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Perché l’abbraccio di Salvini con il leghista condannato per omicidio è una vergogna

Qualche giorno fa il ministro Salvini ha abbracciato l’imprenditore Enrico Balducci, condannato in via definitiva per la morte di Giacomo Buonamico commentando il fatto così: «il rapinatore nella prossima vita cambia mestiere». Ma non ci sono evidenze che Buonamico – incensurato – fosse un rapinatore. I parenti dell’uomo ucciso da Balducci hanno annunciato di voler querelare il ministro

Qualche giorno fa il ministro dell’Interno Matteo Salvini si è recato al carcere di Piacenza a far visita ad Angelo Peveri, l’imprenditore condannato con sentenza passata in giudicato a 4 anni e mezzo per aver sparato ad un ladro che a causa delle ferite rimarrà invalido. Il caso di Peveri non ha nulla a che fare con la legittima difesa ma questo al ministro interessa poco. Come probabilmente interessa poco che Enrico Balducci, il segretario provinciale della Lega di Bari, sia stato condannato in via definitiva a 3 anni e 8 mesi per l’omicidio preterintenzionale di Giacomo Buonamico.

Cosa c’entra Balducci con la legittima difesa?

Anzi, per Salvini le cose stanno diversamente: «il rapinatore nella prossima vita cambia mestiere», ha detto il ministro invitando sul palco Balducci: «sono affaracci tuoi se decidi di fare il rapinatore: ti assumi i rischi del tuo vigliacco mestiere». I fatti sono questi: il 5 giugno del 2010 il 21enne Giacomo Buonamico, alla guida di una moto sulla quale c’era il pregiudicato Donato Cassano, viene raggiunto da un colpo di arma da fuoco esploso dalla pistola – regolarmente detenuta – di Enrico Balducci, titolare della stazione di servizio Tamoil di Palo del Colle.

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Il momento della tentata rapina al distributore di Balducci (a sinistra dietro la colonnina)

In precedenza Cassano aveva rapinato l’Eurospin di Palo del Colle (bottino: 500 euro). Nella sentenza nulla si dice invece in merito al ruolo di Buonamico nella rapina, anzi le telecamere di sorveglianza inquadrano l’azione di un solo rapinatore: Cassano. Il tentativo di rapina alla stazione di servizio non va a buon fine, la moto si allontana e mentre sta uscendo dall’area di servizio Balducci spara tre colpi in rapida successione. Uno di questi causerà la morte di Buonamico. Tutto l’episodio, ricostruito dagli inquirenti in base alle testimonianze e ai filmati delle telecamere di sorveglianza si è svolto nell’arco di sei secondi e mezzo. Giacomo Buonamico morirà dissanguato dieci minuti dopo.

Durante il processo gli avvocati di Balducci hanno invocato la sussistenza dell’esimente della legittima difesa. Al contrario di quanto va dicendo Salvini da mesi c’è già una legge sulla legittima difesa. Ma nel caso dell’omicidio di Giacomo Buonamico nella sentenza di primo grado viene fatto notare come non sussistesse l’attualità del pericolo anche perché quando Balducci ha impugnato l’arma per sparare – mettendosi in posizione di tiro con le gambe leggermente flesse – i due rapinatori si stavano già dando alla fuga. Prova ne è il fatto che sia Buonamico che Cassano sono stati feriti al gluteo. Venendo a mancare l’attualità del pericolo cade anche l’ipotesi di eccesso colposo di legittima difesa. Il tribunale ha anche stabilito la non fondatezza della legittima difesa putativa, eccepito dalla difesa dal momento che Balducci ha sostenuto di avere la preoccupazione che i rapinatori potessero tornare in un secondo momento.

Cosa ha capito Salvini della morte di Giacomo Buonamico

Il caso di Balducci è diverso da quello di Peveri, che invece aveva sparato al ladro dopo averlo malmenato e immobilizzato. Con la legge attuale – che è frutto di modifiche volute dalla Lega Nord – o con quella proposta da Salvini le cose non sarebbero cambiate. Perché in ogni caso Balducci sarebbe andato a processo. È il processo infatti il momento in cui viene accertata la verità dei fatti e nessuno stato di diritto può accettare che un cittadino possa farsi giustizia da solo al di sopra della legge.

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Fonte

Nell’ambito del processo è stato ricostruito che Cassano non aveva mai puntato la pistola (che si scoprirà successivamente essere un’arma giocattolo) contro Balducci né al momento in cui i due si sono avvicinati alla pompa di benzina né successivamente durante la fuga. I giudici hanno ribadito che la difesa è legittima solo quando non vi sia desistenza o quando sussista un pericolo attuale di incolumità fisica per sé e per gli altri. Balducci ricorrerà in appello e in Cassazione contro la sentenza ma anche la suprema corte con la sentenza del 5 giugno 2014 rigetterà il ricorso rilevando l’insussistenza delle circostanze relative alla legittima difesa. Motivo per cui Balducci è stato condannato per omicidio preterintenzionale e non per eccesso colposo di legittima difesa. Del caso Buonamico però Salvini non parla volentieri, e la ragione è evidente. Mentre per quanto riguarda Peveri (ma anche Ermes Mattielli) i rapinatori sono cittadini stranieri in questo caso si tratta di italiani.

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Ed anzi i parenti di Giacomo Buonamico stanno valutando la possibilità di querelare il ministro perché – come spiegano al Fatto Quotidiano – «possiamo sostenere che Balduccci è un assassino, visto che è stato condannato, ma Giacomo non è un rapinatore, non c’è nessuna sentenza postuma». Ma il ministro dell’Interno è fatto così: abbraccia un omicida (con sentenza passata in giudicato) e chiama rapinatore una persona deceduta, sul quale la Giustizia non ha mai pronunciato alcuna sentenza.

Foto di copertina da youtube

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