e delle operazioni di geoingegneria clandestistna.

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Non è chiaro al momento se Marcianò sia già stato arrestato, l’ultimo post sul suo profilo risale al 9 gennaio. Da allora silenzio assoluto. Le pubblicazioni su una pagina collegata all’attività del geometer (Tanker Enemy) continuano tutt’ora ma senza i preziosi interventi del nostro eroe. Il quale, per essere sicuro che tutti fossero a conoscenza del tentativo della magistratura di mettergli il bavaglio prima di andarsene ha informato i suoi seguaci del terribile sopruso che stava subendo.

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Gli appassionati di scie chimiche non si sono certo fatti sfuggire l’annuncio. E su alcuni gruppi Facebook – ad esempio il gruppo Aiutiamo Marcianò , bastano 40.000 euro per non farlo finire in Carcere – c’è già chi pensa ad una colletta. Questa volta i soldi raccolti non serviranno per uno degli improbabili esperimenti “scientifici” del nostro ma per consentirgli una presta libertà.

La raccolta fondi per aiutare Marcianò

C’è grande commozione sull’Internet. Forse non tutti hanno capito per cosa è stato condannato Marcianò – un uomo che sostiene che nel crollo del Ponte Morandi non sia morto nessuno e che Valeria Solesin non sia mai esistita – e pensano che si tratti di un non troppo oscuro complotto per impedirgli di dire la verità. Ma la verità al momento è che Marcianò è stato condannato per diffamazione, non per aver rivelato l’esistenza di una terribile cospirazione globale. Cosa che fa senza alcun problema da oltre una decina d’anni senza che tribunali stalinisti e agenti dei servizi abbiano mai tentato di “silenziarlo”.

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Eppure in molti sono pronti ad immolarsi per la causa. Perché se arrestano Rosario Marcianò allora “dovranno arrestarci tutti”. In alternativa, per coloro che in carcere non ci vogliono andare, c’è la possibilità di dire che l’arresto di Marcianò equivale ad arrestare “tutti quelli che hanno aperto gli occhi”. Che nel dubbio però preferiscono rimanere fuori dal carcere.

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La sentenza infatti è un mero pretesto: si tratta di un bavaglio giudiziario per impedirgli di informare gli italiani sui loschi complotti che vengono tramati ai loro danni. Ad esempio i video sui pericoli dell’abominevole tecnologia 5G.

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Chissà, magari la notizia di questo attacco alla libertà di pensiero giungerà anche alle orecchie del Ministro dell’Interno. Qualche anno fa infatti Salvini – all’epoca semplice deputato al Parlamento Europeo – presentò un’interrogazione sulle scie chimiche mentre un altro eurodeputato leghista si rifaceva alle teorie di un “blogger italiano” sui pericoli del Morgellons. Riusciranno i nostri eroi a trovare i soldi necessari ad evitare che le porte del carcere si aprano per Marcianò?

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