Cultura e scienze

La storia di Rosario Marcianò indagato a Venezia per Valeria Solesin

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Agosto 2016, ci sono persone che credono ancora che al Bataclan non sia morto nessuno. Una di queste persone è Rosario Marcianò che già il giorno dopo la strage andava orgogliosamente mostrando le prove che dimostravano che era tutto un false flag. Prove inconsistenti che si basavano solo su un ragionamento: le vittime erano tutte crisis actor, attori pagati per figurare nell’elenco delle vittime. C’è però la possibilità che questa volta il Geometer di Sanremo sia chiamato a rispondere in tribunali delle sue affermazioni, fortemente diffamatorie nei confronti di Valeria Solesin e della sua famiglia.
https://youtu.be/qacccDqZrEM

Marcianò e la storia secondo cui Valeria Solesin non sarebbe mai esistita

Quando Marcianò ha saputo che tra le vittime c’era anche una ragazza italiana, Valeria Solesin, non ha ritenuto questa fosse una ragione sufficiente per credere alla tanto osteggiata “versione ufficiale”. Al contrario Marcianò ha continuato imperterrito a dire che anche la Solesin – che aveva un fidanzato, un fratello, dei genitori, degli zii – era un’attrice. Anzi “Valeria Solesin” era un personaggio inventato e tutte le persone presentate dai media come parenti e amici erano anch’essi attori. A dirla tutta nemmeno questa è una novità per il geometer di Sanremo, che negli anni ci ha spiegato – tra una scia chimica e l’altra – che ogni attentato era stato organizzato per finta, un po’ come l’altrettanto “finto sbarco sulla Luna”. Inutile nasconderci il motivo per cui Marcianò lo fa: la fama nel sotto mondo dei complottisti, i click, i soldi. Mentre lancia accuse contro i governi che avvelenano i propri concittadini con macchinazioni inesistenti non si fa alcun problema a passare sul cadavere di persone reali che nel mondo reale avevano affetti reali e che hanno lasciato un vuoto vero e incolmabile.
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Succede però che post come questi vengano segnalati alla Procura di Venezia e che quindi Marcianò si trovi ad essere indagato e rischi di dover aggiungere un altro procedimento penale ai tanti già a suo carico attualmente in corso. Pensate che la cosa abbia fermato Marcianò? Assolutamente no, in fondo le spese legali non si pagano mica da sole. Ed ecco che quindi il nostro geometer prima annuncia che la Procura di Venezia gli ha ordinato la rimozione dei contenuti su Valeria Solesin.
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Poi, dopo aver sospeso il profilo Facebook si trasferisce su Twitter dove da alcuni giorni si dedica a spammare un video da lui prodotto dove prosegue imperterrito a voler dimostrare (usando articoli di giornale) che Valeria Solesin è viva. Notate il cambiamento delle opinioni del Geometer sanremese: prima afferma con certezza che né Valeria né “le due persone che fingono di essere i suoi genitori” sono reali. Poi invece arriva a dire che la ragazza sarebbe viva (quindi esiste) e in realtà sarebbe complice di una grande truffa ai danni dell’opinione pubblica e dei cittadini europei. Immaginate di essere i suoi genitori, suo fratello o il suo fidanzato e dover leggere parole come queste.
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Fino a questo momento la famiglia di Valeria Solesin ha fatto l’unica cosa possibile da fare: ha ignorato Marcianò, perché in fondo ci sono cose ben più importanti e serie a cui pensare. Ma arriva un momento in cui non è più tollerabile accettare il comportamento di chi, come Marcianò, specula sul dolore altrui. E questo i parenti di Valeria lo sanno bene, visto che pochi giorni dopo l’annuncio della morte della studentessa veneziana avevano dovuto subire quello che lo zio di Valeria, Piersante Paneghel ha in più occasioni definito lo sciacallaggio mediatico operato da Gabriele Parpiglia per conto di Maurizio Costanzo con i quali ha da tempo ingaggiato una lunga battaglia per ricostruire la verità sulla vicenda della “lettera di Dario Solesin” mostrata durante una puntata del Maurizio Costanzo Show. Paneghel ci ha detto che la forma di sciacallaggio messa in atto da Marcianò fa parte della stessa filiera di speculazione sul dolore altrui della quale fanno parte – ad altri livelli – Parpiglia e Costanzo. «È giusto – ha proseguito lo zio di Valeria – che persone come Rosario Marcianò inizino a pagare per quello che fanno», perché non è accettabile né tollerabile che una famiglia non abbia il modo di elaborare un lutto così straziante e che debba subire accuse infamanti come quelle su Valeria che farebbe parte di una grande cospirazione. Lo zio di Valeria ha definito “rivoltante” l’atteggiamento parassita nei confronti del dolore altrui di Marcianò, una cosa gravissima che va fermata con ogni mezzo possibile: «Marcianò deve rendere conto del fatto di stare lucrando sul nostro dolore, espandendolo» ha concluso.