Opinioni

Report, il M5S, Libera e la strana storia della spiaggia di Ostia

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Report dedicherà un servizio della puntata di stasera alla famigerata vicenda della spiaggia di Libera e del suo curioso destino. All’interno dell’inchiesta è possibile anche ascoltare un’intervista a Paolo Ferrara, capogruppo M5S al Comune di Roma, a cui Giorgio Mottola chiede perché, se il famoso manufatto doveva essere abbattuto, il MoVimento 5 Stelle organizzò la festa di fine della campagna elettorale del 2013 gestito da Roberto Bocchini.

Ma forse è necessario un riassunto della vicenda: nel 2010 in una determina l’allora dirigente del municipio X Franco Nocera bolla come abusivo un chiosco che si trova su una spiaggia in concessione a Ostia e che all’epoca è gestito da Roberto Bocchini e successivamente gli viene revocato per altre irregolarità e viene assegnato nel 2014 con bando a Libera e all’Uisp, lasciate del tutto ignare dell’abuso. Ma quella determina rimane in un cassetto per anni. Nocera è stato arrestato per corruzione nel dicembre scorso in un’altra vicenda. Il Municipio con lettera protocollata, aveva comunicato in data 18 Marzo 2015 l’esatto contrario: che la struttura era parte della dotazione della spiaggia e regolarmente utilizzabile ai fini di una migliore erogazione dei servizi. La determina del 2010 è un atto totalmente sconosciuto alle associazioni Uisp, Libera e Le Gran Coureur. Poi accade qualcosa. Nocera, racconta Repubblica Roma, nel 2016 manda quel foglio tramite WhatsApp alla dirigente del X Municipio, Cinzia Esposito. Le cronache dell’epoca raccontano che il documento viene reso noto dal Municipio all’ATI (associazione temporanea di imprese) non in sede di bando, né tanto meno di firma della convenzione con lo stesso X Municipio, ma solo in data 30 Marzo 2016 a seguito di un esposto presentato dall’ATI affidataria alla Procura di Roma.

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Il direttore dell’epoca è Aldo Papalini, anche lui arrestato e già condannato per corruzione, per aver favorito perfino gli interessi del Clan Spada sugli stabilimenti balneari. L’ordinanza era stata omessa dal bando di gara, dalla convenzione e dalle comunicazioni, compresa quella del direttore del municipio che affermava che il chiosco fosse acquisito a demanio marittimo. Per questo alla fine Libera e UISP lasciano la spiaggia il 26 aprile 2016. In seguito ai rilievi dell’ANAC il bando del 2014 viene annullato.

Quello era il lido che gestiva «Roberto Bocchini, amico dei “neri” e poi degli emergenti 5S Paolo Ferrara e Davide Barillari». Qualche tempo prima dei fatti che hanno coinvolto l’oggi arrestato Nocera infatti ci fu quella che potremmo tranquillamente definire come la più grossa cantonata politica presa dal MoVimento 5 Stelle romano: quella della falsa relazione antimafia desecretata e della conferenza stampa (di cui sopra potete ammirare il video) in cui tutto il gotha romano di M5S, da De Vito a Barillari, da Ferrara a Ruocco e Di Pillo, con tanto di Raggi e Frongia e insieme alla special guest Giarrusso, presentò un dossier di 42 pagine sulla mafia nel litorale romano (per il quale oggi un consigliere regionale minaccia querele) che si rivelò poi un cumulo di bufale e false accuse.

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Alcune foto della cena di chiusura della campagna elettorale del M5S all’Amanusa

Quella storia ha però un antefatto che riguarda proprio quella spiaggia e Paolo Ferrara, che oggi guida il gruppo del M5S in Campidoglio. Prima di Libera, dicevamo, questa era gestita da Roberto Bocchini e con essa quel famoso chiosco che era stato dichiarato abusivo in una determina dirigenziale di Nocera che risale al 2010 ma era rimasta però per sei anni nel cassetto. La spiaggia si chiamava Amanusa e ai 5 Stelle doveva essere nota visto che ci hanno organizzato un aperitivo elettorale a conclusione della campagna quando proprio Ferrara era candidato al municipio nel 2013. Bocchini e Ferrara a quanto pare erano amici, anche se in un’intervista al Tempo del settembre 2015 l’attuale capogruppo M5S in Campidoglio disse «Lo conosco, ma non è mio amico». Il giorno prima invece Ferrara lo aveva proprio definito amico, e per questo Bocchini si era risentito molto il giorno dopo quando era stato derubricato a conoscente a mezzo stampa. Il problema diplomatico tra i due conoscenti-amici-compagni di scuola era stato generato non certo dalla scoperta dei “piccoli problemi di giustizia” di Bocchini ma proprio dalla polemica che era nata dopo l’articolo del Tempo sul dossier dei 5 Stelle depositato all’Antimafia.

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Il resto è storia.

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