Economia

Il disastro percepito dei trasporti a Roma

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L’Agenzia per il controllo della qualità dei servizi pubblici di Roma Capitale è un ente che dipende dal Comune di Roma e dopo l’insediamento la Giunta Raggi nominò a capo Carlo Sgandurra, attivista grillino e iscritto al meetup di Tagliacozzo, nel settembre 2017. A dicembre l’Agenzia certificò nella sua “Relazione annuale sullo stato dei servizi pubblici locali e sull’attività svolta nel 2017 che la città era peggiorata nel settore dei trasporti e della raccolta dei rifiuti.

Il disastro percepito dei trasporti a Roma

All’epoca lo stesso Sgandurra rincarò la dose in un’intervista al Messaggero dicendo che la città era ridotta una vergogna e che la sindaca era eterodiretta da Milano. Ieri la stessa Agenzia ha pubblicato un focus sul trasporto locale a distanza di sei mesi dai “voti” dati nel rapporto di fine 2017 e dopo due anni di amministrazione (e di stipendi percepiti) da parte della Giunta Raggi. Vale la pena leggerne le conclusioni: “A Roma manca una visione e una organizzazione globale della mobilità e la città non sconta soltanto un deficit nelle infrastrutture ma anche la mancanza di una pianificazione e di un coordinamento dei trasporti, che comprenda ad esempio la manutenzione delle strade, la gestione delle corsie, il controllo del traffico”.

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Sintesi delle indagini sulla qualità percepita (Fonte: ASPL)

Mancano visione, organizzazione, pianificazione, coordinamento. Manca insomma l’amministrazione. Manca la politica. Manca una giunta, manca un assessore ai trasporti, manca una commissione trasporti. Manca tutto quello che invece c’è, nel senso che nominalmente c’è una giunta, c’è un’assessora (Linda Meleo) – che è convinta che la situazione dei trasporti a Roma stia migliorando – c’è una commissione trasporti presieduta da un grillino (Enrico Stefàno) che prima dice che la metro è meglio di no, poi dice che la metro è meglio di sì.

A Roma manca una Giunta

“Anche nel caso del trasporto pubblico così come sulla spazzatura si conferma la difficoltà dell’amministrazione capitolina a presidiare i servizi pubblici. Si rende necessario quindi un maggiore impegno a superare tale criticità attraverso l’urgente riorganizzazione amministrativa, con particolare riferimento alle strutture di linea e territoriali”, si legge nelle conclusioni del focus sul trasporto pubblico di Roma dell’Agenzia per la qualità dei servizi pubblici. “In assenza di tale adeguamento prioritario, ogni ipotesi di risanamento rischia di essere compromessa, se non sul nascere, nel corso della sua realizzazione”, si spiega. “Il sistema della mobilità non dipende solo dai vettori del trasporto (autobus, tram e metropolitane) e non dipende quindi solo dalla società che ne gestisce mezzi e strutture, ma è fortemente condizionato da una serie di fattori che insieme convergono a determinare la qualità del trasporto pubblico e a garantire il diritto alla mobilità dei cittadini. Anzi, paradossalmente, in un tale scoordinato contesto logistico, la società partecipata che gestisce il servizio, rischia di farsi carico di problemi che non dipendono da essa e di apparire come la sola responsabile dell’inefficienza dell’intero sistema“, dichiara il presidente dell’Agenzia.

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L’efficienza dei trasporti pubblici a Roma

Il 52% dei romani valuta negativamente la metropolitana, il 63% invece il trasporto di superficie, con la Carta dei servizi ferma al 2013. Il 71,7% delle segnalazioni giunte all’ATAC è composto da reclami, per lo più sulle linee 708, 310, 2, 654, 3 e 170. Dal 2012 inoltre bus e tram sono diminuiti del 16%, mentre il servizio metro è stato aumentato del 13%. Corse ridotte in superficie,quindi,per vetustà dei mezzi e guasti tecnici causati dalla mancanza di pezzi di ricambio.

Il confronto Roma-Milano sui trasporti

Impietoso il confronto con Milano: in Atm c’è un impiegato amministrativo ogni 25 operativi, mentre a Roma il rapporto è di uno a cinque. La produttività dei dipendenti è superiore di ben 6mila vetture/chilometro(18 mila contro 12 mila). Senza contare che Atm ha chiuso i propri conti in utile e l’Atac ha invece accumulato debiti superiori al patrimonio netto dell’azienda. Un’occhiata ai ricavi dei biglietti: per l’azienda capitolina ogni anno 265 milioni di euro per un miliardo e 100mila passeggeri, per Atm 412 milioni per poco più della metà dei viaggiatori (600 milioni).

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Il confronto Roma-Milano e le linee con più segnalazioni (La Repubblica, 29 giugno 2018)

A Roma manca l’amministrazione.

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