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Davide Barillari e la falsa «relazione antimafia desecretata»

davide barillari

Ostia e Mafia Capitale tornano a far parlare di sé a causa di una presunta “relazione antimafia desecretata” pubblicata da Davide Barillari, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle nel Lazio su Facebook. Ma il dossier non è quel che sembra. Anzi.

Davide Barillari e la falsa relazione antimafia desecretata

Tutto parte da questo post pubblicato qualche giorno fa su Facebook da Barillari che linka il blog di Andrea Schiavone, candidato al consiglio del municipio X con la Lista civica Marino nel 2013, il quale a sua volta rimanda a un dossier intitolato “Relazione intorno ad alcuni fatti di Mafia Capitale occorsi ad Ostia (Roma) tra luglio 2013 e dicembre 2015”, di cui sono autori Paula Filipe de Jesus e lo stesso Schiavone. La “relazione” però, nonostante il pomposo aggettivo “desecretata”, non è stata accolta in nessun modo dai canali ufficiali, ma soltanto presentata, appunto, dai due autori, alle istituzioni segnalate (tra cui anche la procura di Roma). D’altro canto, è una relazione ALLA commissione, non della commissione.

I sottoscritti Dott.ssa Paula Filipe de Jesus e il Dott. Ing. Andrea Schiavone, essendo stati citati nella relazione del Senatore Stefano Esposito (PD) consegnata in Commissione Antimafia il 9 luglio 2015, con la presente intendono sottoporre all’attenzione della Ecc.ma Commissione Parlamentare Antimafia e ai destinatari in oggetto i seguenti fatti e circostanze affinché siano valutati in forma autonoma e indipendente nell’ambito delle proprie attribuzioni e competenze. Si ravvisa infatti un evidente fine diffamatorio per limitare il diritto di informazione e cronaca, nei confronti dei sottoscritti, compiuto con sistematica modalità da parte del PD di Ostia e Roma (nelle persone di Andrea Tassone, ex-presidente del X Municipio, Francesco D’Ausilio, capogruppo capitolino per il PD e Stefano Esposito, senatore PD e Commissario del PD di Ostia dopo i fatti di ‘Mafia Capitale’) con evidenti forme di consorteria che spaziano dal quotidiano La Repubblica (nella persona di Federica Angeli) e alla direzione tecnica del Porto di Ostia (Paolo Solvi).

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Nel racconto della relazione si parla dei legami di Andrea Tassone, ex presidente del X Municipio dimissionato troppo tardi dal PD e di presunti, discutibili e in qualche caso chiaramente inventati rapporti complottistici nei confronti dei due autori da parte di Stefano Esposito, senatore PD ed ex assessore della Giunta Marino e Federica Angeli, giornalista di Repubblica con altri. E proprio lei oggi sulla sua pagina Facebook scrive: «Barillari io ti avevo avvisato. Conservo ancora i nostri sms. Tu hai perseverato. Sai bene che quella relazione è il frutto della follia di due pericolosi personaggi di Ostia che fanno finta di fare antimafia. Mi domando perché lo fai e soprattutto cosa vuoi da me tu. Quella relazione non è mai arrivata in Antimafia è un falso. E tu lo sai bene. La scritta “desecretato” è un falso. Perché Giarrusso e Di Battista l’hanno stracciata. Non esiste. Ci hai provato a presentarla ma chi di mafia sa ha capito bene il mix di fango e calunnie. Ora risponderai degli stessi reati per cui queste persone sono già indagate caro Davide BARILLARI . Sappilo: con la mia vita non permetto a nessuno di giocare. Non lo consento agli Spada figurati a uno come te».

La storia del dossier contro Libera

Ma soprattutto la “relazione” sembra la precisa trasposizione del famigerato dossier contro Libera di cui abbiamo parlato qui e qui. Nel settembre scorso un articolo del Tempo parlava di un dossier del MoVimento 5 Stelle sulla mafia ad Ostia che chiamava in causa anche Libera, l’associazione di Don Ciotti.  Nell’articolo a firma di Ivan Cimmarusti e intitolato “I silenzi scomodi di Libera su Tassone”, si illustrano i contenuti della relazione “Mafia e Litorale Romano: il caso Ostia”, messa  a punto dal MoVimento 5 Stelle e, raccontava l’articolo anche se la circostanza verrà smentita, depositata alla Commissione Parlamentare Antimafia; in più si raccontava di Libera, dipinta però più come una società per azioni rispetto a un’associazione antimafia. Aveva infatti in gestione, secondo il dossier, stabilimenti balneari (SPQR) con assegnazione per affidamento diretto senza bando pubblico. Il dossier, secondo le accuse, era stato redatto da Gaetano Pascale ovvero, insieme a Piero Fierro, uno dei due ex poliziotti che dopo lo scoppio di Mafia Capitale asserì di avere indagato sulla criminalità organizzata a Ostia ma di essere stato bloccato dai poteri forti (yawn). Insomma, una guerra nella guerra ravvivata dalle polemiche su Giovanni Ferrara tra Matteo Orfini e il MoVimento 5 Stelle. Probabilmente quindi Barillari ha pubblicato lo status come risposta. Si vede che non ha capito la domanda.