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I sovranisti contro la “propaganda immigrazionista” di Ramy e Adam da Fabio Fazio

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Due giorni fa ministro dell’Interno Salvini, un uomo fatto e finito di 46 anni, bullizzava come suo solito un ragazzino di 13 anni perché non ha la cittadinanza italiana: «Ramy vuole lo Ius Soli? Benissimo si faccia eleggere parlamentare e sarà una scelta che potrà fare, ma per adesso la legge sulla cittadinanza va bene così com’è». Ramy è uno dei tre ragazzini che hanno salvato i compagni di classe presi come ostaggi da Ousseynou Sy su un pullman scolastico. Ramy non ha la cittadinanza italiana e siccome è uno degli eroi di San Donato Milanese e in molti vorrebbero che come “premio” per il suo gesto coraggioso gli venisse concessa.

Ramy e Adam da Fazio: da grandi vorremmo fare i Carabinieri

Come sappiamo Ramy – che è di origine marocchina – non è l’unico eroe, ci sono anche Adam e Riccardo: il primo è di origine egiziana il secondo è italiano. Adam e Ramy erano ieri ospiti da Fabio Fazio a Che tempo che fa su Rai 1. Una presenza che non è piaciuta ai sovranisti e ai difensori dell’italica etnicità che hanno visto nell’arbitrario oscuramento di Riccardo e di tutti gli altri 48 passeggeri a bordo della corriera un modo per nascondere la verità. Quale? Che il criminale era uno straniero, in possesso però di regolare cittadinanza italiana da 15 anni. Un immigrato e “senegalese” anche se nato in Francia e residente a Crema da parecchio tempo.


Ieri da Fazio i due ragazzini, che già hanno avuto modo nei giorni scorsi di raccontare ai giornali e in televisione la loro brutta esperienza, hanno detto che da grandi vorrebbero fare i Carabinieri. Perché tra gli eroi di quel giorno ci sono anche gli uomini dell’Arma che prima hanno bloccato il bus e poi sono riusciti a liberare la scolaresca prima che Sy desse fuoco al mezzo. Senza che nessuno si facesse male. E infatti in studio c’erano anche due dei militari – l’appuntato scelto Maurizio Atzori e il carabiniere scelto Aldo Alberto Leone – che hanno preso parte all’operazione di salvataggio.

Fazio e il complotto turboimmigrazionista

Ma tutta questa pubblicità ai due stranieri eroi e buoni non piace ai patridioti. Qualche giorno fa Francesca Donato aveva addirittura denunciato l’esistenza di un complotto immigrazionista con lo scopo di farci accettare di buon grado la presenza degli stranieri. Perché se le persone di origine straniera non sono tutte raccontate come pericolosi o potenziali criminali allora sicuramente c’è qualcosa che non va.

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Sia Ramy che Adam, come Riccardo, sono nati in Italia. Però Ramy non ha la cittadinanza italiana. Motivo per cui la sua impresa, in collaborazione con gli altri compagni di classe, ha assunto successivamente un altro significato. È innegabile infatti che il nostro ministro dell’Interno sia molto attivo nel pubblicare notizie sui reati commessi dagli immigrati, anche quando a volte non c’è nessun reato e che invece non sia così propenso a condividere notizie dove la vittima è straniera e il presunto colpevole invece di origine italiana. Perché che piaccia o no non si delinque su base etnica o in base alla cittadinanza riportata sulla Carta d’Identità.

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Ed ecco che la storia dell’autobus ha bucato la bolla di quelli che credono e raccontano che gli immigrati siano quanto di peggio possa capitare all’Italia. E il fatto che Ramy e Adam siano andati da Fazio mentre Riccardo (non sappiamo per quale ragione) no è la prova del fatto che i buonisti ci vogliono tutti invasi dagli immigrati. Non è ben chiaro cosa ci sarebbe di sbagliato se in Italia ci fossero più persone come Ramy, Adam e Riccardo e meno come Roberto Formigoni, con cui la Lega ha governato la Lombardia per 15 anni.

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Nemmeno Salvini ha gradito tutta la pubblicità ai due eroi stranieri e oggi ha dichiarato che intende incontrare Ramy e la sua famiglia ma «a telecamere spente perché fare carramba che sorpresa o il Fabio Fazio a suon di milioni non mi interessa». Non interessa perché non porta voti. Quando c’è invece da incontrare persone come Angelo Peveri – l’imprenditore italiano condannato per tentato omicidio il ministro non si tira indietro. In altri casi i condannati per omicidio li abbraccia direttamente in pubblico, come è successo dal palco di un comizio con Enrico Balducci. Italiano e leghista.

Chi ha paura di due ragazzini?

C’è chi come Gasparri parla di “campagna pro-immigrazione”, ma dimentica che Ramy e Adam sono nati in Italia proprio come Riccardo. Ed è questo il punto: Ramy è così uguale ai suoi compagni, con i quali ha lottato per fuggire da quel pullman e chiamare aiuto, e non potrebbe essere così diverso. E la sua diversità, il non essere un cittadino italiano, diventa addirittura oggetto di  un crudele sberleffo da parte del ministro dell’Interno. La presenza di Ramy e Adam da Fazio non toglie nulla al gesto di Riccardo e al suo eroismo. È lo stesso principio in base al quale estendere i diritti ad alcune persone che non li hanno (omosessuali, immigrati e così via) non toglie nulla a chi quei diritti li ha già.

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È innegabile però che in questo momento storico ci sia bisogno di ribadire che persone che non hanno la cittadinanza hanno diritto ad averla. Che gli immigrati non sono tutti pericolosi teppistelli, spacciatori o criminali. Usciamo dalla logica di queste generalizzazione che mettono ai margini persone come Ramy, facendole sentire di serie B ed escludendole. La brevissima partecipazione dei due ragazzi in trasmissione, assieme ai Carabinieri eroi, vuole dire solo questo. Un eroe può avere la divisa oppure non averla, può avere la cittadinanza italiana, oppure non averla. Ma perché se quell’eroe è di origine straniera improvvisamente abbiamo paura e si parla di “lezioncine sulla cittadinanza” (Il Giornale) o di “Fazio che usa i bambini per aiutare la sinistra” (Libero)? Abbiamo forse già dimenticato che quando al governo c’era il PD Gentiloni decise di non mettere la fiducia sullo Ius Soli per paura delle reazioni di Alfano?

Leggi sull’argomento: Francesca Donato, la sovranista che ha scoperto il complotto immigrazionista dei bambini eroi