Economia

Ma il M5S Roma adesso decide anche i licenziamenti in ATAC?

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Oggi Gabriele Isman su Repubblica Roma racconta un episodio che se fosse vero dovrebbe far saltare in aria qualche testa (ma non vi preoccupate: non accadrà nulla invece). Mercoledì scorso alle 17 Micaela Quintavalle, sindacalista di Cambia-Menti sospesa dall’ATAC dopo un servizio delle Iene sui Flambus in cui compariva a più riprese, ha incontrato a Palazzo Senatorio il presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito e Gianluca Londei, attivista a 5 Stelle e braccio destro dell’assessora Linda Meleo. Per parlare di cosa? Sembrerà incredibile, ma De Vito e Londei hanno chiamato la Quintavalle proprio per parlare del suo provvedimento di sospensione e per dettare le regole per il suo reintegro:

Oggetto dell’incontro: le condizioni che vengono poste a Quintavalle per salvarsi dal licenziamento. E così una questione aziendale diventa una questione politica, un ricatto a cinque stelle. A Quintavalle vengono poste tre richieste: una lettera di scuse per le sue denunce sulle condizioni di lavoro in Atac, quelle stesse denunce che avevano portato alla sua sospensione; la richiesta di due mesi di aspettativa non retribuita; l’accettazione ad abbandonare il ruolo di autista per diventare operatrice di stazione o verificatrice.

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«Devi cospargerti il capo di cenere» ha detto De Vito a Quintavalle, mentre Meleo e il presidente e ad di Atac Paolo Simioni si informavano con messaggini e telefonate sull’adamento dell’incontro. Che però non è stato troppo lungo: dopo 30 minuti di colloquio, Quintavalle ha chiesto tempo per riflettere e lunedì poi rifiutato la proposta avanzata soprattutto da Londei. Da allora la sindacalista nei suoi post su Facebook scrive di «licenziamento imminente».

Che la Quintavalle fosse non solo amica ma anche simpatizzante politica di Marcello De Vito non è un segreto, visto che ha invitato i colleghi a votare il MoVimento 5 Stelle e proprio De Vito. Ma che un’azienda in pieno concordato si faccia gestire la politica sindacale e disciplinare dal presidente dell’Assemblea Capitolina e da un collaboratore dell’assessorato ai trasporti in segreto e non con dichiarazioni pubbliche (come fece, sbagliando, Stefano Esposito all’epoca) è una vera e propria tragedia. Il problema è che mettendosi tra management e lavoratore il MoVimento 5 Stelle sta gestendo l’azienda municipalizzata come se fosse roba sua. Ah, vuoi vedere che è per questo che ultimamente è peggiorata?

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